La prova di pelatura misura la forza necessaria a separare due superfici unite lungo una linea di distacco che avanza a velocità costante. È il controllo di riferimento per nastri adesivi, etichette, film protettivi, laminati flessibili e giunzioni incollate, perché restituisce un valore direttamente confrontabile con una specifica di capitolato. Capire come misurare forza di strappo e pelatura significa però governare tre variabili che pesano quanto e più dello strumento: l’angolo di distacco, la velocità di allontanamento e la larghezza effettiva del provino.
Le configurazioni normalizzate sono poche e non sono intercambiabili. La pelatura a 180° secondo ASTM D3330 e ISO 29862 vale per nastri autoadesivi applicati su un pannello rigido; la pelatura a 90° separa il contributo adesivo da quello di flessione del supporto ed è preferita sui film sottili; il T-peel di ASTM D1876 si usa quando entrambi i lati sono flessibili e nessuno dei due può essere vincolato a un piano. Cambiare configurazione cambia il numero, non la qualità dell’adesivo.
A questo si aggiunge la natura del segnale: il diagramma non è una curva regolare ma una successione di picchi e valli, che ISO 6133 insegna a mediare con regole precise. Un valore riportato senza dichiarare angolo, velocità, larghezza, condizionamento e modo di rottura non è un dato di prova, è un’impressione. Le pagine che seguono ricostruiscono la sequenza operativa completa, dalla preparazione del campione alla verifica periodica della catena di misura.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
Preparazione dei provini e condizionamento
Si parte dal taglio: strisce a bordi netti, larghezza costante lungo tutta la corsa e nessuna incisione laterale, perché ogni intaglio innesca una rottura anticipata. ASTM D3330 e ISO 29862 lavorano su larghezze normalizzate, tipicamente 24 o 25 mm; se il prodotto reale ha larghezza diversa, la si dichiara e si normalizza il risultato in newton per unità di larghezza. Il pannello di prova va sgrassato con solvente e asciugato, poi si applica il campione con un rullo di massa nota, passate lente e senza pressione aggiuntiva della mano. Segue il condizionamento: atmosfera standard a 23 °C e 50 % di umidità relativa, e soprattutto un tempo di stazionamento definito fra applicazione e prova, perché gli adesivi sensibili alla pressione continuano a bagnare il substrato per ore. Venti minuti e ventiquattro ore danno risultati diversi sullo stesso materiale: il tempo è un parametro di prova, non un dettaglio organizzativo.
Come misurare forza di strappo e pelatura: scelta del metodo
La configurazione si sceglie in base alla rigidezza dei due aderendi. Con un supporto flessibile su substrato rigido si adotta la pelatura a 180°, la più semplice da allestire e la più usata nelle specifiche dei nastri. Quando il supporto è sottile o poco resistente si passa ai 90° con slitta mobile, che mantiene costante l’angolo mentre il fronte di distacco avanza ed evita di sommare al risultato il lavoro di piegatura. Se entrambi i lati sono flessibili si usa il T-peel di ASTM D1876. Poi si imposta la macchina: cella di carico dimensionata perché il valore atteso cada fra il 10 % e il 90 % del fondo scala, velocità della traversa fissata dalla norma o dal capitolato, in genere 300 mm/min per gli autoadesivi, corsa utile e tratto iniziale da escludere. Afferraggi allineati, senza precarico e senza slittamento.
Esecuzione della prova e numero di repliche
Si stacca a mano un tratto iniziale sufficiente ad afferrare il lembo, si serra il morsetto e si azzera la forza a provino già montato ma non teso. La corsa comincia lenta e prosegue a velocità costante fino a coprire il tratto utile previsto, di norma almeno 100 mm dopo la zona di innesco. Il primo tratto va scartato: contiene il transitorio di avviamento e non rappresenta il regime di distacco. Durante la corsa si osserva se il fronte avanza in modo regolare o a scatti, fenomeno tipico degli adesivi a comportamento stick-slip. Le repliche sono almeno cinque per lotto, prelevate in posizioni diverse della bobina o del pannello e non tutte consecutive, così da intercettare anche la variabilità trasversale. Ogni provino si usa una sola volta e non si riapplica mai su un tratto già pelato.
Lettura del diagramma e criterio di accettazione
Il tracciato è una successione irregolare di picchi. ISO 6133 stabilisce come trattarlo: sotto un certo numero di picchi si media il valore dei massimi individuati, oltre quella soglia si passa alla media integrale della forza sul tratto utile. La regola va scelta prima della prova e mantenuta per tutte le repliche, altrimenti i confronti fra lotti non hanno senso. Il risultato si esprime in N/25 mm oppure in N/mm di larghezza, accompagnato da media, deviazione standard e valore minimo. Al numero va sempre affiancato il modo di rottura osservato: adesiva all’interfaccia, coesiva nello strato di adesivo, oppure con lacerazione del supporto. Due lotti con la stessa forza media ma rottura diversa non sono equivalenti. Il criterio di accettazione unisce quindi una soglia numerica e un modo di rottura ammesso, come richiede la valutazione delle giunzioni e dei tessuti spalmati secondo ISO 4674.
Registrazione dei dati e verifica periodica del banco
Il rapporto di prova deve permettere a un altro laboratorio di ripetere la misura. Vanno registrati: identificazione del lotto e del substrato, larghezza reale del provino, angolo, velocità della traversa, tempo e condizioni di condizionamento, massa del rullo di applicazione, regola di media adottata, valori delle singole repliche, modo di rottura, operatore e data. Un tracciato salvato senza questi metadati è inutilizzabile a distanza di mesi.
La catena di misura richiede una taratura periodica della cella di carico con masse o dinamometro campione riferibili, oltre a una verifica intermedia della velocità della traversa e dello stato degli afferraggi, che con l’uso perdono mordente e falsano i risultati per slittamento. Registro degli interventi, certificati e criteri di riferibilità completano il quadro documentale. Per inquadrare grandezze, metodi e strumenti di questa famiglia di controlli è utile la pagina dedicata alla forza di strappo e pelatura.
Categorie di prodotto correlate
PROVE SU FILM E IMBALLAGGI
Sistemi per prove su film adesivi e imballaggi
Raccoglie i banchi e gli accessori dedicati alle prove di pelatura e distacco su nastri, etichette, film e laminati flessibili: slitte a 90°, afferraggi per materiali sottili e sistemi di acquisizione del diagramma forza-corsa richiesti dai metodi normalizzati.
PROVE SU SALDATURE
Sistemi per prova su terminali, saldature e imballaggi
Comprende banchi e attrezzature per verificare la tenuta di giunzioni saldate, terminali crimpati e sigillature di confezioni. È la categoria di riferimento quando il distacco da valutare riguarda una saldatura di film o un collegamento meccanico anziché un adesivo.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.








Devi effettuare l'accesso per postare un commento.