
Tessile, carta e converting · Colorimetria
Controllo del colore in linea su supporti continui: oltre la valutazione a vista
Il controllo del colore in linea su supporti continui risponde a un limite della valutazione visiva: la percezione del colore dipende dall’illuminazione, dall’osservatore e dal contesto, e non consente di quantificare uno scostamento né di confrontare lotti prodotti in momenti diversi. La misura strumentale esprime il colore in coordinate numeriche e permette di verificare sia la corrispondenza con il riferimento sia la costanza lungo la produzione, intercettando le derive graduali che a occhio sfuggono. Poiché il materiale scorre, la misura viene ripetuta con continuità in condizioni di illuminazione controllate. Un controllo del colore in linea su supporti continui sistematico riduce gli scarti per non conformità cromatica.
Il controllo del colore su supporti continui verifica in linea il colore di materiali che scorrono a nastro, come tessuti, carta e pellicole, per garantirne la corrispondenza al valore voluto e la costanza lungo tutta la produzione. Il colore è una caratteristica di qualità fondamentale in molti prodotti a nastro: deve corrispondere a quello richiesto e non variare tra l’inizio e la fine della produzione, né tra un lotto e l’altro. L’occhio umano non è sufficiente per giudicare il colore in modo oggettivo e ripetibile, perché dipende dalla luce e dall’osservatore: per questo il colore si misura con strumenti che ne esprimono le coordinate in modo numerico e confrontabile. Su un supporto continuo la misura va inoltre eseguita in linea, sul materiale in movimento, per verificare in tempo reale che il colore resti costante. Questa pagina spiega come si controlla il colore sui supporti continui.
Questa pagina appartiene all’area Tessile, carta e converting ed è una guida al controllo del colore in linea sui materiali a nastro.
Perché misurare il colore
Il colore è una caratteristica di qualità fondamentale per molti prodotti a nastro. In un tessuto tinto, in una carta colorata o in un film stampato il colore deve corrispondere a quello richiesto ed essere costante lungo tutta la produzione: variazioni di colore tra l’inizio e la fine di una pezza, o tra lotti diversi, sono difetti evidenti e spesso non accettabili. Il problema è che il colore percepito a occhio è soggettivo: dipende dall’illuminazione, dall’osservatore e dalle condizioni di osservazione, e non permette confronti oggettivi e ripetibili. Per controllarlo in modo affidabile occorre misurarlo, cioè esprimerlo con coordinate numeriche in uno spazio di colore standard, in condizioni di illuminazione definite. Così si può confrontare il colore misurato con un riferimento e quantificare lo scostamento, stabilendo se rientra nella tolleranza. Sui supporti continui questa misura assume un carattere particolare, perché il materiale scorre e il colore va verificato non in un singolo punto ma lungo tutta la produzione, per intercettare eventuali derive nel tempo.

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La misura in linea del colore
Sul supporto continuo il colore si misura in linea, con strumenti che rilevano le coordinate cromatiche del materiale in movimento e le confrontano con il valore di riferimento. La misura avviene in condizioni di illuminazione controllate, per essere oggettiva e ripetibile, e restituisce lo scostamento dal colore voluto in forma numerica. Eseguita in continuo lungo la produzione, permette di verificare non solo che il colore sia corretto in un punto, ma che resti costante nel tempo, rilevando eventuali derive graduali dovute al processo. Quando lo scostamento supera la tolleranza, l’operatore o il sistema di controllo può intervenire subito sui parametri di processo, evitando di produrre grandi quantità di materiale fuori tinta. La misura senza contatto è preferibile per non segnare il materiale in movimento. Documentare le misure di colore lungo la produzione rende la qualità cromatica tracciabile e dimostrabile verso il cliente. Grazie al controllo in linea del colore, la produzione di tessuti, carta e film su supporti continui può garantire una tinta corrispondente al riferimento e costante lungo tutta la lavorazione, individuando subito le derive e riducendo gli scarti dovuti a difetti di colore.
| Aspetto | Perché conta |
|---|---|
| Corrispondenza | Tinta uguale al riferimento |
| Costanza | Nessuna deriva in produzione |
| Misura oggettiva | Coordinate numeriche ripetibili |
Affidabilità della misura
Per una misura del colore affidabile contano le condizioni di illuminazione controllate, la taratura dello strumento e la misura in continuo lungo la produzione. Il colore va espresso con coordinate numeriche in uno spazio standard, misurate in condizioni di luce definite, per essere oggettivo e confrontabile con il riferimento. Lo strumento va tarato e la misura va eseguita in linea e in continuo, per rilevare le derive nel tempo e non solo il valore in un punto. La misura senza contatto evita di segnare il materiale in movimento. I dati devono poter attivare un intervento rapido sul processo quando lo scostamento supera la tolleranza. Documentare le misure rende la qualità cromatica dimostrabile. Grazie a un controllo del colore in linea, oggettivo e continuo, la produzione su supporti continui mantiene la tinta corrispondente al riferimento e costante lungo tutta la lavorazione, intercettando subito le derive e contenendo gli scarti dovuti a difetti di colore.
- Il colore va misurato, non giudicato a occhio.
- Serve luce controllata e strumento tarato.
- La misura è in linea sul materiale in movimento.
- Si verifica corrispondenza e costanza nel tempo.
- Le derive vanno corrette subito.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Tessile, carta e converting del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato alla stampa e accoppiamento di film e alle prove su nastri adesivi ed etichette.
Nel catalogo gli strumenti per la misura del colore fanno capo ai strumenti elettrici, acustici, ottici e da laboratorio e ai sensori di processo: velocità, lunghezza, distanza e colore, nel Catalogo prodotti. Se devi controllare il colore su supporti continui, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Perché il colore percepito a occhio è soggettivo: dipende dall’illuminazione, dall’osservatore e dalle condizioni di osservazione, e non permette confronti oggettivi e ripetibili. Per controllarlo in modo affidabile occorre misurarlo, cioè esprimerlo con coordinate numeriche in uno spazio di colore standard, in condizioni di illuminazione definite. Così si può confrontare il colore misurato con un riferimento e quantificare lo scostamento in modo oggettivo, stabilendo se rientra nella tolleranza ammessa e prendendo decisioni ripetibili sulla qualità.
Significa misurare il colore direttamente sul materiale in movimento, mentre scorre a nastro, invece di prelevare campioni. La misura in linea e continua permette di verificare non solo che il colore sia corretto in un punto, ma che resti costante lungo tutta la produzione, rilevando eventuali derive graduali dovute al processo. Quando lo scostamento dal riferimento supera la tolleranza si può intervenire subito sui parametri, evitando di produrre grandi quantità di materiale fuori tinta. È preferibile una misura senza contatto per non segnare il materiale.
Contano le condizioni di illuminazione controllate, la taratura dello strumento e la misura in continuo lungo la produzione. Il colore va espresso con coordinate numeriche in uno spazio standard, misurate in condizioni di luce definite, per essere oggettivo e confrontabile con il riferimento. Lo strumento va tarato e la misura eseguita in linea e in continuo, per rilevare le derive nel tempo. La misura senza contatto evita di segnare il materiale, e documentare le misure lungo la produzione rende la qualità cromatica tracciabile e dimostrabile verso il cliente.
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