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Spessore di gomma, pelle e non tessuti: come si esegue la misura

Spessimetro a forcella Kaefer J 50 senza sollevamento risoluzione 0,01 mm profondità 50 mm

Su gomma, cuoio e non tessuti lo spessore dipende dal carico applicato. La procedura corretta fissa pressione di contatto, area del piattello, tempo di stabilizzazione della lettura, condizionamento del campione e numero di punti, secondo ISO 2286-3, ISO 5084, ISO 9863-1 e ISO 2589.

Su un foglio di gomma vulcanizzata, su un cuoio conciato o su un non tessuto termosaldato lo spessore non è un numero stabile: dipende da quanto lo si comprime. Lo stesso campione, misurato con un tastatore a punta e poi con un piattello normalizzato, può restituire valori che differiscono del dieci o del quindici per cento. Nelle forniture a specifica questa dispersione si traduce in contestazioni sul peso a metro quadrato, in tolleranze di accoppiamento non rispettate e in lotti respinti che erano in realtà conformi.

Il problema non è lo strumento ma il protocollo. Come misurare spessore di gomma, pelle e non tessuti in modo ripetibile significa fissare tre variabili: la pressione di contatto esercitata sul materiale, l’area del tastatore che la distribuisce e il tempo che si concede alla lettura per stabilizzarsi. Su un materiale comprimibile la deformazione è viscoelastica: il valore scende progressivamente sotto carico costante, quindi il momento in cui si legge fa parte della misura.

Gli spessimetri a quadrante da banco lavorano proprio su questo terreno. Il Kaefer J 50 offre campo 0-10 mm con divisione 0,01 mm e lettura analogica immediata; il Kaefer JD 50 aggiunge display digitale, azzeramento in qualunque posizione e uscita dati per registrare la serie di punti. Entrambi accettano tastatori a piattello di area definita, il requisito che le norme di settore impongono per rendere confrontabili i risultati fra laboratori diversi.

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Perché su un materiale comprimibile lo spessore dipende dal carico

Gomma, cuoio, feltri e non tessuti rispondono al carico con una deformazione che non è istantanea né completamente reversibile. Appoggiando un tastatore, il materiale cede subito di una quota elastica, poi continua a schiacciarsi lentamente per scorrimento viscoso delle catene polimeriche o delle fibre. Ne consegue che la grandezza misurata non è una proprietà geometrica pura ma il risultato di una condizione meccanica imposta. Per questo le norme non prescrivono soltanto una risoluzione: prescrivono una pressione di contatto espressa in kilopascal, ottenuta combinando la forza di misura con l’area del piattello. Un piattello da 10 mm di diametro con 1 N di forza genera circa 12,7 kPa; la stessa forza su una punta da 2 mm supera i 300 kPa e affonda nel materiale. Il numero letto cambia perché cambia il carico, non perché cambia il pezzo.

Come misurare spessore di gomma, pelle e non tessuti: la sequenza operativa

La procedura corretta si articola in passaggi fissi. Si condiziona il campione nell’ambiente di prova, si azzera lo strumento facendo chiudere il piattello sul piano di appoggio, si verifica che l’azzeramento regga dopo tre chiusure consecutive. Si solleva il tastatore con la leva, si posiziona il campione senza tenderlo né piegarlo, si lascia scendere il piattello per gravità o con la molla calibrata: mai accompagnarlo a mano, perché si aggiunge una forza non nota. Si attende il tempo di stabilizzazione previsto, tipicamente da 5 a 30 secondi secondo il materiale, e si legge senza rimuovere il carico. Fra un punto e l’altro si riporta il tastatore in alto e si sposta il campione: strisciarlo sotto il piattello lo deforma e lo graffia.

Campionamento, valori anomali e media sui punti

Un solo punto non descrive un materiale disomogeneo. Il piano di campionamento definisce quanti punti rilevare e come distribuirli: per i teli si lavora su una diagonale o su una griglia, restando ad almeno 50-100 mm dai bordi e dalle cimose, dove la calandratura o il taglio alterano lo spessore. Cinque punti sono il minimo pratico, dieci l’abitudine nei laboratori di controllo. Il dato di rilascio è la media, accompagnata dalla dispersione: se lo scarto tipo supera pochi centesimi di millimetro il problema è nel processo o nella tecnica di misura, non nella tolleranza. I valori anomali non si cancellano d’ufficio: si ripete il punto, si controlla che non ci siano inclusioni, grumi di adesivo, pieghe o residui sul piattello, e solo un’anomalia con causa accertata viene esclusa, documentandola.

Le norme di riferimento e il condizionamento del campione

Ogni famiglia di materiali ha la propria regola. La ISO 2286-3 tratta i supporti tessili gommati e ne fissa la determinazione dello spessore; la ISO 5084 riguarda i tessili e i non tessuti con piattello e pressione controllata; la ISO 9863-1 si applica a geotessili e prodotti affini, dove è prevista anche la misura sotto pressioni diverse per descrivere la comprimibilità; la ISO 2589 copre il cuoio. Il vincolo comune è il condizionamento: il campione va tenuto nell’atmosfera normalizzata, di norma 23 °C e 50 % di umidità relativa, per il tempo necessario a raggiungere l’equilibrio. Cuoio, cartoni fibrosi e non tessuti a base cellulosica sono igroscopici e si gonfiano: misurarli appena estratti dall’imballo o dopo una notte in magazzino freddo produce differenze superiori alla tolleranza contrattuale.

Che cosa si guadagna con un protocollo scritto

Un protocollo che fissa piattello, forza, tempo di lettura, condizionamento e numero di punti rende la misura trasferibile: lo stesso lotto misurato dal fornitore e dal cliente restituisce valori compatibili, e le contestazioni si chiudono sui dati anziché sulle impressioni. Il costo è minimo, perché si tratta di poche righe di istruzione operativa e di uno strumento con tastatori intercambiabili; il ritorno è la riduzione dei lotti respinti per errore e la tracciabilità dei controlli in audit.

Per il quadro completo su campi di misura, tastatori disponibili e criteri di applicazione ai singoli materiali, consulta la pagina dedicata allo spessore di gomma, pelle e non tessuti.

Prodotti utilizzati in questa applicazione

Spessimetro a contatto analogico a quadrante Kaefer J 50 per materiali comprimibili

SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER

Kaefer J 50 – analogico a quadrante

Spessimetro da banco a quadrante, campo 0-10 mm, divisione 0,01 mm. Leva di sollevamento del tastatore, piattelli intercambiabili di area definita per pressione di contatto normalizzata, lettura diretta senza alimentazione.

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Spessimetro a contatto digitale Kaefer JD 50 con display per misure su gomma e pelle

SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER

Kaefer JD 50 – digitale

Versione digitale con risoluzione 0,01 mm, azzeramento in qualsiasi posizione, commutazione mm/pollici e uscita dati per la registrazione delle serie di punti. Stessa geometria del banco e stessi piattelli normalizzati.

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