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Spessore di vetro e materiali trasparenti: come si esegue la misura in campo

Spessimetro a forcella Kaefer J 100 risoluzione 0,01 mm profondità 100 mm con dispositivo di sollevamento

Guida operativa alla misura di spessore su vetro piano, stratificati, vetrocamera, policarbonato e PMMA con spessimetri a contatto a gola profonda: scelta dei tastatori, pulizia della superficie, verifica dello zero con blocchetti, numero di punti da rilevare e tolleranze commerciali secondo EN 572.

In una vetreria o in un reparto di taglio lo spessore nominale di una lastra non coincide sempre con quello reale: il vetro piano float esce dalla linea con una tolleranza propria e un pacchetto stratificato somma gli scostamenti delle lastre e quelli del film intermedio. Chi monta serramenti se ne accorge tardi, quando il vetro non entra nella sede della guarnizione o resta lasco nel telaio. Il controllo dello spessore in ingresso merce costa pochi secondi per lastra ed evita fermi al montaggio e contestazioni con il fornitore.

Sapere come misurare spessore di vetro e materiali trasparenti significa lavorare con uno spessimetro a contatto a comparatore: due tastatori affacciati, uno fisso e uno mobile, chiudono sul pezzo con una forza definita dalla molla e la corsa del tastatore mobile viene letta sul quadrante o sul display. Il vetro è rigido e non si comprime, quindi la forza di misura non falsa la lettura come accade su gomma o su non tessuti; il problema si sposta sulla superficie, che si riga, e sulla geometria del pezzo, grande e piano.

La caratteristica che rende utilizzabili questi strumenti sul vetro è la gola profonda: la serie analogica Kaefer J 100 offre 100 mm di profondità di gola, la serie digitale JD 200 arriva a 200 mm. Con questa corsa il tastatore raggiunge il campo aperto della lastra e non soltanto il bordo, dove molatura e microscheggiature restituiscono valori sistematicamente diversi da quelli del centro.

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Perché il vetro è un caso a sé fra le misure di spessore

Il vetro appartiene ai materiali rigidi e fragili: non si comprime sotto il tastatore, quindi la forza di misura dei comparatori a contatto non introduce quell’errore di affondamento che caratterizza gomma, pelle e tessili. In compenso porta tre problemi che gli altri materiali non hanno. La superficie è dura ma si riga con facilità, e un graffio su una lastra destinata a un serramento a vista la declassa. Il pezzo è grande e perfettamente piano, quindi il punto raggiungibile dipende dalla profondità di gola dello strumento e non dalla volontà dell’operatore. Infine il vetro è spesso stratificato: quello che si legge è la somma di lastre e intercalari, non uno spessore omogeneo. Una misura dichiarata senza indicare in che punto e su quale pacchetto è stata presa non è confrontabile.

Come misurare spessore di vetro e materiali trasparenti passo per passo

Si parte dalla pulizia: polvere, residui di taglio e microschegge interposti fra tastatore e superficie spostano la lettura di alcuni decimi e sono la prima causa di misure non ripetibili. Si passa un panno pulito su entrambe le facce nel punto di contatto. Poi si verifica lo zero: si chiudono i tastatori a vuoto e, meglio ancora, si controlla la scala su blocchetti di riscontro di valore vicino allo spessore atteso, così l’errore residuo resta noto. Si scelgono tastatori piani a superficie lucidata, oppure con inserto in plastica quando la lastra è a vista, per non segnarla. Si solleva il tastatore mobile con la leva, si porta la lastra fino al punto desiderato, si rilascia senza far battere l’incudine sul vetro e si legge a strumento fermo. Su ogni lastra servono almeno quattro punti lungo il perimetro e uno in mezzeria.

Rigature, plastiche tenere e letture che non si ripetono

Le anomalie tipiche sono tre. La prima è il segno lasciato sul pezzo: su vetro a vista e soprattutto su policarbonato e PMMA un tastatore metallico a punta ridotta imprime un’impronta permanente. Sui trasparenti plastici torna a contare la forza di misura, perché il materiale è tenero e cede: su un PMMA da 4 mm una pressione eccessiva si traduce in un decimo mancante, e conviene un modello con forza contenuta e tastatori a superficie ampia. La seconda anomalia è la lettura che oscilla fra punti vicini: se non dipende da sporco indica una variazione reale di spessore, frequente sulle lastre curve e sui temprati, dove il passaggio in forno modifica localmente la geometria. La terza è lo zero che deriva dopo urti o cadute: si ricontrolla con i blocchetti prima di rifare la serie.

Stratificati, vetrocamera e tolleranze secondo EN 572

Su un vetro stratificato lo spessore totale non basta: il capitolato indica i singoli strati, per esempio un 33.1 come due lastre da 3 mm più un intercalare in PVB da 0,38 mm. Lo spessimetro a contatto misura il pacchetto e, prima dell’assemblaggio, ogni lastra singola: è in quel momento che il controllo ha valore. Su una vetrocamera già montata i tastatori non possono abbracciare il pacchetto e resta accessibile un solo lato, quindi l’unica via praticabile è la misura ottica, che legge le riflessioni sulle interfacce e restituisce vetri e camere d’aria separati. Per il vetro piano la EN 572 fissa le tolleranze commerciali di spessore: nell’ordine di ±0,2 mm sui nominali fino a 6 mm, ±0,3 mm su 8 e 10 mm, ±0,5 mm dai 12 mm in su. Sono i limiti su cui si accetta o si contesta una fornitura.

Contatto, metodi ottici e ultrasuoni: quando conviene ciascuno

Lo spessimetro meccanico a contatto è il metodo più diretto ed economico quando entrambe le facce sono accessibili: nessuna taratura sul materiale, nessun accoppiante, risoluzione fino a 0,01 mm sui modelli digitali e lettura immediata sul pezzo. I misuratori ottici sono la scelta obbligata sulle vetrate già montate e sui pacchetti multipli, perché lavorano da un solo lato e separano gli strati, ma richiedono superfici pulite e ortogonali al fascio e costano di più. Gli ultrasuoni, standard sui metalli, sul vetro sono possibili ma scomodi: servono accoppiante e velocità del suono nota per ogni strato del pacchetto.

Per il quadro completo dei criteri di scelta, dei tastatori disponibili e dei campi di misura consulta la pagina di approfondimento Spessore di vetro e materiali trasparenti.

Prodotti utilizzati in questa applicazione

Spessimetro a contatto analogico Kaefer J 100 con quadrante e gola profonda 100 mm

SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER

Kaefer J 100

Spessimetro a comparatore analogico con lettura su quadrante e divisione 0,01 mm. Profondità di gola 100 mm per raggiungere il campo aperto della lastra, leva di sollevamento del tastatore e tastatori piani intercambiabili adatti alle superfici delicate.

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Spessimetro a contatto digitale Kaefer JD 200 con display e gola profonda 200 mm

SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER

Kaefer JD 200

Versione digitale con risoluzione 0,01 mm, azzeramento in qualunque posizione del tastatore e commutazione mm/pollici. Profondità di gola 200 mm per lastre di grande formato, tastatori intercambiabili e lettura diretta senza interpolazione della scala.

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