Home —» Tessile, carta e imballaggio: che cosa chiede il capitolato del committente

Tessile, carta e imballaggio: che cosa chiede il capitolato del committente

Imballaggio film termoretraibile pallet

Nel tessile, nella carta e nell’imballaggio il committente compra una prestazione percepita: un colore, una mano, una tenuta. Il capitolato deve tradurla in un numero. Come si decide che cosa misurare, quando serve un campione firmato e che cosa fare se il lotto viene contestato.

Un lotto di tessuto per divise arriva al magazzino del committente e viene respinto in mezza giornata. Nessuno ha misurato niente: due pezze sono state appoggiate una accanto all'altra sotto la luce del banco di accettazione, e la differenza si è vista. Il fornitore riapre il fascicolo e trova ogni rilievo in regola, dentro le tolleranze scritte nell'ordine. Il problema non è il controllo: la specifica misurava una cosa e il cliente ne stava giudicando un'altra. È il punto debole dei controlli richiesti dal capitolato su tessile, carta e imballaggio.

È la situazione tipica della filiera. Chi compra tessuto, carta, cartone o film da imballaggio compra quasi sempre una prestazione percepita: un colore, una mano, una tenuta, una stampa che non cambia dalla prima all'ultima copia. Il capitolato deve tradurre quella percezione in una grandezza che due laboratori diversi leggano allo stesso modo. La parte difficile non è lo strumento: è decidere che cosa misurare perché il numero corrisponda a ciò che verrà giudicato con gli occhi e con le mani.

Quando la traduzione non riesce del tutto, e capita spesso, l'unico appoggio solido è un campione di riferimento fisico approvato da entrambe le parti, con regole scritte su come si conserva e su quando smette di valere. Intorno a questo ruotano i punti che seguono: da dove arriva il requisito, che cosa il committente pretende di poter verificare, quali clausole restano ambigue, come si dirime una contestazione e che cosa sopravvive alla consegna.

Banner supporto tecnico richiesta assistenza

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?

Chi decide la tinta di riferimento: capitolato, norma tessile e ordine non dicono sempre la stessa cosa

Nel tessile e nel cartotecnico il requisito arriva quasi sempre da più sorgenti, e non tutte hanno lo stesso peso. C'è il capitolato tecnico del committente, che descrive l'articolo e le sue prestazioni; c'è la conferma d'ordine, che spesso è più recente e più sintetica; ci sono le norme di metodo richiamate, come la UNI EN ISO 105 per la solidità del colore o la UNI EN ISO 536 per la grammatura; e c'è, non scritto da nessuna parte, il campione approvato in offerta.

La sorgente più pericolosa è l'ultima: nella pratica è quella che il committente considera vincolante anche quando il documento non lo dice. Conviene fissare in fase di accordo una gerarchia esplicita fra i documenti e stabilire se il campione firmato prevalga sul valore numerico o viceversa. Quando la norma richiamata è solo di metodo, va detto quale criterio di accettazione si applica: descrive come si esegue la prova, non quale risultato sia accettabile per quell'articolo.

La mano del tessuto e la tenuta della saldatura: quali affermazioni devono reggere alla verifica

Il committente non chiede un archivio: chiede di poter risalire, partendo da una pezza o da una bobina, a un'affermazione sostenuta. La distinzione che conta è fra «abbiamo controllato» e «possiamo dimostrarlo»: la seconda richiede che ogni numero sia riconducibile a un campione identificato, prelevato in un punto noto, condizionato in modo dichiarato e misurato con uno strumento di cui si conosce lo stato di verifica.

Le affermazioni tipiche di questa filiera sono poche e ricorrenti: che la grammatura media del lotto rientra nella tolleranza dichiarata, che la tinta si mantiene entro uno scostamento definito lungo tutta la tiratura, che l'umidità della carta al momento della consegna era quella prevista, che la sigillatura regge una sollecitazione dichiarata. Ognuna, per reggere, ha bisogno di tre elementi che il capitolato dovrebbe pretendere: il punto di prelievo, le condizioni di prova e il numero di rilievi su cui il valore è costruito.

Dal condizionamento alla tolleranza di tinta: i controlli richiesti su tessile, carta e imballaggio che il capitolato lascia a metà

Alcune clausole ricorrono e sono quasi sempre incomplete. La prima è la grammatura: un valore in grammi al metro quadro senza l'atmosfera di prova non è confrontabile, perché il materiale scambia umidità con l'ambiente. La UNI EN ISO 139 per i tessili e la UNI EN ISO 187 per carta e cartone definiscono l'atmosfera normale di condizionamento: se il capitolato non la richiama, fornitore e cliente misurano due materiali diversi.

La seconda è la tolleranza di tinta. Una tolleranza dichiarata sul primo foglio approvato dice poco su una tiratura lunga: serve una tolleranza di deriva, cioè quanto lo scostamento può crescere fra inizio e fine, e con quale frequenza si campiona. La terza è la prova che simula il trasporto: chiedere che l'imballo «resista alla movimentazione» non prova nulla se non sono dichiarate la sollecitazione applicata e la sua durata.

Quando il brand rimanda indietro la pezza: chi ripete la prova e su quale campione

La contestazione, in questa filiera, nasce quasi sempre da un confronto visivo o tattile, non da un numero. Il primo passo utile è ricondurla a una grandezza: chiedere su quale caratteristica il lotto sia giudicato non conforme e con quale metodo sia stata verificata. Spesso emerge che il committente ha valutato il materiale in condizioni ambientali diverse dalle nostre, o su un campione prelevato al bordo della bobina, dove le variazioni sono fisiologiche.

Il secondo passo è il campione di riferimento. Se ne esistono due copie firmate, una per parte, la verifica si fa su quelle; se la copia del cliente è stata conservata alla luce o oltre la scadenza concordata, il confronto perde valore. Quando le due misure restano distanti si ricorre a un laboratorio terzo, indicato prima e non durante la lite, con il metodo e il numero di rilievi già definiti. Chi sostiene il costo della riprova è una questione da fissare nell'accordo iniziale, non da improvvisare.

Che cosa resta nel magazzino campioni quando la bobina è già partita

Con la fornitura viaggia poco: un documento sintetico con l'identificazione del lotto, i valori rilevati sulle caratteristiche concordate, le condizioni di prova e il riferimento al campione approvato. Il resto rimane in azienda, e serve solo se è ritrovabile. La conservazione dei campioni testimone, con data di prelievo e scadenza dichiarata, è spesso l'unico elemento che permette di richiudere una contestazione mesi dopo.

Sul merito tecnico delle singole prove non torniamo qui. Se la domanda è come si tiene la tinta costante dal primo all'ultimo foglio di una tiratura, la risposta operativa sta in Controllo del colore in stampa: tenere la tinta lungo tutta la tiratura. Se il punto è perché grammatura e dimensioni cambiano fra il nostro laboratorio e quello del cliente, il tema è l'acqua contenuta nel materiale, sviluppato in Umidità di tessuti e carta: i controlli che fanno la differenza.

Quando la clausola riguarda la tenuta di una saldatura o il comportamento dell'imballo nella movimentazione, le modalità di prova sono descritte in Prove su imballaggi e sigillature; e se il disaccordo nasce a monte, cioè dal modo in cui il provino è stato ricavato dal rotolo, conviene partire da Taglio e preparazione dei campioni: il passo che decide la prova, perché un taglio irregolare falsa la grammatura prima ancora della bilancia.

Il quadro completo delle applicazioni di controllo per questa filiera è raccolto nella pagina Tessile, carta, stampa e imballaggio.

Categorie di prodotto correlate

Linea di produzione di rotoli di carta

GRAMMATURA E PESO AL METRO QUADRO

Strumenti per grammatura e peso al metro quadro

Raccoglie gli strumenti per determinare il peso per unità di superficie di carta, cartone e tessuti. È la categoria pertinente quando il capitolato fissa una grammatura nominale con una tolleranza e il dato va confrontato fra fornitore e committente.

→ Vai alla categoria

Macchina per la produzione di lattine

PROVE SU FILM ADESIVI E IMBALLAGGI

Sistemi per prove su film adesivi e imballaggi

Comprende i sistemi per verificare tenuta, adesione e resistenza di film, sigillature e confezioni. Serve quando la specifica richiede una prova che simuli la movimentazione, con sollecitazione e durata dichiarate e ripetibili da entrambe le parti.

→ Vai alla categoria

Maggiori informazioni e contatti

Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin

Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un'offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.

Scopri di più da INNOVACHECK

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere