Nel converting il nastro adesivo e l’etichetta autoadesiva sembrano prodotti elementari, ma sono laminati di tre o quattro strati: supporto, primer, adesivo e, nel caso delle etichette, il liner siliconato. Uno scostamento di pochi micrometri sullo spessore totale cambia il numero di metri che entrano in una bobina di diametro dato, l’ingombro del rotolo finito e il comportamento della macchina che lo applicherà. Una fornitura mal calibrata non costa soltanto il materiale: ferma la linea del cliente e rimette in discussione l’intera commessa.
Le prove su nastri adesivi ed etichette, controlli dimensionali inclusi, poggiano su un principio semplice: un materiale comprimibile non possiede uno spessore assoluto, possiede uno spessore misurato a una pressione definita. Per questo la lettura si esegue con un piattello di area nota e una forza di contatto controllata, ripetuta in più punti sulla larghezza, perché la spalmatura dell’adesivo non è mai perfettamente uniforme da bordo a bordo.
Sul banco di controllo due spessimetri a contatto Kaefer coprono la casistica del reparto. L’FD 50 digitale, con campo 0-10 mm e risoluzione 0,01 mm, lavora sui film sottili e sui campioni prelevati a bordo macchina. Il JD 100 dispone di uno sbraccio più profondo e raggiunge il centro di fogli, etichette in formato e spezzoni larghi, dove il collo di cigno corto non arriva. Entrambi restituiscono letture ripetibili perché la forza di contatto e la geometria del tastatore restano costanti fra un campione e l’altro.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
Prove su nastri adesivi ed etichette: controlli e grandezze in gioco
La scheda tecnica di un nastro adesivo elenca grandezze eterogenee che il laboratorio deve saper separare. Lo spessore totale, espresso in micrometri, comprende supporto e adesivo. Accanto compaiono lo spessore del solo supporto, la grammatura dell’adesivo in grammi per metro quadrato, la larghezza e la lunghezza nominali della bobina, la forza di adesione al pelo misurata a 180 gradi, il tack, la forza di svolgimento, la resistenza a trazione e l’allungamento a rottura. Ognuna risponde a una domanda diversa: l’adesione dice se il nastro tiene, la forza di svolgimento se la macchina applicatrice riesce a srotolarlo alla velocità di linea. Lo spessore totale, invece, è la grandezza che governa quanti metri stanno in una bobina di diametro assegnato e quindi l’ingombro del prodotto finito, il peso di trasporto e il costo per metro lineare.
Come si preleva il campione e dove si misura sulla larghezza
Il campione si taglia a bobina ferma, scartando i primi giri esterni già contaminati, e si condiziona in ambiente controllato a 23 gradi e 50 % di umidità relativa: adesivi e supporti in carta reagiscono all’umidità e una lettura eseguita su materiale appena uscito dal magazzino non è confrontabile con quella di riferimento. La misura di spessore si esegue con piattello di area definita e pressione controllata, appoggiando il tastatore senza schiacciare il rilievo dell’adesivo. Il punto singolo non basta: si prendono almeno cinque letture distribuite sulla larghezza, due vicino ai bordi e tre in mezzeria, perché la disomogeneità di spalmatura si manifesta come un profilo trasversale e non come uno scostamento uniforme. Misurando il supporto prima della spalmatura e il laminato dopo, la differenza fra le due serie restituisce lo strato di adesivo effettivamente depositato.
Difetti tipici di spalmatura e di bobinatura
Le anomalie del converting hanno una firma riconoscibile nei dati dimensionali. Le bolle d’aria intrappolate fra supporto e adesivo generano letture isolate in eccesso che non si ripetono sul punto adiacente. La spalmatura irregolare produce un profilo trasversale inclinato o a sella, con i bordi sistematicamente più sottili della mezzeria. Il telescopaggio della bobina, cioè lo scorrimento laterale dei giri che fa uscire il rotolo dal proprio asse, nasce da tensione di avvolgimento non uniforme e si accompagna quasi sempre a uno spessore che varia da un bordo all’altro. I bordi ondulati, infine, segnalano che il materiale ha assorbito umidità o è stato tagliato con lame consumate. Registrare le letture per posizione e non come singolo valore medio permette di distinguere un difetto locale da una deriva di processo che riguarda tutta la produzione.
Etichette autoadesive e metodi normati: FINAT, AFERA, ASTM D3652
L’etichetta autoadesiva aggiunge una complicazione: il liner. Il valore utile per la stampatrice è lo spessore del laminato completo, ma per capire un difetto di spellicolatura servono i due contributi separati, cioè il liner siliconato e il facestock con il suo adesivo. Si misura il laminato, poi si separa il liner e si misurano le due parti: la somma deve tornare entro la tolleranza dichiarata. I metodi di prova FINAT descrivono la casistica delle etichette autoadesive, dalla forza di distacco alla spellicolabilità; i metodi AFERA coprono i nastri adesivi in ambito europeo e la ASTM D3652 definisce la misura dello spessore dei nastri con piattello e pressione specificati. Adottare un metodo dichiarato, invece di una procedura interna, rende i dati confrontabili fra fornitore e cliente ed elimina la discussione sul valore di riferimento.
Che cosa cambia rispetto al controllo a campione sul prodotto finito
Molti reparti verificano ancora la bobina contando i metri residui o pesando il rotolo, cioè a produzione conclusa, quando il materiale fuori tolleranza è già stato spalmato, tagliato e imballato. Un controllo dimensionale eseguito sul campione prelevato a bordo macchina interviene mentre il processo è ancora correggibile: un profilo trasversale in deriva segnala la testa di spalmatura da registrare prima che la deviazione diventi scarto. Il costo dello strumento si recupera con una sola bobina non declassata.
Per il quadro completo delle verifiche applicabili a nastri, etichette e supporti spalmati, con le grandezze e gli strumenti associati a ciascuna, si rimanda alla pagina Prove su nastri adesivi ed etichette.
Prodotti utilizzati in questa applicazione
SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER
Kaefer FD 50
Spessimetro digitale a contatto con campo di misura 0-10 mm e risoluzione 0,01 mm, lettura diretta su display. Tastatori e piattelli intercambiabili per materiali comprimibili come film, carte spalmate e nastri adesivi; forza di contatto ripetibile fra un campione e l’altro.
SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER
Kaefer JD 100
Versione digitale con collo di cigno profondo, pensata per raggiungere il centro di fogli, etichette in formato e spezzoni di nastro larghi. Lettura in millimetri con risoluzione 0,01 mm e appoggio a piattello, per serie di misure distribuite sulla larghezza del materiale.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.








Devi effettuare l'accesso per postare un commento.