
Tensione · Lavorazioni tessili
Come si misura la tensione di fili e filati
Nelle lavorazioni tessili il filo scorre tra rocche, guidafili e organi di lavoro, e il tiro con cui si muove decide la regolarità del prodotto: troppo alto lo allunga o lo rompe, troppo basso lascia formare anse e avvolgimenti irregolari. La tensione di fili e filati si misura con tensiometri che fanno passare il filo tra tre rulli, con quello centrale sfalsato: la deviazione imposta al filo teso genera una spinta proporzionale al tiro, che lo strumento converte in valore. Trattandosi di materiali sottili e delicati, servono rulli leggeri e a basso attrito, per non alterare la grandezza che si vuole misurare. Anche la tensione di fili e filati richiede taratura periodica con pesi noti e rulli in buono stato.
La misura della tensione di fili e filati controlla il tiro con cui un filo scorre lungo una lavorazione tessile. È un parametro determinante nella filatura, tessitura, orditura e in ogni processo dove il filo si muove sotto tensione: un tiro sbagliato provoca rotture, difetti di tessitura, disuniformità del prodotto e fermi di produzione. A differenza della tensione di un materiale rigido, qui si misura il tiro di un filo in movimento, molto sottile e delicato, senza fermarlo e senza danneggiarlo. Capire come si misura questa tensione è la premessa di lavorazioni tessili regolari e di qualità.
Questa pagina spiega perché il tiro conta nel tessile, come funziona il principio a tre rulli dei tensiometri, quali attenzioni richiedono i materiali delicati e come ottenere misure ripetibili. È una guida per il tecnico tessile e il controllo qualità della filatura e della tessitura.
Perché il tiro del filo conta
Nella lavorazione tessile il filo scorre tra rocche, guidafili, tensionatori e organi di lavoro, e il tiro con cui si muove deve restare entro valori precisi. Un tiro troppo alto sollecita il filo, ne aumenta le rotture e può assottigliarlo o alterarne le proprietà; un tiro troppo basso lascia il filo lasco, con formazione di cappi, difetti e irregolarità nel tessuto. La tensione influenza la regolarità del prodotto, la resa e il numero di fermi. Controllarla significa quindi garantire un processo stabile: una tensione costante e corretta produce un tessuto uniforme, una variabile o sbagliata genera difetti.

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Il principio a tre rulli
Lo strumento tipico è il tensiometro a tre rulli. Il filo in tensione viene fatto passare tra tre rulli allineati, di cui quello centrale è sfalsato rispetto agli altri due: il filo, teso, esercita su questo rullo centrale una forza laterale proporzionale alla sua tensione, che lo strumento misura. È un metodo elegante perché non richiede di interrompere il filo né di afferrarlo: il filo scorre semplicemente tra i rulli mentre lavora, e la tensione si legge in continuo. La deflessione laterale del filo tra i rulli è quindi la chiave della misura, e la geometria dello strumento la traduce in tiro.
| Elemento | Ruolo |
|---|---|
| Tre rulli sfalsati | Deflettono il filo teso |
| Forza laterale | Proporzionale alla tensione |
| Filo in movimento | Misura senza fermare la lavorazione |
La delicatezza dei materiali
I fili tessili sono sottili, spesso elastici e delicati, e questo pone attenzioni particolari. Il tensiometro non deve alterare la tensione del filo mentre la misura, quindi deve avere rulli leggeri e ben scorrevoli, che introducano il minimo attrito. Su fili molto fini o elastici, l’angolo di deflessione va scelto per non deformarli. Va inoltre impostato lo strumento sul tipo di filo, perché la relazione tra deflessione e tensione dipende anche dalle caratteristiche del materiale. Misurare la tensione di un filo delicato senza perturbarlo è la sfida principale di questa misura.
- Usare un tensiometro a tre rulli adatto al tipo di filo.
- Garantire rulli leggeri e scorrevoli, a basso attrito.
- Scegliere l’angolo di deflessione per non deformare i fili fini.
- Impostare lo strumento sul materiale in lavorazione.
- Misurare in continuo senza interrompere il filo.
Taratura e ripetibilità
Come ogni strumento di misura, il tensiometro va tarato periodicamente contro riferimenti di tensione noti, tipicamente appendendo pesi noti che simulano un tiro definito. Lo stato dei rulli conta: rulli usurati o sporchi introducono attrito e falsano la misura. La ripetibilità richiede di misurare nello stesso punto del percorso del filo e nelle stesse condizioni, perché la tensione varia lungo il tragitto tra i vari organi. Una tensione misurata in modo tarato e ripetibile è la base per regolare correttamente il processo tessile.
Dalla misura allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Tensione di materiali in movimento del ramo Misure e controlli. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo la misura di tensione fa capo alla famiglia di forza, coppia, tensione e banchi prova, con i tensiometri portatili per fili e nastri per la misura manuale. Dove serve un controllo automatico in linea, sono di riferimento i sensori di tensione fissi per linee di produzione. Se lavori fili particolarmente delicati o elastici, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Perché un tiro sbagliato provoca rotture, difetti di tessitura e disuniformità. Troppo alto, sollecita il filo, ne aumenta le rotture e può assottigliarlo; troppo basso, lascia il filo lasco, con cappi e irregolarità nel tessuto. Una tensione costante e corretta produce un tessuto uniforme, una variabile o sbagliata genera difetti e fermi di produzione.
Il filo in tensione passa tra tre rulli allineati, con quello centrale sfalsato: il filo teso esercita sul rullo centrale una forza laterale proporzionale alla sua tensione, che lo strumento misura. Non serve interrompere né afferrare il filo, che scorre tra i rulli mentre lavora, permettendo di leggere la tensione in continuo.
Usando un tensiometro con rulli leggeri e ben scorrevoli, che introducono il minimo attrito e non alterano la tensione del filo mentre la misurano. Su fili fini o elastici l’angolo di deflessione va scelto per non deformarli, e lo strumento va impostato sul tipo di materiale, perché la relazione tra deflessione e tensione dipende anche dalle sue caratteristiche.
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