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Ultrasuoni o comparatore meccanico per il controllo dimensionale: confronto

Spessimetro digitale a forcella Kaefer JD 100 TOP risoluzione 0,01 mm profondità 100 mm

Confronto neutro fra spessimetri a ultrasuoni e comparatori meccanici a forcella nel controllo dimensionale di spessore: accessibilità al punto di misura, incertezza tipica, dipendenza dal materiale, rivestimenti e geometrie chiuse, taratura tracciabile e criteri per scegliere il metodo corretto.

Nel controllo dimensionale di lamiere, guarnizioni, tubi e semilavorati la domanda ricorrente in officina non riguarda la tolleranza da rispettare, ma lo strumento con cui verificarla. Scegliere fra controllo dimensionale ultrasuoni o comparatore meccanico non è una preferenza di reparto: cambia il numero di punti misurabili, il tempo ciclo e la validità del dato quando il pezzo è verniciato, comprimibile o chiuso su sé stesso. Un errore di metodo produce collaudi formalmente conformi e prodotti che in linea si comportano diversamente.

I due principi fisici sono distinti. Il comparatore meccanico a forcella misura una distanza geometrica fra due contatti che stringono il pezzo, con una forza di misura definita da una molla; legge quindi lo spessore totale del materiale, qualunque esso sia. Lo spessimetro a ultrasuoni invia nel pezzo un impulso longitudinale da una sola superficie e calcola lo spessore dal tempo di volo dell’eco moltiplicato per la velocità del suono nel materiale; serve un accoppiante e serve conoscere quella velocità, ma non serve raggiungere il lato opposto.

Il confronto che segue mette a fronte le due famiglie sullo stesso compito, usando come riferimenti concreti due strumenti di produttori consolidati: lo spessimetro a ultrasuoni Dakota NDT PMX2-DL, con doppio cristallo, modalità multi-eco e registrazione dei dati, e il comparatore digitale Kaefer JD 100 a forcella, con risoluzione millesimale e lettura immediata senza taratura di materiale.

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La grandezza misurata: spessore geometrico e spessore acustico

Un comparatore a forcella restituisce una distanza meccanica: la separazione fra tastatore e incudine quando entrambi appoggiano sul pezzo. È una misura diretta, indipendente dalla natura del materiale, e per questo confrontabile su metallo, plastica, gomma o carta senza alcuna impostazione preliminare. Lo spessimetro a ultrasuoni misura invece un tempo, non una lunghezza: il dato in millimetri nasce dal prodotto fra metà del tempo di volo e la velocità longitudinale del suono nel materiale, circa 5900 m/s negli acciai al carbonio, 6300 m/s nelle leghe di alluminio, 2300-2700 m/s in molte plastiche. Un errore dell’1% sulla velocità impostata si traduce in un errore dell’1% sulla lettura. La conseguenza pratica è che il comparatore misura il pezzo, l’ultrasuono misura il pezzo e la sua ipotesi di materiale.

Accessibilità al punto di misura e procedura in campo

La differenza operativa più vincolante è l’accesso. Il comparatore a forcella richiede due lati liberi e una gola profonda a sufficienza: con gola da 30, 60 o 120 mm si raggiungono solo punti entro quella distanza dal bordo, e il centro di un pannello largo resta fuori portata. L’ultrasuono lavora da un lato solo e non ha limiti di distanza dal bordo, ma richiede una superficie accoppiata con gel o acqua, ragionevolmente pulita e non troppo rugosa. La procedura cambia di conseguenza. Con il comparatore si azzera a contatti chiusi, si verifica lo zero ogni cambio di operatore e si appoggia il pezzo perpendicolarmente ai contatti. Con l’ultrasuono si esegue la calibrazione sul blocchetto di riscontro, si imposta la velocità del materiale, si applica accoppiante e si ripete la lettura ruotando leggermente la sonda per intercettare il minimo stabile.

Dove il dato si falsa: materiali comprimibili, rivestimenti, geometrie chiuse

Tre situazioni separano nettamente i due metodi. Sui materiali comprimibili — gomme morbide, feltri, non tessuti, schiume, pelle — la forza di misura del comparatore deforma il campione e la lettura scende al crescere della pressione di contatto: si governa il problema con contatti a piattello largo e forza ridotta e controllata, ma il dato resta convenzionale e va dichiarato insieme alla forza applicata. L’ultrasuono non tocca il pezzo con forza apprezzabile, però su materiali molto attenuanti l’eco può sparire. Sui pezzi verniciati o rivestiti il comparatore somma substrato e rivestimento in un unico numero, mentre la modalità multi-eco isola il metallo base misurando fra echi successivi di fondo, escludendo lo strato organico. Sulle geometrie chiuse, tubi, bombole e serbatoi, la forcella semplicemente non entra e l’ultrasuono resta l’unica opzione.

Ripetibilità, taratura e tracciabilità del riferimento

La tracciabilità si costruisce diversamente. Il comparatore si verifica con blocchetti pian paralleli certificati o spessori campione: la catena è puramente dimensionale, riconducibile a un riferimento di lunghezza, e su acciaio rigido si ottiene facilmente una ripetibilità entro pochi micrometri con risoluzione 0,001 mm. Lo spessimetro a ultrasuoni si tara su blocchi a gradini e, per essere corretto, richiede anche un riferimento di velocità sul materiale reale: la sua incertezza tipica su acciaio pulito si colloca intorno a ±0,05-0,1 mm, degradando con rugosità, curvatura e temperatura. Le norme di riferimento sono distinte: la famiglia ASTM E797 e la UNI EN ISO 16809 per la misura a contatto con ultrasuoni, le prescrizioni dimensionali sui comparatori e i loro campioni per la via meccanica.

Controllo dimensionale ultrasuoni o comparatore meccanico: criteri di scelta

Nessuno dei due metodi domina l’altro. Decide la geometria del pezzo, prima di tutto: se manca l’accesso al secondo lato la scelta è già fatta, e viceversa un foglio sottile a bordo libero si controlla più rapidamente e con meno incertezza con la forcella. Poi decide la tolleranza: sotto il centesimo di millimetro la via meccanica resta più solida. Infine decide la stratigrafia: con vernici o rivestimenti da escludere serve il multi-eco. I due metodi convivono spesso nello stesso flusso di collaudo, con il comparatore usato come riferimento su un campione tagliato del lotto per determinare la velocità del suono effettiva, che viene poi caricata sullo spessimetro per misurare i pezzi interi senza distruggerli.

CriterioUltrasuoniComparatore meccanico
Accessibilitàun solo lato, nessun limite di distanza dal bordo, serve accoppiantedue lati liberi, limitata dalla profondità di gola
Incertezza tipica±0,05-0,1 mm su superficie pulita, peggiora con rugosità e curvaturapochi micrometri su materiali rigidi, risoluzione 0,001 mm
Dipendenza dal materialeserve la velocità del suono; rivestimenti gestiti in multi-ecoindipendente dal materiale; somma substrato e rivestimento
Casi d’usotubi, serbatoi, corrosione, pannelli larghi, pezzi verniciatilamiere e fogli a bordo libero, materiali comprimibili con forza nota, collaudo rapido a banco

Per approfondire le prestazioni degli strumenti a doppio cristallo e le modalità di misura attraverso rivestimento, la pagina dedicata agli spessimetri ad alta precisione e multi-eco raccoglie criteri di configurazione, sonde e campi di impiego.

Prodotti utilizzati in questa applicazione

Spessimetro a ultrasuoni Dakota NDT PMX2-DL con sonda a doppio cristallo

SPESSIMETRI A ULTRASUONI DAKOTA NDT

Dakota PMX2-DL

Spessimetro a doppio cristallo con display grafico, misura attraverso rivestimento in modalità multi-eco, risoluzione 0,01 mm, velocità del suono impostabile e memoria interna con scarico dati per la tracciabilità dei collaudi.

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Comparatore meccanico digitale a forcella Kaefer JD 100 vista dall’alto

SPESSIMETRI A CONTATTO KAEFER

Kaefer JD 100

Comparatore digitale a forcella con risoluzione 0,001 mm, lettura immediata senza impostazione del materiale, contatti intercambiabili piani o sferici e uscita dati per la registrazione dei valori a banco.

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