
Tecnologie laser e ottiche · Finitura
Come funzionano riflettometria e misura del gloss
La riflettometria per la misura del gloss trasforma un giudizio soggettivo sulla lucentezza in un valore numerico. Lo strumento illumina la superficie con un fascio a inclinazione definita e raccoglie la sola luce rinviata nella direzione speculare: una finitura liscia ne restituisce molta, una opaca la disperde in tutte le direzioni. L’angolo di misura va scelto in funzione del livello di brillantezza atteso, perché geometrie diverse discriminano bene campi diversi, dalle superfici quasi a specchio a quelle marcatamente opache. Con la riflettometria per la misura del gloss si verifica la costanza della finitura tra lotti e forniture.
La riflettometria e la misura del gloss permettono di quantificare la brillantezza di una superficie, cioè quanto appare lucida o opaca, trasformando una percezione visiva in un numero. La brillantezza dipende da quanta luce la superficie riflette in modo speculare, cioè come uno specchio, rispetto a quanta ne diffonde in tutte le direzioni: una superficie lucida riflette molta luce specularmente e appare brillante, una opaca la diffonde e appare spenta. Il riflettometro, o glossmetro, misura proprio questa componente speculare, esprimendola in unità di gloss. È uno strumento molto usato nel controllo della finitura di vernici, plastiche, metalli, carta e molti altri materiali, dove l’aspetto lucido o opaco è una caratteristica di qualità. Capire come si misura il gloss aiuta a controllare in modo oggettivo la finitura delle superfici.
Questa pagina spiega il principio della riflessione speculare, il ruolo delle geometrie di misura, e a cosa serve il gloss. È una guida per il tecnico che controlla la finitura delle superfici.
La riflessione speculare
La brillantezza è legata al modo in cui una superficie riflette la luce. Su una superficie lucida e liscia la luce viene riflessa in modo speculare, cioè rimbalza in una direzione precisa come su uno specchio, e questo dà l’impressione di lucentezza e di riflessi netti. Su una superficie opaca e ruvida la luce viene invece diffusa in molte direzioni, e la superficie appare spenta e senza riflessi. Il riflettometro sfrutta questa differenza: illumina la superficie con un fascio di luce a un angolo definito e misura, con un rivelatore posto all’angolo speculare opposto, quanta luce viene riflessa in quella direzione. Più alta è questa quantità, più la superficie è brillante. Il risultato è espresso in unità di gloss, su una scala riferita a uno standard, in modo che la brillantezza diventi un valore numerico oggettivo e confrontabile.

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Le geometrie di misura
Un aspetto importante è l’angolo di misura, chiamato geometria. La misura del gloss si fa illuminando la superficie a un certo angolo rispetto alla perpendicolare, e le geometrie standard sono a 20, 60 e 85 gradi. La geometria a 60 gradi è quella universale, usata per le superfici di brillantezza media e come riferimento generale. La geometria a 20 gradi, più radente, è più sensibile sulle superfici molto lucide, dove distingue meglio le differenze tra finiture speculari. La geometria a 85 gradi, molto radente, è usata sulle superfici opache, dove esalta le piccole differenze di brillantezza. Si sceglie la geometria in base al livello di lucentezza della superficie, misurando prima a 60 gradi e passando a 20 o 85 gradi se il valore è molto alto o molto basso. Usare la geometria giusta è essenziale perché la misura sia sensibile e significativa.
| Geometria | Uso |
|---|---|
| 20 gradi | Superfici molto lucide |
| 60 gradi | Geometria universale, brillantezza media |
| 85 gradi | Superfici opache |
A cosa serve la misura del gloss
La misura del gloss è un controllo di qualità diffusissimo, perché la brillantezza è spesso una caratteristica estetica e funzionale del prodotto. Nella verniciatura si controlla che la finitura abbia il grado di lucido richiesto, lucida, satinata o opaca, e che sia uniforme e costante nel tempo e tra i lotti. Nell’industria di plastiche, carta, mobili, metalli, ceramiche e stampa il gloss verifica la qualità della finitura superficiale. Misurare il gloss permette di oggettivare un giudizio che altrimenti sarebbe soggettivo, di definire tolleranze precise, di confrontare campioni e di comunicare specifiche tra fornitore e cliente. Consente anche di controllare l’uniformità di una superficie, misurando in più punti, e di seguire eventuali cambiamenti dovuti a usura o invecchiamento. È una misura semplice e rapida ma molto utile per il controllo della finitura, complementare alla misura del colore.
- Misura la brillantezza in unità di gloss.
- Sfrutta la componente speculare della riflessione.
- Usa geometrie a 20, 60 e 85 gradi secondo la lucentezza.
- Controlla finitura, uniformità e costanza.
- Oggettiva un giudizio altrimenti soggettivo.
Affidabilità della misura
Per misure affidabili conta scegliere la geometria adatta al livello di brillantezza, tarare lo strumento sul suo standard di riferimento e appoggiarlo bene sulla superficie, che deve essere pulita e rappresentativa. Su superfici testurizzate o curve la misura va interpretata con attenzione. Ripetere la misura in più punti verifica l’uniformità. Documentare geometria, taratura e punti di misura rende i controlli confrontabili nel tempo e tra strumenti. Con questi accorgimenti, la riflettometria trasforma la brillantezza da impressione soggettiva a grandezza misurabile, offrendo un controllo oggettivo e rapido della finitura superficiale, molto usato nel controllo qualità della verniciatura e di molti altri materiali.
Dalla tecnologia allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Tecnologie laser e ottiche del ramo Tecnologie e principi di misura, ed è collegato ai sensori di colore e analisi spettrale. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo i glossmetri fanno capo ai misuratori di brillantezza (gloss), nella famiglia spessimetri di rivestimento e finitura superficiale. Se devi controllare la brillantezza di una finitura, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Con un riflettometro o glossmetro, che illumina la superficie con un fascio di luce a un angolo definito e misura, con un rivelatore posto all’angolo speculare opposto, quanta luce viene riflessa specularmente in quella direzione. Una superficie lucida riflette molta luce specularmente e dà un valore alto, una opaca la diffonde e dà un valore basso. Il risultato è espresso in unità di gloss su una scala riferita a uno standard.
Perché l’angolo di misura va scelto in base al livello di brillantezza. La geometria a 60 gradi è universale, per le superfici di lucentezza media e come riferimento generale. Quella a 20 gradi, più radente, è più sensibile sulle superfici molto lucide; quella a 85 gradi, molto radente, esalta le differenze sulle superfici opache. Si misura prima a 60 gradi e si passa a 20 o 85 gradi se il valore è molto alto o molto basso.
Serve a controllare in modo oggettivo la finitura delle superfici, dove la brillantezza è una caratteristica estetica e funzionale. Nella verniciatura verifica che la finitura abbia il grado di lucido richiesto e sia uniforme e costante tra i lotti; nell’industria di plastiche, carta, metalli e stampa controlla la qualità superficiale. Permette di definire tolleranze precise, confrontare campioni, comunicare specifiche tra fornitore e cliente e controllare l’uniformità misurando in più punti.
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