
Verniciatura e trattamenti superficiali · Controllo del film
Spessore di vernice a umido e a secco: due misure, due momenti
Il controllo dello spessore di vernice a umido e a secco accompagna due fasi diverse del lavoro. Sul film appena applicato la misura serve all’operatore per correggere subito la mano, quando è ancora possibile: si esegue con un pettine graduato appoggiato sul rivestimento liquido. A indurimento avvenuto si misura invece il film residuo, quello che protegge davvero la superficie e che le specifiche prescrivono, con strumenti che sfruttano il principio magnetico o le correnti indotte a seconda del supporto. Il rapporto fra spessore di vernice a umido e a secco dipende dal residuo secco del prodotto e dall’eventuale diluizione, e permette di stimare in anticipo il valore finale.
Il controllo dello spessore di vernice a umido e a secco è il controllo più importante nella verniciatura, perché lo spessore del film determina la protezione, l’aspetto e il rispetto delle specifiche. Si misura in due momenti diversi. Lo spessore a umido si misura subito dopo l’applicazione, sul film ancora fresco, e serve all’applicatore per verificare in tempo reale che stia stendendo la quantità giusta di prodotto. Lo spessore a secco si misura a vernice essiccata e indurita, e rappresenta lo spessore reale del rivestimento che protegge la superficie, quello richiesto dalle specifiche. I due valori sono legati: la vernice fresca contiene solventi che evaporano, quindi lo spessore secco è inferiore a quello umido. Conoscere questa relazione permette di applicare il giusto spessore umido per ottenere lo spessore secco voluto. Questa pagina spiega come e perché si controllano entrambi, e con quali strumenti.
Questa pagina appartiene all’area Verniciatura e trattamenti superficiali ed è una guida al controllo dello spessore del film per chi applica rivestimenti.
Spessore a umido: il controllo durante l’applicazione
Lo spessore a umido si misura sul film di vernice appena applicato, ancora liquido, con un semplice strumento a pettine, un piccolo calibro con denti di altezza nota che si appoggia sul film fresco: i denti che si bagnano indicano l’intervallo di spessore. È un controllo immediato ed economico, che l’applicatore fa mentre lavora per verificare in tempo reale se sta stendendo troppo o troppo poco prodotto, e per correggere subito. Il vantaggio è la tempestività: intervenire durante l’applicazione evita di scoprire un problema solo a vernice essiccata, quando correggere è più difficile e costoso. La misura a umido è legata a quella a secco attraverso il residuo secco della vernice, cioè la percentuale di prodotto che resta dopo l’evaporazione dei solventi. Conoscendo il residuo secco si può calcolare quale spessore umido serve per ottenere lo spessore secco voluto, e regolare l’applicazione di conseguenza. È uno strumento di controllo di processo più che di collaudo: aiuta a fare bene la verniciatura mentre la si esegue, riducendo scarti e ritocchi.

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Spessore a secco: la misura del rivestimento reale
Lo spessore a secco è quello che conta per la protezione: è lo spessore del rivestimento indurito che effettivamente protegge la superficie, ed è il valore richiesto dalle specifiche e verificato in collaudo. Su supporti metallici si misura senza distruggere il film, sfruttando l’induzione magnetica sui metalli ferrosi e le correnti parassite su quelli non ferrosi: lo strumento rileva lo spessore dello strato non conduttore sopra il metallo. La misura va fatta in più punti, perché lo spessore può variare sulla superficie, e mediata secondo le regole della specifica. Poiché lo spessore secco è inferiore a quello umido a causa dell’evaporazione dei solventi, controllare entrambi permette di collegare l’applicazione al risultato: lo spessore umido guida l’applicatore, quello secco certifica il risultato. Uno spessore secco troppo basso non protegge a sufficienza; uno troppo alto spreca prodotto e può creare difetti come colature e screpolature. Per questo il collaudo dello spessore secco è un controllo chiave della qualità del rivestimento, che dimostra la conformità alle specifiche e la capacità protettiva del film.
| Misura | Quando e a cosa serve |
|---|---|
| Spessore a umido | Durante l’applicazione, per correggere |
| Spessore a secco | A vernice indurita, per il collaudo |
| Residuo secco | Lega umido e secco |
Affidabilità della misura
Per misure affidabili conta usare lo strumento giusto per ogni fase: il pettine per l’umido, lo spessimetro a induzione o correnti parassite per il secco, impostato sul tipo di supporto ferroso o non ferroso. Lo spessimetro per il secco va azzerato e tarato sul supporto nudo e su spessori di riferimento, perché la misura dipende dal materiale di base. Lo spessore va misurato in più punti e mediato secondo la specifica, perché un solo punto non rappresenta l’intera superficie. La misura a umido va fatta subito, prima che la vernice inizi a seccare. Documentare gli spessori misurati rende la qualità dimostrabile. Grazie al controllo dello spessore a umido durante l’applicazione e a secco in collaudo, si garantisce che il rivestimento abbia lo spessore richiesto, con la giusta protezione e senza sprechi né difetti.
- L’umido si misura sul film fresco, per correggere subito.
- Il secco si misura a vernice indurita, per il collaudo.
- Il secco è inferiore all’umido per l’evaporazione dei solventi.
- Su metallo il secco si misura senza distruggere il film.
- Si misura in più punti e si media secondo la specifica.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Verniciatura e trattamenti superficiali del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato al controllo dell’adesione e collaudo finale. La tecnologia di misura fa capo all’induzione magnetica e correnti parassite.
Nel catalogo gli spessimetri per rivestimenti fanno capo agli spessimetri di rivestimento e finitura superficiale, nel Catalogo prodotti. Se devi controllare lo spessore di una verniciatura, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per lo spessore a secco e a umido
Le due misure descritte qui sopra hanno strumenti distinti: lo spessimetro a induzione magnetica o a correnti parassite per il rivestimento indurito, e il pettine graduato per il film ancora liquido. Qui gli strumenti delle due famiglie.

Sonde intercambiabili
DeFelsko PosiTector 6000
Spessimetro per rivestimenti su metallo con sonde F, N e FN intercambiabili: campo e accuratezza sono dichiarati dal costruttore sonda per sonda, e il corpo è disponibile nelle versioni Standard e Advanced.

Collaudo a secco
DeFelsko PosiTest DFT
Spessimetro per rivestimenti nelle versioni Ferrous e Combo: campo da 0 a 1000 µm e accuratezza ± (2 µm + 3%), con sonda a punta in rubino e scanalatura a V.
→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nelle pagine di catalogo spessimetri magnetici e induttivi per ferrosi e non ferrosi e misuratori di spessore del film umido.
Domande frequenti
Lo spessore a umido si misura subito dopo l’applicazione sul film ancora fresco, e serve all’applicatore per verificare in tempo reale che stia stendendo la quantità giusta di prodotto. Lo spessore a secco si misura a vernice essiccata e indurita, ed è lo spessore reale del rivestimento che protegge la superficie, quello richiesto dalle specifiche. Il secco è inferiore all’umido perché i solventi contenuti nella vernice fresca evaporano durante l’essiccazione.
Si misura con un pettine, un piccolo calibro con denti di altezza nota che si appoggia sul film di vernice ancora liquido: i denti che si bagnano indicano l’intervallo di spessore umido. È un controllo immediato ed economico che l’applicatore fa mentre lavora, per verificare se sta stendendo troppo o troppo poco prodotto e correggere subito. Conoscendo il residuo secco della vernice si può calcolare quale spessore umido serve per ottenere lo spessore secco voluto.
Si misura senza distruggere il film con strumenti a induzione magnetica sui metalli ferrosi e a correnti parassite su quelli non ferrosi, che rilevano lo spessore dello strato non conduttore sopra il metallo. Lo strumento va azzerato e tarato sul supporto nudo e su spessori di riferimento, perché la misura dipende dal materiale di base. Lo spessore va misurato in più punti e mediato secondo la specifica, perché può variare sulla superficie e un solo punto non la rappresenta.
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