Una nave conserva la propria classe finché il metallo che la compone resta sopra i limiti fissati dall’ente di classificazione. Con gli anni la corrosione, l’abrasione dei carichi e il dilavamento delle casse di zavorra riducono le sezioni resistenti, e l’unico modo per sapere quanto materiale sia rimasto è misurarlo. Per questo il tema spessore di scafi e paratie controllo qualità non è un’attività di manutenzione ordinaria ma un adempimento regolamentare, il cui esito determina se la nave possa continuare a navigare, con quali prescrizioni e con quale programma di rinnovo strutturale.
La campagna di misura, comunemente chiamata gauging, si svolge secondo una griglia di punti che non decide l’armatore: la definisce il regolamento dell’ente, in funzione dell’età della nave, del tipo di trasporto e dell’area strutturale considerata. Le letture vanno eseguite da una società riconosciuta, con operatori qualificati, sotto la sorveglianza del surveyor.
Il risultato confluisce in un documento formale, il thickness measurement report, che accompagna la pratica di rinnovo e ha valore contrattuale verso l’ente, l’assicuratore e chiunque acquisti la nave. Questo articolo descrive come si imposta la campagna, chi può eseguirla, quali criteri governano l’accettazione e come la documentazione regge nel tempo.

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Perché il rinnovo di classe si gioca sul metallo residuo
Nel settore navale la conseguenza di una misura sbagliata non è un difetto di prodotto, ma la sospensione della classe. L’ente di classificazione mantiene il certificato solo se le strutture resistenti conservano una riserva sufficiente rispetto ai valori di progetto: fasciame, ponti, paratie trasversali e longitudinali, madieri e correnti concorrono alla resistenza globale dello scafo, e ognuno di essi ha una soglia propria. Sottostimare la corrosione significa lasciare in servizio una nave con margine strutturale inferiore a quello dichiarato; sovrastimarla significa imporre sostituzioni di lamiera costose e non necessarie, con settimane di bacino aggiuntive. La risoluzione IMO MSC.289(87) definisce l’impianto dei criteri di spessore minimo per le navi soggette al programma di ispezioni rafforzate, mentre i regolamenti unificati IACS fissano il modo in cui la misura va condotta. Il controllo, in altre parole, è parte del regime autorizzativo della nave, non un servizio accessorio.
Dove nasce la campagna di gauging nel ciclo di vita della nave
L’esigenza compare presto e cresce con l’età. Alla consegna dal cantiere gli spessori sono quelli di costruzione e costituiscono il riferimento iniziale; già dalle prime visite periodiche il quadro si arricchisce di rilievi a campione, mentre è con le visite di rinnovo, e in particolare con quelle di età più avanzata, che l’estensione delle letture diventa sistematica. Il momento in cui la campagna si pianifica non coincide con quello in cui si esegue: il survey planning meeting fra armatore, società di misura ed ente precede l’entrata in bacino e fissa aree, accessi, ponteggi e sequenze. Chi arriva in bacino senza quel piano scopre in ritardo che una cassa non è ispezionabile o che una zona richiede letture aggiuntive, e paga il ritardo in giorni di fermo. La campagna, quindi, nasce a tavolino mesi prima della prima lettura.
Spessore di scafi e paratie: controllo qualità e criteri di accettazione
Si misura lo spessore residuo del materiale e lo si confronta con quello di costruzione. La differenza è il consumo, o wastage; il limite che quel consumo non può superare è la diminution allowable, espressa dal regolamento dell’ente in percentuale dello spessore originario oppure come spessore minimo ammissibile. I valori non sono universali: cambiano con l’elemento strutturale, con il tipo di nave e con il regolamento applicabile, e vanno letti sulle tabelle dell’ente competente, mai assunti per analogia. Accanto al limite sul singolo punto esistono criteri sul valore medio di un pannello e sulla riduzione complessiva della sezione maestra. La misura si esegue a ultrasuoni secondo UNI EN ISO 16809 ed EN 14127, con taratura sul materiale e compensazione dello stato superficiale: ruggine e vecchia pittura vanno rimosse, altrimenti la lettura è falsata.
Come si organizza la campagna: griglia dei punti, operatori, periodicità
La griglia non è libera. L’ente prescrive quali sezioni trasversali esaminare, quante fasce di fasciame per ciascuna, quali paratie e in quali corsi, e impone di infittire le letture dove il degrado è atteso o già osservato: casse di zavorra, zone di alternanza bagnato-asciutto, cielo delle stive, piede delle paratie. Ogni punto va identificato in modo univoco su uno schema strutturale, perché il confronto fra visite successive ha senso solo se si misura nello stesso posto. Le letture spettano a operatori qualificati secondo ISO 9712 nel metodo ultrasonoro, appartenenti a una società di misura riconosciuta dall’ente, e si svolgono in presenza o sotto controllo del surveyor. La periodicità segue il calendario delle visite di classe; rilievi intermedi si aggiungono dopo contatti, riparazioni o esiti che abbiano dato luogo a raccomandazioni.
Il thickness measurement report come documento contrattuale
Il rapporto di misura è l’esito che resta. Riporta l’identificazione della nave e della visita, gli schemi strutturali con i punti numerati, gli spessori di costruzione, quelli rilevati e il consumo calcolato, gli strumenti impiegati con i relativi certificati di taratura, i nominativi e le qualifiche degli operatori, e la firma del surveyor che lo accetta. Da quel documento discendono le sostituzioni di lamiera da eseguire prima del rilascio del certificato e le eventuali prescrizioni con scadenza.
Il rapporto vive oltre il bacino: entra nella due diligence di una compravendita, nel dialogo con l’assicuratore e nel confronto con la campagna successiva, che ne ricava il tasso di corrosione annuo. Per questo va conservato in forma integrale, con i dati grezzi e non solo con le sintesi. Per un quadro delle applicazioni e degli strumenti impiegati a bordo si veda la pagina dedicata allo spessore di scafi e paratie.
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