
Sensori di rotazione e vibrazione · Diagnostica
Analisi in frequenza e diagnosi FFT: riconoscere il difetto dalla sua firma
Nel segnale grezzo di un accelerometro tutto sembra confuso; scomponendolo nelle sue componenti il quadro cambia. L’analisi in frequenza e la diagnosi FFT separano la vibrazione complessiva nelle singole frequenze che la compongono, e ciascun difetto meccanico — sbilanciamento, disallineamento, gioco, danneggiamento di un cuscinetto o di un ingranaggio — si manifesta a frequenze caratteristiche. Risoluzione spettrale, finestratura e conoscenza della cinematica della macchina rendono l’interpretazione attendibile.
L’analisi in frequenza e la diagnosi FFT sono la tecnica che trasforma una vibrazione misurata nel tempo in uno spettro di frequenze, permettendo di capire da cosa è causata. Un accelerometro fornisce un segnale che rappresenta la vibrazione istante per istante, ma questo segnale, complesso e confuso, dice poco a occhio nudo. La trasformata di Fourier, calcolata dagli strumenti con l’algoritmo detto FFT, scompone quel segnale nelle singole frequenze che lo compongono, mostrando quali sono presenti e con quale intensità. Poiché ogni difetto meccanico produce vibrazioni a frequenze caratteristiche, lo spettro diventa una specie di impronta digitale: guardando a quali frequenze c’è energia, si riconosce il difetto. È il passaggio dalla semplice misura del “quanto vibra” alla diagnosi del “perché vibra”. Capire come l’analisi in frequenza rivela l’origine di un problema aiuta a sfruttarla nella manutenzione predittiva.
Questa pagina spiega come la FFT scompone una vibrazione in frequenze, perché ogni difetto ha una firma riconoscibile, e come si usa nella diagnosi. È una guida per il tecnico di manutenzione predittiva.
Dal tempo alla frequenza
Il segnale di un accelerometro è una curva che mostra come la vibrazione varia nel tempo: un andamento complesso, somma di molte oscillazioni sovrapposte. Guardando questa curva è difficile capire cosa sta succedendo, perché le vibrazioni di cause diverse si mescolano. L’analisi in frequenza risolve il problema cambiando punto di vista: invece di chiedersi come varia la vibrazione nel tempo, si chiede di quali frequenze è fatta. Il fondamento matematico è che qualsiasi segnale, per quanto complesso, può essere scomposto in una somma di oscillazioni semplici, ciascuna a una frequenza precisa. La FFT, cioè la trasformata di Fourier veloce, è l’algoritmo che esegue questa scomposizione in modo efficiente, e restituisce lo spettro: un grafico che, invece del tempo, ha la frequenza sull’asse orizzontale, e per ogni frequenza mostra quanta energia è presente. Così una vibrazione confusa diventa una serie di picchi netti, ciascuno a una frequenza precisa. È come scomporre un accordo musicale nelle singole note che lo compongono: invece di sentire un suono confuso, si vedono le note esatte. Questo cambio di prospettiva è ciò che rende possibile la diagnosi.

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La firma dei difetti
Il motivo per cui l’analisi in frequenza è così potente è che i difetti meccanici non producono vibrazioni casuali, ma vibrazioni a frequenze precise, legate al modo in cui il difetto genera il disturbo. Uno squilibrio di una parte rotante produce una vibrazione alla stessa frequenza di rotazione, perché la massa squilibrata passa una volta per giro. Un disallineamento genera tipicamente vibrazioni al doppio della frequenza di rotazione. Un cuscinetto danneggiato produce vibrazioni a frequenze caratteristiche legate alla sua geometria, diverse da quelle di rotazione. Un ingranaggio con un dente rovinato vibra alla frequenza di ingranamento. Ogni difetto, insomma, lascia una firma riconoscibile nello spettro, a una frequenza che si può calcolare conoscendo la macchina. Così, guardando a quali frequenze compaiono i picchi nello spettro, il tecnico non solo vede che la macchina vibra, ma risale alla causa: se il picco è alla frequenza di rotazione sospetta uno squilibrio, se è alle frequenze del cuscinetto sospetta un cuscinetto usurato, e così via. È questo che trasforma una misura di vibrazione in una vera diagnosi meccanica, spesso capace di individuare il problema prima che diventi un guasto.
| Difetto | Firma in frequenza |
|---|---|
| Squilibrio | Frequenza di rotazione |
| Disallineamento | Doppio della rotazione |
| Cuscinetto | Frequenze caratteristiche |
Come si usa nella diagnosi
Nella pratica, l’analisi in frequenza è alla base della manutenzione predittiva. Si misurano periodicamente le vibrazioni di una macchina e se ne calcola lo spettro, poi si confronta con quello di riferimento della macchina in buono stato. La comparsa o la crescita di picchi a certe frequenze segnala l’insorgere di un difetto, e la frequenza del picco ne indica la natura. Seguendo l’evoluzione dello spettro nel tempo si vede se un problema sta peggiorando, e si può pianificare l’intervento prima del guasto, evitando fermi improvvisi. Rispetto a un semplice valore complessivo di vibrazione, che dice solo quanto la macchina vibra, l’analisi in frequenza dice anche perché, e quindi cosa riparare. Richiede strumenti capaci di calcolare la FFT e la conoscenza delle frequenze caratteristiche della macchina, ma è diventata uno strumento standard della manutenzione delle macchine rotanti. È il metodo che permette di passare da una manutenzione a rottura o a calendario a una manutenzione basata sullo stato reale della macchina, con grandi vantaggi di affidabilità e costi.
- La FFT scompone la vibrazione nelle sue frequenze.
- Lo spettro mostra picchi a frequenze precise.
- Ogni difetto ha una firma in frequenza.
- La frequenza del picco indica la causa.
- È la base della manutenzione predittiva.
Affidabilità della diagnosi
Per una diagnosi affidabile contano una buona misura di partenza, con accelerometro adatto e ben fissato, la conoscenza delle frequenze caratteristiche della macchina, e un confronto con uno spettro di riferimento. La misura va fatta nelle stesse condizioni ogni volta, perché velocità e carico influenzano lo spettro. Vanno impostati correttamente i parametri dell’analisi, come il campo di frequenze e la risoluzione, per vedere i picchi di interesse. L’interpretazione richiede competenza, perché più difetti possono sovrapporsi e alcune frequenze coincidere. Documentare condizioni, spettri e loro evoluzione rende la diagnosi tracciabile e permette di seguire un problema nel tempo. Grazie alla scomposizione del segnale nelle sue frequenze, l’analisi in frequenza e la diagnosi FFT trasformano la misura delle vibrazioni in una vera diagnosi delle cause, e sono lo strumento fondamentale della manutenzione predittiva delle macchine rotanti.
Dalla tecnologia allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Sensori di rotazione e vibrazione del ramo Tecnologie e principi di misura, ed è collegato agli accelerometri. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo gli strumenti di analisi vibrazioni fanno capo agli strumenti per misura di vibrazioni e stato macchine, nella famiglia sensori di processo. Se devi diagnosticare le vibrazioni di una macchina, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
È una tecnica che trasforma il segnale di una vibrazione misurata nel tempo in uno spettro di frequenze, cioè lo scompone nelle singole oscillazioni che lo compongono. Il fondamento è che qualsiasi segnale, per quanto complesso, può essere scomposto in una somma di oscillazioni semplici a frequenze precise. Il risultato è un grafico che ha la frequenza sull’asse orizzontale e mostra quanta energia è presente a ciascuna frequenza, trasformando una vibrazione confusa in una serie di picchi netti.
La FFT, trasformata di Fourier veloce, è l’algoritmo che esegue in modo efficiente la scomposizione di un segnale nelle sue frequenze. Prende il segnale di vibrazione misurato nel tempo e restituisce lo spettro, cioè la distribuzione dell’energia sulle diverse frequenze. È il calcolo che gli strumenti di analisi eseguono per passare dalla curva nel tempo al grafico in frequenza, rendendo possibile riconoscere i picchi caratteristici dei difetti. È come scomporre un accordo musicale nelle singole note che lo compongono.
Ogni difetto meccanico produce vibrazioni a frequenze precise, legate al modo in cui genera il disturbo: uno squilibrio vibra alla frequenza di rotazione, un disallineamento tipicamente al suo doppio, un cuscinetto danneggiato a frequenze caratteristiche della sua geometria, un ingranaggio rovinato alla frequenza di ingranamento. Guardando a quali frequenze compaiono i picchi nello spettro, e confrontando con quelle calcolate per la macchina, si risale alla causa della vibrazione, spesso prima che diventi un guasto.
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