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Collaudo della qualità dell’aria interna

Ambiente chiuso con condizioni climatiche controllate

Impianti termici e HVAC · Salubrità degli ambienti

Collaudo della qualità dell’aria interna: indicatori diversi per problemi diversi

Il collaudo di un ambiente chiuso mette insieme parametri che rispondono a domande distinte. L’anidride carbonica, prodotta da chi è presente, dice se il ricambio d’aria basta per quell’occupazione; i composti organici volatili vengono dai materiali, dagli arredi e dalle attività, e non dipendono dal numero di persone; temperatura e umidità relativa determinano il comfort percepito e, quando l’umidità è alta, il rischio di condensa e di muffa. Ogni parametro ha il suo strumento, e la pagina li mette in fila uno per uno insieme al metodo con cui si legge il dato.

Il collaudo della qualità dell’aria interna misura parametri come anidride carbonica, composti organici volatili, temperatura e umidità, per verificare che gli ambienti chiusi siano salubri e confortevoli. Nei luoghi dove le persone vivono e lavorano, uffici, scuole, abitazioni e locali pubblici, la qualità dell’aria influisce su salute, benessere e capacità di concentrazione. Un ricambio d’aria insufficiente fa accumulare anidride carbonica, umidità e inquinanti; materiali, arredi e attività possono rilasciare composti organici volatili; temperatura e umidità non adeguate riducono il comfort e favoriscono muffe. Misurare questi parametri permette di valutare oggettivamente la salubrità dell’ambiente e l’efficacia della ventilazione. Questa pagina spiega cosa si controlla nel collaudo della qualità dell’aria interna.

Questa pagina appartiene all’area Impianti termici, HVAC e refrigerazione ed è una guida alla misura della qualità dell’aria negli ambienti chiusi.

Cosa determina la qualità dell’aria

La qualità dell’aria interna dipende da più fattori, ciascuno legato a un parametro misurabile. L’anidride carbonica è uno degli indicatori più usati: le persone la producono respirando, e la sua concentrazione in un ambiente chiuso cresce quando il ricambio d’aria è insufficiente rispetto all’occupazione. Un valore elevato di anidride carbonica non è di per sé pericoloso alle concentrazioni tipiche degli ambienti, ma è un ottimo indice del fatto che la ventilazione è scarsa e che, insieme all’anidride carbonica, si stanno accumulando anche altri inquinanti. I composti organici volatili sono sostanze rilasciate da materiali da costruzione, arredi, vernici, prodotti per la pulizia e attività varie, e concorrono all’inquinamento dell’aria interna. La temperatura e l’umidità relativa determinano il comfort termico e, se non adeguate, possono causare disagio; un’umidità troppo alta favorisce inoltre la formazione di muffe e la proliferazione di microrganismi. In alcuni contesti si misurano anche il particolato sospeso e altri inquinanti specifici. L’insieme di questi parametri descrive la salubrità dell’ambiente. Misurarli permette di sostituire le impressioni soggettive, come “l’aria è pesante”, con dati oggettivi, individuando le cause dei problemi e verificando l’efficacia degli impianti di ventilazione e climatizzazione.

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Come si esegue il collaudo

Ogni grandezza ha il suo sensore: l’anidride carbonica si misura con sensori a infrarosso, i composti organici volatili con sensori dedicati, temperatura e umidità relativa con sonde termoigrometriche. Vale per tutti la stessa regola di metodo: le misure vanno prese nelle condizioni d’uso reali, con l’occupazione e l’attività tipiche, perché un locale vuoto restituisce valori migliori del vero. E vale il criterio del tempo: una lettura singola dice com’è l’ambiente in quel momento, mentre una serie registrata lungo la giornata mostra l’andamento e permette di riconoscere le ore critiche. Sul clima del locale questo si traduce in due domande pratiche. La prima è il comfort: quanto oscillano temperatura e umidità relativa fra le ore di occupazione e quelle di chiusura, e se l’impianto le riporta dove servono. La seconda è il rischio di condensa: dalla coppia di valori si ricava il punto di rugiada, e se le superfici dei muri perimetrali scendono sotto quel valore, su di esse l’acqua si deposita e la muffa trova le sue condizioni. I risultati si documentano in un rapporto.

ParametroCosa indica
Anidride carbonicaRicambio d’aria
Composti organici volatiliInquinanti da materiali
Temperatura e umiditàComfort e rischio muffe

Affidabilità del collaudo

Un collaudo regge se le misure sono rappresentative e se lo strumento è in ordine. Rappresentative vuol dire prese nelle condizioni d’uso tipiche e nei punti in cui le persone stanno davvero: a metà stanza e ad altezza d’uomo, non su un davanzale al sole né sopra un radiatore, dove si misura l’apparecchio e non l’ambiente. Sul clima interno conviene affiancare alla lettura puntuale un periodo di registrazione, per distinguere la condizione di un momento dall’andamento della giornata: l’umidità relativa sale la sera solo perché il locale si raffredda, e senza la curva della temperatura accanto quel valore inganna. Lo strumento va verificato con la periodicità indicata dal costruttore. Resta fermo che i valori misurati si confrontano con riferimenti e linee guida che non stabiliamo noi: su questo sito non diamo soglie, non certifichiamo la salubrità di un ambiente e non ci sostituiamo a chi ha titolo per valutarla.

  • L’anidride carbonica indica il ricambio d’aria.
  • I composti organici volatili vengono da materiali e attività.
  • Temperatura e umidità danno comfort e rischio muffe.
  • Si misura nelle condizioni d’uso reali.
  • I dati sostituiscono le impressioni soggettive.

Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica

Questo tema appartiene all’area Impianti termici, HVAC e refrigerazione del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato al bilanciamento degli impianti di ventilazione e alle camere bianche e ambienti controllati.

Nel catalogo il clima del locale fa capo ai termoigrometri ambientali per la lettura puntuale e ai sistemi di monitoraggio continuo e wireless per seguire l’andamento nel tempo. Anidride carbonica e composti organici volatili si trovano fra i misuratori di qualità dell’aria interna, CO2 e COV; il particolato sospeso fra i misuratori di particolato e polveri; le portate d’aria e il bilanciamento fra gli strumenti per portate d’aria e bilanciamento impianti. Se devi impostare il collaudo di un ambiente, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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I modelli

Le prime tre schede coprono la parte climatica del collaudo — temperatura e umidità relativa dell’aria — e si distinguono per la durata dell’osservazione: la lettura puntuale durante il sopralluogo, la registrazione di un locale lungo la giornata o la settimana, il monitoraggio remoto quando gli ambienti da seguire sono molti o distanti. Le ultime due riguardano la qualità dell’aria in senso stretto: l’anidride carbonica come indice del ricambio d’aria e lo strumento a sonde intercambiabili con cui si aggiungono CO2, velocità dell’aria e umidità sullo stesso corpo. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Termoigrometro ambientale Tramex MRH3

Lettura puntuale

Tramex MRH3

Palmare per il sopralluogo: legge temperatura e umidità relativa dell’aria e le grandezze che se ne ricavano, fra cui il punto di rugiada.

Datalogger di umidità e temperatura Tramex Feedback DL-RHTA

Registrazione nel tempo

Tramex Feedback DL-RHTA

Lasciato nel locale, registra la serie di temperatura e umidità relativa: è il modo per vedere l’andamento fra le ore di occupazione e quelle di chiusura.

Sistema di monitoraggio ambientale remoto Tramex TREMS-10

Monitoraggio remoto

Tramex TREMS-10

Sensori a batteria in più locali e una stazione: le letture arrivano alla piattaforma del costruttore e si consultano da browser, senza tornare sul posto.

Misuratore di CO2 Testo 535, vista frontale

Anidride carbonica

Testo 535

Misura la CO2 da 0 a 10.000 ppm con sensore a infrarossi, risoluzione 1 ppm e allarme acustico sulla soglia impostata. Accuratezza dichiarata ±100 ppm + 5 % del valore misurato.

Strumento multifunzione Testo 440

Base a sonde

Testo 440

Base multifunzione per parametri ambientali: temperatura a bordo, mentre velocità dell’aria, umidità, illuminamento, CO2 e CO dipendono dalla sonda collegata. Memoria fino a 7500 protocolli.

L’elenco completo, con i dati dichiarati dal costruttore, è nelle categorie Termoigrometri ambientali, Sistemi di monitoraggio continuo e wireless e Misuratori di qualità dell’aria interna, CO2 e COV.

Domande frequenti

Perché l’anidride carbonica è un buon indice della qualità dell’aria?

Perché le persone la producono respirando, e la sua concentrazione in un ambiente chiuso cresce quando il ricambio d’aria è insufficiente rispetto al numero di occupanti. Alle concentrazioni tipiche degli ambienti l’anidride carbonica non è di per sé pericolosa, ma è un ottimo indicatore indiretto: un valore elevato segnala che la ventilazione è scarsa e che, insieme all’anidride carbonica, si stanno accumulando anche altri inquinanti prodotti da materiali, arredi e attività. Per questo la misura dell’anidride carbonica è uno strumento semplice ed efficace per valutare l’adeguatezza del ricambio d’aria.

Perché la misura va fatta nelle condizioni d’uso reali?

Perché la qualità dell’aria si valuta in relazione a come l’ambiente viene realmente occupato e usato. L’anidride carbonica, per esempio, dipende dal numero di persone presenti, e i composti organici volatili dalle attività svolte: misurare in un locale vuoto e non in uso darebbe valori non rappresentativi, tipicamente migliori del reale. Per questo il collaudo va eseguito con l’occupazione e l’attività tipiche, e spesso registrando i parametri nel tempo con datalogger, per cogliere l’andamento durante la giornata, come l’accumulo di anidride carbonica nelle ore di massima presenza. Solo così la misura riflette le condizioni che le persone respirano davvero.

A cosa serve misurare temperatura e umidità dell’aria interna?

Servono a valutare il comfort termico e il rischio di problemi legati all’umidità. La temperatura e l’umidità relativa determinano la sensazione di comfort delle persone: valori non adeguati causano disagio, caldo, freddo, aria troppo secca o troppo umida. Un’umidità troppo alta, inoltre, favorisce la formazione di muffe e la proliferazione di microrganismi, con conseguenze su salute ed edificio. Misurare temperatura e umidità insieme agli altri parametri della qualità dell’aria permette di valutare complessivamente la salubrità e il comfort dell’ambiente e di individuare eventuali problemi di controllo climatico da correggere sull’impianto.

Maggiori informazioni e contatti

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