
Misure elettriche, ottiche e acustiche · Aspetto delle finiture
Come si misura la brillantezza delle superfici
La misura della brillantezza delle superfici quantifica il rapporto tra la luce riflessa in modo speculare e quella diffusa: una finitura lucida rinvia il fascio in una direzione precisa, una opaca lo disperde in tutte le direzioni. Lo strumento illumina il campione con un angolo definito, rileva la luce riflessa specularmente e ne esprime il valore in unità riferite a un campione standard. L’angolo di misura non è indifferente: se ne usano di diversi a seconda che la finitura sia molto lucida, media o opaca. Confrontare valori di brillantezza delle superfici ha senso solo tra rilievi eseguiti allo stesso angolo.
La misura della brillantezza delle superfici, spesso indicata come gloss, valuta quanto una superficie è lucida o opaca. È un attributo importante dell’aspetto di moltissimi prodotti: vernici, plastiche, carta, metalli, mobili e pavimenti hanno una finitura che può andare dal molto lucido all’opaco, e la costanza di questa finitura è un requisito di qualità estetica. Come per il colore, giudicare la brillantezza a occhio è soggettivo e poco affidabile, per questo si misura in modo oggettivo. La brillantezza dipende da come la superficie riflette la luce: una superficie lucida riflette la luce in modo speculare, come uno specchio, mentre una opaca la diffonde in tutte le direzioni. Misurare la brillantezza significa quantificare questa riflessione speculare, ottenendo un valore confrontabile.
Questa pagina spiega che cos’è il grado di lucentezza, come funziona la misura a riflessione speculare, e come si sceglie l’angolo di misura. È una guida per il tecnico di controllo qualità delle finiture e degli aspetti superficiali.
Che cos’è il grado di lucentezza
La brillantezza esprime quanto una superficie riflette la luce in modo speculare rispetto a quanto la diffonde. Una superficie molto lucida, come una vernice a specchio, riflette gran parte della luce in una direzione precisa, quella speculare, e appare brillante; una superficie opaca diffonde la luce in tutte le direzioni e appare spenta. Il grado di lucentezza è quindi una misura di quanta luce viene riflessa specularmente. Si esprime in unità di gloss, riferite a un campione di riferimento lucido: valori alti indicano superfici molto lucide, valori bassi superfici opache. La brillantezza è legata alla finitura della superficie: più è liscia e regolare, più riflette specularmente; la presenza di micro-rugosità, opacizzanti o texture riduce la brillantezza. Misurarla permette di controllare oggettivamente la finitura dei prodotti.

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Il principio del gloss a riflessione speculare
Il gloss-metro misura la brillantezza illuminando la superficie con un fascio di luce a un angolo definito e misurando quanta luce viene riflessa nella direzione speculare, cioè all’angolo simmetrico rispetto alla perpendicolare. Più la superficie è lucida, più luce arriva al rilevatore posto in quella direzione; più è opaca, meno ne arriva, perché la luce viene diffusa altrove. Lo strumento confronta la luce riflessa con quella riflessa da un campione di riferimento e restituisce il valore in unità di gloss. È un metodo rapido, portatile e ripetibile, adatto sia al laboratorio sia al controllo in produzione. La misura dipende dall’angolo di illuminazione, che va scelto in funzione del livello di brillantezza della superficie, come si vedrà di seguito.
| Aspetto | Contenuto |
|---|---|
| Riflessione speculare | Luce riflessa nella direzione dello specchio |
| Unità di gloss | Valore rispetto a un riferimento |
| Angolo di misura | Scelto in base alla lucentezza |
La scelta dell’angolo di misura
La brillantezza si misura a angoli di illuminazione diversi secondo il livello di lucentezza della superficie. Per le superfici a lucentezza media si usa un angolo intermedio, di riferimento generale. Per le superfici molto lucide si usa un angolo più radente, che discrimina meglio tra finiture molto brillanti, dove l’angolo intermedio darebbe valori tutti vicini al massimo. Per le superfici molto opache si usa un angolo più aperto, più sensibile alle basse brillantezze. Scegliere l’angolo giusto è essenziale perché la misura sia significativa e discriminante: usare l’angolo sbagliato può dare valori poco distinguibili tra superfici che invece appaiono diverse. In pratica si sceglie l’angolo in base al campo di brillantezza atteso, e si mantiene lo stesso angolo per confrontare superfici tra loro. La coerenza dell’angolo è la premessa di misure di gloss confrontabili.
- Misurare quanta luce è riflessa specularmente.
- Esprimere la brillantezza in unità di gloss.
- Scegliere l’angolo in base al livello di lucentezza.
- Usare angoli radenti per superfici molto lucide.
- Mantenere lo stesso angolo per confronti validi.
Affidabilità della misura
I gloss-metri vanno tarati periodicamente con i campioni di riferimento forniti, spesso di vetro nero lucido, per garantire la corretta scala. Conta la pulizia e la planarità della superficie misurata, perché polvere, graffi e curvature alterano la riflessione. La misura va presa su una zona rappresentativa e ripetuta in più punti per superfici non uniformi. Riferimento e campione vanno misurati con lo stesso angolo. Documentare l’angolo usato, le condizioni e la taratura, e verificare periodicamente lo strumento, garantisce che le misure di brillantezza siano affidabili e confrontabili, condizione per un controllo oggettivo della finitura e dell’aspetto dei prodotti.
Dalla misura allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Misure elettriche, ottiche e acustiche del ramo Misure e controlli, ed è collegato a colore e differenze cromatiche e a illuminamento e luminanza. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo il controllo ottico delle superfici fa capo ai microscopi digitali e sistemi ottici e agli strumenti per la misura della luce, nella famiglia strumenti elettrici, acustici, ottici e da laboratorio. Se devi misurare la brillantezza di una finitura, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
È quanto una superficie riflette la luce in modo speculare rispetto a quanto la diffonde: una superficie lucida riflette gran parte della luce in una direzione precisa e appare brillante, una opaca la diffonde in tutte le direzioni e appare spenta. Si esprime in unità di gloss riferite a un campione lucido: valori alti indicano superfici molto lucide, bassi superfici opache.
Illumina la superficie con un fascio di luce a un angolo definito e misura quanta luce viene riflessa nella direzione speculare: più la superficie è lucida, più luce arriva al rilevatore in quella direzione. Lo strumento confronta la luce riflessa con quella di un campione di riferimento e restituisce il valore in unità di gloss. È rapido, portatile e ripetibile, adatto a laboratorio e produzione.
Perché la brillantezza si misura ad angoli diversi secondo il livello di lucentezza: un angolo intermedio per lucentezze medie, uno più radente per superfici molto lucide dove discrimina meglio, uno più aperto per superfici molto opache. Usare l’angolo sbagliato dà valori poco distinguibili. Si sceglie l’angolo in base al campo atteso e si mantiene lo stesso per confrontare le superfici.
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