
Moto e rotazione · Velocità periferica
Come si misura la velocità superficiale e lineare
Nelle lavorazioni conta spesso non quanti giri compie un organo, ma quanto rapidamente si muove il suo punto periferico o la superficie del materiale. La velocità superficiale e lineare dipende infatti sia dal regime di rotazione sia dal diametro: a parità di giri, un diametro maggiore percorre più strada a ogni rotazione. Si può ricavare in modo indiretto dai giri e dal diametro noto, oppure misurare direttamente sulla superficie con metodi senza contatto, più affidabili quando il diametro varia, come su una bobina che si svolge, o quando il materiale slitta. Poiché velocità di taglio, molatura e avanzamento dipendono da questo valore, misurare bene la velocità superficiale e lineare incide su qualità e durata degli utensili.
La velocità superficiale e lineare è la velocità con cui si muove la superficie di un materiale o il punto periferico di un organo rotante, espressa come lunghezza percorsa nell’unità di tempo. È una grandezza diversa dalla velocità di rotazione: due pulegge che girano agli stessi giri al minuto hanno velocità periferiche diverse se hanno diametri diversi. In moltissime lavorazioni ciò che conta è proprio la velocità della superficie, non il numero di giri: la velocità di taglio di un utensile, la velocità con cui un nastro abrasivo scorre, la velocità di avanzamento di un materiale su un rullo. Capire il legame tra giri, diametro e velocità periferica è la chiave per misurare e impostare correttamente questi processi.
Questa pagina spiega che cos’è la velocità periferica, il suo legame con giri e diametro, e come si misura la velocità superficiale in modo diretto. È una guida per il tecnico di lavorazioni meccaniche, linee continue e processi con organi rotanti.
Velocità periferica, giri e diametro
La velocità periferica di un organo rotante dipende da due fattori: quanti giri compie e quanto è grande. A parità di giri al minuto, un diametro maggiore dà una velocità periferica maggiore, perché il punto sulla superficie percorre una circonferenza più lunga a ogni giro. Questo spiega perché la sola velocità di rotazione non basta a descrivere molti processi: in una lavorazione a utensile o su una mola, ciò che determina il risultato è la velocità con cui la superficie tagliente incontra il pezzo, cioè la velocità periferica. Quando il diametro cambia, come su una bobina che si svolge, mantenere costante la velocità superficiale richiede di variare i giri: è il principio del controllo a velocità lineare costante.

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Come si misura la velocità superficiale
La velocità superficiale si può ottenere in due modi. Il primo è indiretto: si misura la velocità di rotazione e si calcola la velocità periferica conoscendo il diametro, con il limite che se il diametro non è noto con precisione, o cambia, il risultato è impreciso. Il secondo è la misura diretta della velocità della superficie, con strumenti a contatto che appoggiano una ruotina sul materiale, oppure con sensori ottici senza contatto che rilevano la velocità direttamente sulla superficie in movimento. La misura diretta è più affidabile perché non dipende dalla conoscenza del diametro e coglie la velocità reale, comprensiva di eventuali slittamenti. È la scelta preferibile quando la velocità superficiale è il parametro critico.
| Approccio | Come si ottiene |
|---|---|
| Indiretto | Da giri e diametro noto |
| Diretto a contatto | Ruotina sulla superficie |
| Diretto ottico | Senza contatto sulla superficie |
Dove conta la velocità superficiale
La velocità superficiale è il parametro critico in molte lavorazioni. Nelle lavorazioni per asportazione la velocità di taglio, cioè la velocità periferica dell’utensile o del pezzo, determina la qualità della finitura, l’usura dell’utensile e la produttività. Nelle mole, nelle levigatrici e nei nastri abrasivi la velocità della superficie abrasiva governa l’asportazione e il rischio di surriscaldamento. Nelle linee continue la velocità di avanzamento del materiale determina la produttività e va mantenuta costante anche quando il diametro delle bobine cambia. In tutti questi casi impostare e verificare la velocità superficiale, e non solo i giri, è la condizione per un risultato corretto.
- Distinguere velocità periferica da velocità di rotazione.
- Ricordare che a pari giri il diametro cambia la velocità.
- Preferire la misura diretta quando il diametro varia.
- Impostare la velocità di taglio, non solo i giri.
- Mantenere costante la velocità lineare al variare del diametro.
Affidabilità della misura
Nella misura della velocità superficiale conta la coerenza tra il metodo scelto e il parametro che interessa. Se si procede in modo indiretto, l’errore sul diametro si trasferisce interamente sulla velocità periferica, quindi il diametro va conosciuto con precisione. Se si misura in modo diretto, valgono le stesse cautele degli strumenti di velocità: taratura contro riferimenti noti, controllo dello slittamento nei sistemi a contatto, corretto puntamento in quelli ottici. Verificare periodicamente la misura garantisce che la velocità superficiale impostata corrisponda a quella reale, condizione per una lavorazione di qualità costante e per un processo produttivo stabile.
Dalla misura allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Velocità, lunghezza e rotazione del ramo Misure e controlli, ed è collegato a velocità di materiali in movimento e alla velocità di rotazione. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo la misura diretta e senza contatto della velocità superficiale fa capo ai sensori di processo, con i misuratori ottici che leggono il materiale in movimento senza toccarlo: è la strada da preferire quando il diametro non è noto con precisione o cambia durante la lavorazione. Quando invece si parte dai giri dell’organo rotante e il diametro è noto, la velocità periferica si ricava dal regime: si legge con i tachimetri portatili ottici e a contatto oppure con gli stroboscopi, nello stesso Catalogo prodotti. Se devi misurare la velocità superficiale o lineare di un materiale in movimento, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per la misura diretta sulla superficie
Quando la velocità superficiale è il parametro critico, la misura diretta evita di dover conoscere il diametro. Il catalogo propone due misuratori ottici che leggono la superficie senza toccarla: illuminano con un LED a luce bianca, non con un fascio laser, e non ricorrono all’effetto Doppler. Le due famiglie qui sotto sono ordinate per destinazione d’uso: la superficie a velocità costante e la superficie a diametro variabile, come una bobina che si svolge. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Superficie a velocità costante
ASTECH VLM500
Legge la velocità direttamente sulla superficie che gli passa davanti, senza appoggiarvi una ruotina: la struttura naturale del materiale genera, attraverso il filtro spaziale, un segnale di frequenza proporzionale alla velocità periferica reale, slittamenti compresi.
I due modelli stanno nella pagina di catalogo Misuratori ottici di velocità e lunghezza.
Domande frequenti
La velocità di rotazione è il numero di giri nell’unità di tempo; la velocità periferica è la velocità con cui si muove la superficie, che dipende anche dal diametro. A parità di giri, un diametro maggiore dà una velocità periferica maggiore, perché il punto sulla superficie percorre una circonferenza più lunga a ogni giro.
In modo indiretto, misurando i giri e calcolando la periferica dal diametro noto, con il limite che un diametro impreciso o variabile falsa il risultato; oppure in modo diretto, con strumenti a contatto che appoggiano una ruotina sulla superficie o con sensori ottici senza contatto. La misura diretta è più affidabile perché non dipende dal diametro e coglie la velocità reale.
Perché il risultato dipende dalla velocità con cui la superficie incontra il pezzo: la velocità di taglio di un utensile, la velocità di una superficie abrasiva, l’avanzamento di un materiale su un rullo. Impostare la velocità di taglio e non solo i giri, e mantenerla costante al variare del diametro, è la condizione per finitura, durata dell’utensile e produttività corrette.
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