Il display segna 118 e non si muove. Il valore è stabile da dieci minuti, si ripete su tre letture consecutive, non oscilla di più di un’unità. Sembra un dato buono, e in effetti ha tutte le caratteristiche formali di un dato buono: stabile, ripetibile, plausibile per quel tipo di impianto. Non descrive però ciò che esce dal camino. Due metri a monte del sensore, dentro il tubo di prelievo, si è formata una pellicola d’acqua che trattiene una parte del gas solubile prima che arrivi alla cella. L’assorbimento è costante, quindi anche l’errore è costante: nulla nella lettura lo segnala.
È la condizione che rende insidiosa la misura al camino. Qui lo strumento non tocca ciò che misura: il gas viene prelevato in un punto scelto, condotto in una linea, raffreddato, essiccato, filtrato, e solo alla fine letto. In ognuno di quei passaggi il campione cambia. Il numero finale non descrive l’effluente, descrive il campione che è arrivato al sensore dopo un percorso che l’operatore ha progettato, spesso senza accorgersene.
I cinque errori nei sistemi per misura di emissioni e fumi industriali descritti qui sotto non riguardano la cella elettrochimica o l’analizzatore ottico: riguardano ciò che succede al gas prima di essere letto e ciò che succede al numero dopo essere stato letto. Sono errori sistematici, cioè non si vedono ripetendo la misura. Si vedono soltanto ricostruendo la catena.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
La sezione di prelievo non è un punto qualsiasi del condotto
Il primo errore si commette prima di accendere lo strumento, scegliendo dove praticare il foro. Un prelievo subito a valle di una curva, di una serranda o dell’immissione di un secondo flusso lavora in una zona dove il profilo di velocità non è sviluppato e la concentrazione non è omogenea sulla sezione. In quelle condizioni un punto singolo non rappresenta la sezione: rappresenta sé stesso. Il dato risulta stabile, perché la disomogeneità è stazionaria, ma può discostarsi in modo rilevante dal valore medio reale. La UNI EN 15259 stabilisce i requisiti dei siti e delle sezioni di misura proprio per questo motivo, indicando tratti rettilinei a monte e a valle e criteri per verificare l’omogeneità del flusso. Prima di misurare si verifica la sezione; se non è conforme, lo si scrive nel rapporto invece di sanare il problema con una media di comodo.
Condensa in linea: gli errori dei sistemi di prelievo per la misura di emissioni e fumi industriali
I fumi escono caldi e umidi. Se il tubo di prelievo, il raccordo o il filtro scendono sotto il punto di rugiada, dentro la linea si forma acqua liquida, e l’acqua liquida non è inerte: scioglie i composti solubili. Le specie acide e i gas polari vengono trattenuti lungo il percorso e arrivano alla cella in concentrazione ridotta. L’analizzatore non ha modo di accorgersene, perché legge correttamente il gas che gli viene consegnato. La contromisura non è una correzione a posteriori ma una linea riscaldata mantenuta sopra il punto di rugiada fino al condizionamento, un essiccatore che porti il campione a temperatura controllata in modo riproducibile, e la verifica periodica di tenuta e di tempo di risposta dell’intera linea, non del solo strumento. La UNI EN 14181 imposta i controlli di qualità su tutto il sistema di misura, linea compresa.
Il riferimento all’ossigeno cambia il numero, non l’effluente
La concentrazione letta dipende da quanta aria è entrata nel processo. Una infiltrazione a valle della combustione diluisce i fumi: la concentrazione misurata scende senza che la massa emessa sia cambiata di un grammo. Per questo il dato grezzo, da solo, non è confrontabile con nulla, e va normalizzato a un tenore di ossigeno di riferimento coerente con il tipo di impianto. Gli errori qui sono due, opposti e ugualmente frequenti: applicare la correzione a un valore che era già normalizzato, oppure riportare il valore grezzo come se fosse normalizzato. Il secondo è il più difficile da scoprire, perché il numero resta plausibile. La regola operativa è che ogni valore registrato porti accanto, sempre, l’ossigeno misurato e l’ossigeno di riferimento usato per la correzione.
Base secca e base umida: due dati che non si confrontano
Quasi tutti gli analizzatori estrattivi leggono il gas dopo averlo essiccato: il risultato è espresso su base secca. Molte misure in situ, invece, leggono i fumi tal quali, con il loro vapore acqueo, e restituiscono un valore su base umida. La differenza non è una sfumatura: il vapore occupa una frazione del volume, e quella frazione può essere consistente sui processi di combustione. Confrontare una serie storica su base secca con un rilievo su base umida, o sommare i due nello stesso prospetto, produce uno scostamento che verrà attribuito all’impianto invece che al metodo. Il tenore di umidità va determinato e registrato, e ogni valore va etichettato con la base a cui si riferisce. La UNI EN ISO 16911 tratta velocità e portata negli effluenti gassosi, dove la stessa distinzione ritorna nel calcolo dei flussi di massa.
Isocinetismo: quando l’ugello sceglie le particelle al posto tuo
Il quinto errore riguarda la polvere. Il prelievo del particolato è corretto solo se la velocità del gas all’ingresso dell’ugello uguaglia quella del flusso nel condotto. Se l’aspirazione è troppo debole, il gas devia attorno all’ugello ma le particelle più grandi, per inerzia, ci entrano lo stesso e vengono sovracampionate. Se è troppo forte, accade il contrario e la frazione grossolana viene persa. In entrambi i casi il filtro pesa qualcosa di reale, e proprio per questo l’errore non si manifesta come anomalia. La UNI EN 13284 definisce il metodo per la determinazione della polvere e richiede la verifica dell’isocinetismo entro una tolleranza dichiarata.
Il filo comune dei cinque errori è che nessuno di essi rende il dato instabile: lo rendono falso e coerente. Per questo la registrazione deve conservare la catena e non il solo risultato: sezione, linea, condizionamento, ossigeno, base, isocinetismo. Se un controllo non passa, va dichiarato, perché una dichiarazione di conformità non è una prova e lo scostamento non si motiva come variante accettabile. Una panoramica degli strumenti impiegati lungo questa catena è raccolta nella pagina dedicata ai sistemi per misura emissioni e fumi industriali.
Categorie di prodotto correlate
ANALIZZATORI DI COMBUSTIONE
Analizzatori di combustione
Strumenti portatili che leggono i gas di combustione tramite celle dedicate e sonda di prelievo. Sono pertinenti perché condividono con la misura al camino la stessa catena critica: sonda, linea, condensa e riferimento all’ossigeno del campione analizzato.
PARTICOLATO E POLVERI
Misuratori di particolato e polveri
Apparecchi per la determinazione della frazione solida sospesa, per via gravimetrica o ottica. La categoria è pertinente perché il campionamento isocinetico e la selezione dimensionale delle particelle governano il risultato più del rivelatore.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.








Devi effettuare l'accesso per postare un commento.