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Corrosione di serbatoi e tubazioni: i controlli che fanno la differenza

Meccanismi di corrosione, piani di ispezione e classi di criticità: come si controlla la perdita di spessore su serbatoi di stoccaggio e linee di processo nel settore navale, offshore e oil & gas, fra mappatura a griglia, corrosione sotto coibentazione, riferimenti API 653 e API 570 e trend di velocità di corrosione.

Un parco serbatoi e le linee di processo che lo collegano perdono spessore ogni giorno, in modo silenzioso e non uniforme. Su un impianto navale, offshore o oil & gas la perdita di parete non è un difetto isolato ma un processo distribuito: dipende dal fluido, dalla temperatura, dalla velocità di flusso, dalla presenza di acqua libera sul fondo e dallo stato della coibentazione. Il costo non è il ricambio, è la fermata non pianificata: un blocco di una linea di caricamento o lo svuotamento imprevisto di un serbatoio valgono ordini di grandezza più della manutenzione programmata che li avrebbe evitati.

Per questo la corrosione di serbatoi e tubazioni: controllo qualità e asset integrity si affronta come programma e non come intervento singolo. L’ultrasuono a impulso-eco permette di leggere lo spessore residuo dall’esterno, senza aprire l’apparecchiatura e senza fermare il processo: l’onda longitudinale attraversa la parete, si riflette sulla superficie interna corrosa e il tempo di volo, diviso per la velocità del suono nel materiale, restituisce la parete effettiva. È il dato su cui si costruiscono i piani di ispezione, le classi di criticità e la previsione della vita residua.

Gli spessimetri Dakota NDT sono progettati per questo tipo di campagna. Il CMX1-DL unisce display grafico con visualizzazione della forma d’onda, gate regolabili e datalogger interno per migliaia di letture organizzate per punto di misura; lo ZX6-DL lavora a doppio cristallo su superfici corrose e verniciate con risoluzione 0,01 mm e memoria strutturata, ed è la scelta tipica per le ronde di ispezione ripetitive su fasciame e linee.

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I meccanismi di degrado che agiscono su serbatoi e linee di processo

Prima di scegliere dove misurare bisogna sapere cosa cercare. La corrosione uniforme assottiglia la parete in modo diffuso e produce un rateo prevedibile: è il caso più benevolo, perché la tendenza si estrapola. La corrosione per vaiolatura, o pitting, agisce per crateri localizzati di pochi millimetri di diametro che possono perforare una parete altrimenti sana: qui una lettura isolata non dice nulla. L’erosione-corrosione si concentra dove il flusso cambia direzione o accelera, quindi su gomiti, riduzioni, valvole a valle e tratti dopo le pompe. La corrosione sotto coibentazione è la più insidiosa, perché procede invisibile sotto il rivestimento isolante alimentata da acqua infiltrata e cicli termici. Ogni meccanismo richiede una densità di punti di misura diversa.

Piani di ispezione e classi di criticità degli asset

Un programma di asset integrity parte dalla classificazione: ogni serbatoio e ogni circuito di tubazione riceve una classe di criticità costruita su conseguenza del cedimento e probabilità di degrado. Un serbatoio di stoccaggio di prodotto infiammabile in area presidiata e una linea di servizio ad acqua industriale non meritano la stessa frequenza. Dalla classe derivano tre parametri operativi: l’intervallo fra le campagne, la densità della griglia di misura e lo spessore minimo ammissibile da confrontare con la lettura. Le tubazioni si spezzano in circuiti omogenei per fluido, temperatura e materiale, così che i punti di misura di un circuito siano statisticamente confrontabili fra loro. Questa struttura, definita una volta, sopravvive alle campagne e rende i dati storici comparabili.

Dove misurare: mappatura a griglia, gomiti e zone di ristagno

Su un serbatoio verticale il fasciame si mappa a griglia per anelli, con maglia più fitta sui corsi inferiori dove la colonna di liquido e l’eventuale acqua libera concentrano l’attacco; il fondo si affronta per settori radiali, prestando attenzione alla zona di raccordo con il primo anello, storicamente la più sollecitata. Sulle linee i punti obbligati sono i gomiti, misurati su estradosso, intradosso e fianchi, le riduzioni, i tratti a valle di valvole di regolazione e i rami morti dove il fluido ristagna e favorisce depositi e attacco microbiologico. I punti sotto coibentazione richiedono finestre di ispezione dedicate o rimozione locale del rivestimento, concentrate su supporti, staffe, penetrazioni e tratti a bassa pendenza dove l’acqua si accumula.

Ispezione periodica secondo API 653 e API 570

Due riferimenti guidano la pratica internazionale. API 653 governa ispezione, riparazione e ricostruzione dei serbatoi di stoccaggio atmosferici, definendo gli intervalli fra ispezione esterna in servizio e ispezione interna fuori servizio, e i criteri di spessore minimo per fasciame e fondo. API 570 copre i sistemi di tubazioni in servizio, con la logica dei punti di misura fissi, degli intervalli legati alla classe del circuito e della verifica sui componenti a rischio. Entrambe si appoggiano a misure ultrasonore eseguite secondo ISO 16809 e alla taratura su blocchi di riferimento, e chiedono che i dati siano riferibili nel tempo. In Europa il quadro si integra con la direttiva PED e con i piani di verifica periodica delle attrezzature a pressione.

Corrosione di serbatoi e tubazioni: controllo qualità e pianificazione delle fermate

Il valore di una campagna non sta nella singola lettura ma nel trend. Confrontando lo spessore attuale con quello della campagna precedente si ricava la velocità di corrosione a breve termine, e dal confronto con lo spessore nominale quella a lungo termine; il rapporto fra spessore residuo, spessore minimo ammissibile e velocità peggiore fornisce la vita residua e quindi la data della prossima fermata. È qui che il controllo diventa strumento di pianificazione: si sostituiscono i tratti al limite durante una fermata programmata invece di inseguire una perdita. Perché il trend sia affidabile serve tracciabilità: identificativo del punto, sonda e velocità impostata, operatore, data. Il datalogger dello strumento e l’esportazione verso il sistema di manutenzione eliminano la trascrizione manuale, che è la prima fonte di errore.

Per un quadro completo di metodi, punti critici e criteri di accettazione applicati al settore navale, offshore e oil & gas consulta la pagina dedicata alla corrosione di serbatoi e tubazioni.

Prodotti utilizzati in questa applicazione

Una campagna su parco serbatoi e linee vive di due cose: la mappatura ordinata dei punti e la memoria che li conserva. Le schede indicano che cosa offre ciascun modello Dakota NDT su questi due fronti.

Spessimetro a ultrasuoni Dakota NDT MX2-DL

Corrosione

Dakota NDT MX2-DL

Per la mappatura del pitting: B-Scan del profilo lungo il percorso, 250 letture al secondo in scansione e 4 GB per letture e forme d’onda.

Spessimetri a ultrasuoni Dakota NDT serie CMX

Corrosione

Dakota NDT Serie CMX

Memoria da 4 GB con archiviazione a griglia e identificativi alfanumerici, sei modalità di misura e compensazione della temperatura sui pezzi caldi.

Spessimetro a ultrasuoni Dakota NDT CMX10-DL

Corrosione

Dakota NDT CMX10-DL

Le anomalie restano consultabili: registrazione dell’onda piena con A-Scan, B-Scan e video richiamabili. Touchscreen a colori, campo fino a 1480 mm, IP65.

Spessimetri a ultrasuoni Dakota NDT serie ZX

Corrosione

Dakota NDT Serie ZX

Per le campagne estese a molti punti: datalogger da 10.000 letture in 40 file, campo fino a 914,4 mm ed esercizio da -30 a 75 °C.

→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nella pagina di catalogo Spessimetri a ultrasuoni.

Maggiori informazioni e contatti

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