Sapere come scegliere uno spessimetro a ultrasuoni è la prima difficoltà di chi deve misurare lo spessore di parete di un serbatoio, di una tubazione o di una lamiera accedendo da un solo lato. Gli strumenti si somigliano tutti: una scatola, un display, un cavetto e una sonda. Le differenze che contano non si vedono in fotografia, stanno nel modo in cui lo strumento tratta l’eco di ritorno, e sono quelle che decidono se la misura su un tubo verniciato e corroso sarà attendibile oppure no.
Il principio è semplice: un trasduttore piezoelettrico invia un impulso nel materiale, l’impulso viaggia fino alla parete opposta, si riflette e torna indietro. Lo strumento misura il tempo di volo e, nota la velocità del suono nel materiale, calcola lo spessore. Tutta la difficoltà sta nel decidere quale eco misurare: quello della prima superficie, quello della parete di fondo, o l’intervallo fra due echi successivi.
Da questa scelta discendono le due famiglie di strumenti. Quelli a display numerico restituiscono un valore e sono pensati per campagne di ispezione rapide su molti punti; quelli con display grafico mostrano anche la forma del segnale, e permettono di capire perché una lettura è anomala invece di limitarsi a registrarla. Entrambe le famiglie possono raggiungere risoluzioni dell’ordine del centesimo di millimetro su campi che superano i 900 mm.

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Che cosa determina davvero l’attendibilità della lettura
Lo spessore non si misura: si calcola, moltiplicando un tempo per una velocità. Il tempo lo misura lo strumento con ottima precisione; la velocità del suono nel materiale è invece un dato che dipende dalla lega, dal trattamento termico e dalla temperatura. Un errore dell’uno per cento sulla velocità si trasferisce integralmente sulla lettura. Per questo la taratura su un campione dello stesso materiale, e non sul blocchetto di riferimento generico, è la differenza fra una misura utile e un numero senza valore.
Eco singolo o echo-echo: il criterio del rivestimento
È il primo bivio, ed è quasi sempre risolutivo. In modalità impulso-eco lo strumento cronometra dall’impulso di partenza al primo ritorno: se il pezzo è verniciato, nel conto entra anche lo spessore della vernice, e la parete risulta più spessa di quanto sia. La modalità echo-echo misura invece l’intervallo fra due echi di fondo consecutivi, che percorrono entrambi lo stesso rivestimento e quindi lo eliminano dal risultato. Se si ispezionano strutture verniciate — e in campo lo sono quasi tutte — questa funzione non è un accessorio, è il requisito.
Il trasduttore conta più dello strumento
Il campo di misura utile, la risoluzione e la capacità di lavorare su superfici irregolari dipendono in larga parte dalla sonda. Le frequenze basse penetrano materiali attenuanti e spessori elevati ma perdono definizione sui sottili; le frequenze alte fanno l’opposto. Un trasduttore a doppio cristallo tollera bene le superfici corrose e rugose, dove il fondo non è parallelo alla superficie di appoggio, mentre un monocristallo dà il meglio sulle pareti lisce e parallele. Cambiare sonda cambia lo strumento più di quanto lo cambi il modello.
Quando serve vedere il segnale e quando basta il numero
Su una campagna di mille punti su tubazioni sane, il display numerico è più rapido e meno faticoso. Quando però le letture cominciano a saltare, il valore da solo non dice se il problema è accoppiamento insufficiente, corrosione localizzata o una laminazione interna che riflette prima del fondo. La rappresentazione A-Scan mostra la forma dell’eco e rende la diagnosi immediata; la B-Scan restituisce il profilo dello spessore lungo un percorso ed è il modo più chiaro per documentare un’area assottigliata. Chi ispeziona impianti in esercizio finisce quasi sempre per averne bisogno.
Data logger e tracciabilità: il criterio che si sottovaluta
Una misura di spessore serve raramente da sola: acquista significato nel confronto con quella dell’anno precedente, perché è la velocità di assottigliamento a determinare la vita residua di un componente. Trascrivere a mano centinaia di letture è il punto in cui si perde tempo e si introducono errori. La memoria interna organizzata per griglie di ispezione, con scarico dei dati verso il foglio di calcolo, trasforma una campagna in una serie storica utilizzabile.
L’inquadramento della famiglia e dei relativi campi di impiego è nella pagina di catalogo Spessimetri a ultrasuoni, mentre la logica della misura in presenza di rivestimento è approfondita in Modo multi-eco attraverso il rivestimento.
Prodotti utilizzati in questa applicazione
I nove spessimetri a ultrasuoni Dakota NDT a catalogo, letti con i criteri di questa pagina. L’etichetta di ogni scheda indica la destinazione d’uso — corrosione, precisione o alta penetrazione — e la riga di descrizione dice a quale dei bivi appena discussi quel modello risponde.

Corrosione
Dakota NDT Serie CX
Il bivio del rivestimento risolto su tre livelli: CX4 e CX8-DL misurano il metallo ignorando la vernice, il CX8-DL aggiunge datalogger e B-Scan. Campo da 0,63 a 500 mm.

Corrosione
Dakota NDT Serie ZX
Quattro dotazioni sullo stesso campo fino a 914,4 mm: si sale dalla sola lettura numerica fino a echo-echo e datalogger da 10.000 letture. Esercizio da -30 a 75 °C.

Corrosione
Dakota NDT MX2-DL
Quando il numero non basta e serve vedere il segnale: A-Scan e B-Scan, 250 letture al secondo in scansione e 4 GB per letture e forme d’onda.

Corrosione
Dakota NDT Serie CMX
Sei modalità di misura fra cui quella che separa metallo e rivestimento, campo fino a 1219,2 mm e compensazione della temperatura per i pezzi caldi.

Corrosione
Dakota NDT CMX10-DL
La lettura anomala si archivia e si rivede: registrazione dell’onda piena con A-Scan, B-Scan e video richiamabili. Touchscreen a colori, campo fino a 1480 mm, IP65.

Precisione
Dakota NDT PCX8-DL
Dove la parete è sottile e il centesimo conta: misura da 0,15 mm, risoluzione fino a 0,01 mm, memoria da 100.000 letture, USB e Bluetooth.

Precisione
Dakota NDT PZX1-DL
Precisione anche fuori dai metalli, con tecnologia ThruPaint™: da 0,127 mm sulle materie plastiche, sonde a cristallo singolo da 5 a 20 MHz.

Precisione
Dakota NDT Serie PMX
Il millesimo di millimetro senza rinunciare alla portata: risoluzione fino a 0,001 mm con campo fino a 9144 mm, A-Scan e B-Scan, memoria da 4 GB.

Alta penetrazione
Dakota NDT PMX4-DL
Per i materiali che spengono l’eco: campo su acciaio fino a 30.500 mm, pulser fino a 400 V e sonde da 500 kHz per getti, ghise e compositi.
→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nella pagina di catalogo Spessimetri a ultrasuoni.
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