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Sicurezza negli spazi confinati

Corridoio stretto e chiuso con accessi limitati

Navale, offshore e oil & gas · Spazi confinati

Sicurezza e controllo dell’atmosfera negli spazi confinati prima dell’accesso

Stive, cisterne, serbatoi, doppi fondi e intercapedini sono ambienti chiusi, con accessi limitati e ventilazione scarsa, dove l’aria può risultare povera di ossigeno o contenere gas tossici e vapori infiammabili prodotti dai residui, dai processi di corrosione o dalle lavorazioni in corso. Il pericolo è spesso inodore e invisibile, e può far perdere conoscenza in pochi istanti. La sicurezza e il controllo dell’atmosfera negli spazi confinati si basano su rilevatori multigas che misurano ossigeno, infiammabili e sostanze tossiche prima dell’ingresso e per tutta la permanenza. Con strumenti tarati e procedure di autorizzazione, la sicurezza e il controllo dell’atmosfera negli spazi confinati proteggono chi lavora all’interno.

Il controllo dell’atmosfera negli spazi confinati verifica, prima e durante l’accesso, che l’aria all’interno di stive, cisterne, serbatoi e doppi fondi sia sicura, misurando ossigeno, gas tossici e sostanze infiammabili. Gli spazi confinati presenti su navi e impianti possono contenere atmosfere pericolose, capaci di provocare in pochi istanti perdita di conoscenza o gravi danni. Per questo l’accesso richiede un rigoroso controllo dell’aria con rilevatori di gas, come misura di sicurezza spesso obbligatoria. Questa pagina spiega come si controlla la sicurezza negli spazi confinati.

Questa pagina appartiene al settore Navale, offshore e oil & gas ed è una guida al controllo della sicurezza negli spazi confinati.

Perché controllare l’atmosfera

Uno spazio confinato è un ambiente chiuso o parzialmente chiuso, con accessi limitati e scarsa ventilazione, come le stive, le cisterne, i serbatoi, i doppi fondi e gli intercapedini presenti su navi e impianti. In questi spazi, l’atmosfera può diventare pericolosa per la vita, e proprio la difficoltà di accesso e uscita aggrava il rischio. I pericoli sono di tre tipi principali. La carenza di ossigeno: in uno spazio chiuso, l’ossigeno può essere consumato da processi come la corrosione (che “consuma” ossigeno), la fermentazione dei residui o la presenza di gas inerti; un’atmosfera povera di ossigeno provoca rapidamente perdita di conoscenza e morte, senza che la persona se ne accorga. I gas tossici: possono essere presenti gas velenosi derivanti dai materiali trasportati, dai residui, dai processi di degrado o dalle lavorazioni, che a certe concentrazioni sono letali. Le sostanze infiammabili: vapori o gas infiammabili possono accumularsi e formare atmosfere esplosive, con rischio di incendio o esplosione. La particolare insidiosità di questi pericoli sta nel fatto che l’atmosfera pericolosa è spesso invisibile e inodore, e la persona che entra può collassare in pochi istanti. Per questo l’accesso agli spazi confinati è regolamentato da rigorose procedure di sicurezza, che prevedono il controllo dell’atmosfera prima dell’ingresso e il monitoraggio continuo durante la permanenza. Controllare l’atmosfera negli spazi confinati è quindi una misura di sicurezza fondamentale, spesso obbligatoria, per proteggere la vita dei lavoratori.

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Come si controlla

L’atmosfera negli spazi confinati si controlla con rilevatori di gas, strumenti che misurano la concentrazione delle sostanze pericolose nell’aria. I rilevatori tipici per gli spazi confinati sono multigas, cioè misurano contemporaneamente più parametri: il livello di ossigeno (per verificare che non sia né carente né in eccesso), la presenza di gas infiammabili (espressa come percentuale del limite di esplosività), e la concentrazione di gas tossici specifici. Prima dell’accesso, si esegue la misura dall’esterno, calando la sonda o campionando l’aria a diverse profondità dello spazio, perché alcuni gas si stratificano; si accede solo se l’atmosfera risulta sicura. Durante la permanenza, il monitoraggio continua, tipicamente con un rilevatore portatile indossato dal lavoratore, che allerta immediatamente se l’atmosfera cambia e diventa pericolosa. I rilevatori vanno tarati regolarmente con gas di riferimento e sottoposti a verifica funzionale prima dell’uso (bump test), per assicurarsi che rispondano correttamente. L’accesso segue procedure che comprendono, oltre al controllo dell’atmosfera, la ventilazione dello spazio, la presenza di sorveglianti, i sistemi di recupero e altre misure. I risultati delle misure vanno registrati nei permessi di lavoro. Controllando l’atmosfera con rilevatori multigas tarati, prima dell’accesso e in continuo durante la permanenza, si verifica che gli spazi confinati siano sicuri, proteggendo la vita dei lavoratori.

ParametroPericolo
OssigenoCarenza o eccesso
Gas infiammabiliIncendio o esplosione
Gas tossiciAvvelenamento

Affidabilità del controllo

Per un controllo affidabile dell’atmosfera contano i rilevatori multigas tarati, la misura prima e durante l’accesso e le procedure. I rilevatori misurano ossigeno, gas infiammabili e gas tossici; prima dell’accesso la misura si esegue dall’esterno a diverse profondità, perché i gas si stratificano, e si accede solo se l’atmosfera è sicura. Durante la permanenza il monitoraggio continua con un rilevatore portatile indossato, che allerta se l’atmosfera diventa pericolosa. I rilevatori vanno tarati con gas di riferimento e verificati prima dell’uso con il bump test. L’accesso segue procedure con ventilazione, sorveglianti e sistemi di recupero, e i risultati vanno registrati nei permessi di lavoro. Grazie a un controllo eseguito con rilevatori tarati, prima e durante l’accesso e con procedure rigorose, il settore navale e offshore garantisce la sicurezza dei lavoratori negli spazi confinati.

  • Gli spazi confinati possono avere atmosfere letali.
  • I pericoli sono ossigeno, gas tossici e infiammabili.
  • L’atmosfera pericolosa è spesso invisibile e inodore.
  • Si misura prima dell’accesso e in continuo durante.
  • I rilevatori vanno tarati e verificati prima dell’uso.

Dal settore allo strumento: cosa serve in pratica

Questo tema appartiene al settore Navale, offshore e oil & gas del ramo Settori industriali, ed è collegato alla corrosione di serbatoi e tubazioni e al monitoraggio delle vibrazioni di bordo.

Nel Catalogo prodotti gli strumenti per il settore navale riguardano lo spessore residuo del metallo e le condizioni ambientali del cantiere. Per la scelta di un rilevatore di gas e per le procedure di accesso agli spazi confinati va interpellato chi se ne occupa in modo specifico.

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Domande frequenti

Quali sono i pericoli dell’atmosfera in uno spazio confinato?

I pericoli sono principalmente tre. Il primo è la carenza di ossigeno: in uno spazio chiuso, l’ossigeno può essere consumato dalla corrosione, dalla fermentazione di residui o spostato da gas inerti; un’atmosfera povera di ossigeno provoca rapidamente perdita di conoscenza, spesso senza segnali percepibili. Il secondo sono i gas tossici, presenti a causa di materiali, residui o lavorazioni, letali a certe concentrazioni. Il terzo sono le sostanze infiammabili, che possono formare atmosfere esplosive con rischio di incendio o esplosione. La pericolosità sta nel fatto che queste condizioni sono spesso invisibili e inodori, e chi entra senza verificare l’atmosfera può collassare in pochi istanti.

Perché si misura l’atmosfera a diverse profondità?

Perché i gas hanno densità diverse e tendono a stratificarsi, per cui l’atmosfera può essere pericolosa solo a certe altezze. Alcuni gas sono più pesanti dell’aria e si accumulano in basso, in pozzetti e depressioni; altri sono più leggeri e si raccolgono in alto. Una misura a una sola altezza potrebbe non rilevare una sacca di gas pericoloso sul fondo o sul soffitto. Per questo, prima di accedere, si campiona l’aria a diverse profondità, calando la sonda o aspirando da diversi livelli, per verificare che l’atmosfera sia sicura ovunque. Solo se le misure a tutte le altezze sono nei limiti si può accedere. È una precauzione essenziale perché la stratificazione potrebbe nascondere un pericolo mortale.

Perché il monitoraggio continua durante la permanenza?

Perché l’atmosfera può cambiare nel tempo, anche dopo una verifica iniziale positiva, e un monitoraggio continuo permette di accorgersi immediatamente se diventa pericolosa. Le condizioni possono variare: le lavorazioni possono generare gas o consumare ossigeno, i residui rilasciare vapori, i movimenti di liquidi o della ventilazione modificare l’aria. Una verifica solo iniziale non garantirebbe la sicurezza per tutta la durata. Per questo il lavoratore indossa un rilevatore portatile che monitora continuamente l’atmosfera e lo allerta con segnali acustici e visivi se un parametro esce dai limiti, permettendogli di uscire in tempo. Il monitoraggio continuo, con ventilazione e sorveglianti, è parte integrante delle procedure di sicurezza.

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