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Come scegliere uno spessimetro meccanico a comparatore: criteri e casi d’uso

Spessimetro digitale a forcella Kaefer JD 50 risoluzione 0,01 mm campo 12,5 mm profondità 50 mm

Guida alla scelta di uno spessimetro meccanico a forcella con comparatore: campo di misura e profondita di gola, forma dei tastatori in funzione del materiale, forza di misura sui materiali comprimibili, lettura analogica o digitale con uscita dati, verifica con blocchetti di riscontro.

Nei reparti di taglio, stampaggio e laminazione lo spessore di un semilavorato decide la conformità del pezzo prima di ogni altra caratteristica. Un foglio di lamiera fuori tolleranza di due centesimi di millimetro, una guarnizione compressa oltre il limite o un film estruso disomogeneo generano scarti che emergono solo a valle, quando il costo dell’errore è già moltiplicato. Il controllo a bordo macchina richiede quindi uno strumento immediato, ripetibile e indipendente da tarature complesse.

La risposta più diretta è lo spessimetro a forcella con comparatore: un telaio rigido a C porta un riscontro fisso e un tastatore mobile collegato a un comparatore centesimale. Il pezzo viene inserito nella gola, il tastatore viene sollevato con la leva e rilasciato sul materiale; la corsa dell’asta si traduce direttamente in lettura. Non serve accoppiante, non serve conoscere la velocità del suono nel materiale, non serve accesso da entrambi i lati con strumentazione elettronica: basta poter abbracciare il bordo del pezzo.

Capire spessimetri meccanici a comparatore come scegliere significa confrontare corsa utile, profondità di gola, forza di misura e geometria dei tastatori. Il Kaefer JD 50 offre lettura digitale su campo 0-50 mm con risoluzione 0,01 mm e uscita dati per la registrazione; il Kaefer J 50 copre lo stesso campo con quadrante analogico, senza alimentazione e senza elettronica da gestire.

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Che cosa misura davvero uno spessimetro a forcella

La grandezza rilevata è la distanza fra due superfici opposte del pezzo lungo l’asse del tastatore. Il telaio a C funge da riferimento meccanico: la sua rigidezza determina quanta parte della forza applicata si traduce in flessione anziché in lettura. Per questo i modelli professionali usano fusioni o profili in acciaio con nervature, non lamiere piegate. Il comparatore centesimale restituisce 0,01 mm di risoluzione su una corsa tipica di 10 mm, mentre il campo complessivo dello strumento dipende dalla posizione del riscontro. La lettura è assoluta rispetto allo zero impostato a contatto fra tastatore e riscontro: qualunque deriva dello zero si trasferisce integralmente alla misura, quindi la verifica a strumento chiuso va ripetuta a ogni cambio di serie.

Corsa, campo e profondità di gola: i vincoli geometrici

Il primo filtro nella selezione è geometrico e non metrologico. Il campo di misura definisce lo spessore massimo ammesso fra riscontro e tastatore: 50 mm nei modelli della serie 50, valori inferiori nei telai compatti. La profondità di gola, o reach, stabilisce quanto ci si può allontanare dal bordo del pezzo: con 100 mm di gola si raggiunge il centro di una striscia larga 200 mm, non di più. Su lastre larghe o pannelli rigidi questo limite è decisivo e obbliga a misurare solo in prossimità del perimetro. Va infine considerata l’apertura richiesta dalla leva di sollevamento: alcuni modelli ne sono privi e vanno inseriti facendo scorrere il pezzo, soluzione inadatta a superfici verniciate o delicate.

Tastatori e forza di misura in funzione del materiale

La forma del tastatore va scelta insieme al materiale. Il tastatore piano distribuisce il carico e serve su superfici lisce e rigide come lamiere, vetro o laminati. Il tastatore sferico riduce l’area di contatto e misura correttamente superfici curve, tubi e imbutiti, dove un piatto appoggerebbe su un solo bordo. Il tastatore a coltello raggiunge nervature, gole e cordoli di saldatura. Su materiali comprimibili la variabile critica diventa la forza di misura: gomma, feltro, pelle, cartone e non tessuti si deformano sotto pochi newton, e la lettura scende progressivamente. In questi casi si adottano tastatori a piatto largo, che abbassano la pressione specifica, e si legge a tempo di appoggio definito, secondo la logica delle norme di prova sui materiali morbidi.

Analogico o digitale: taratura, ripetibilità e uscita dati

Il quadrante analogico resta preferibile dove non serve archiviare nulla e conta la robustezza: nessuna batteria, nessun menu, lettura immediata dell’ago che rende evidente anche la tendenza durante la compressione. Il digitale aggiunge azzeramento in qualunque punto, commutazione millimetri-pollici, funzioni di massimo e minimo e soprattutto uscita dati verso software di raccolta, che elimina la trascrizione manuale nei piani di controllo. In entrambi i casi la verifica si esegue con blocchetti di riscontro pian paralleli: si controlla lo zero a strumento chiuso e poi almeno due punti nel campo di lavoro, tipicamente a metà e a fondo scala. Lo scostamento ammesso e la ripetibilità su misure successive dello stesso blocchetto vanno registrati nello storico dello strumento.

Quando il meccanico batte l’ultrasuono

Il confronto con la misura ultrasonora non è una gara di precisione ma di accessibilità. L’ultrasuono lavora da un solo lato ed è obbligatorio su serbatoi, tubazioni in servizio e strutture chiuse, ma richiede accoppiante, velocità del suono nota e superficie sufficientemente regolare. Lo spessimetro a forcella non chiede nulla di tutto questo: legge in un secondo su qualunque materiale, opaco o trasparente, metallico o polimerico, e non è sensibile a rivestimenti o strati multipli perché misura la geometria, non la propagazione. Sui controlli di ricezione di lamiere, guarnizioni, film, pellami e tessuti tecnici resta il metodo più rapido ed economico.

Per campi di misura, dotazioni di tastatori e modelli disponibili si può consultare la pagina dedicata agli spessimetri meccanici a comparatore.

Prodotti utilizzati in questa applicazione

Spessimetro a forcella digitale Kaefer JD 50 con comparatore elettronico

SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER

Kaefer JD 50 – spessimetro digitale

Spessimetro a forcella con comparatore digitale, campo 0-50 mm e risoluzione 0,01 mm. Azzeramento in qualunque punto, commutazione mm/pollici, uscita dati per la registrazione delle misure. Tastatori intercambiabili piani e sferici, leva di sollevamento, telaio in acciaio.

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Spessimetro a forcella analogico Kaefer J 50 con comparatore a quadrante

SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER

Kaefer J 50 – spessimetro analogico

Versione a quadrante analogico con comparatore centesimale, campo 0-50 mm e risoluzione 0,01 mm. Nessuna alimentazione richiesta, lettura immediata dell’ago anche durante la compressione. Telaio rigido in acciaio e tastatori sostituibili secondo il materiale.

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