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Comfort e qualità dell’aria interna: misurare quello che le persone sentono

Analizzatore automatico laboratorio

Perché in un edificio conforme gli occupanti si lamentano lo stesso: indici PMV e PPD, asimmetria radiante e correnti d’aria come cause di discomfort locale, rilievo sulle postazioni occupate e questionario accanto alla misura, fino alla chiusura documentata della lamentela.

Negli edifici terziari la lamentela sul clima interno arriva quasi sempre dopo il collaudo, quando l’impianto è stato accettato e i valori registrati rientrano nei limiti. È la situazione più scomoda per chi gestisce l’immobile: la documentazione dice che tutto è conforme, gli occupanti dicono il contrario, e nessuno dei due ha torto. Il comfort e qualità dell’aria interna controllo qualità nasce proprio da questa distanza fra il numero letto dallo strumento e la sensazione riferita da chi lavora nell’ambiente.

La distanza non è un difetto della misura. Temperatura dell’aria, umidità relativa e concentrazione di anidride carbonica descrivono solo una parte di ciò che il corpo percepisce: restano fuori la temperatura media radiante, l’asimmetria fra superfici affacciate, la velocità locale dell’aria e la sua turbolenza. Un ambiente a ventidue gradi con una vetrata fredda e una bocchetta mal orientata può risultare sgradevole pur restando dentro ogni soglia di capitolato.

Le norme tecniche affrontano il problema con indici che sintetizzano più grandezze e con categorie di ambiente, non con singole soglie. Accanto alla misura resta necessario un rilievo soggettivo strutturato, perché il giudizio degli occupanti è il dato che l’indice tenta di prevedere. Questo articolo descrive come impostare la verifica del comfort percepito in un edificio in esercizio e come gestire una lamentela senza fermarsi al valore medio.

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Comfort e qualità dell’aria interna: il controllo qualità parte dalla percezione

Nel settore delle costruzioni e degli impianti il comfort è una prestazione contrattuale, non un’opinione. Un ambiente giudicato inadeguato dagli occupanti genera reclami, richieste di intervento sull’impianto, consumi in eccesso per compensare con la regolazione un difetto che sta altrove, e in alcuni casi contenzioso con l’appaltatore. Sbagliare la verifica significa intervenire sulla variabile sbagliata: si abbassa la temperatura di mandata quando il problema è l’asimmetria radiante di una parete vetrata, oppure si aumenta la portata quando la lamentela nasce da una corrente d’aria locale. La UNI EN ISO 7730 e la UNI EN 16798-1 impostano il giudizio su categorie di ambiente e su indici sintetici, riconoscendo che nessun parametro preso da solo descrive la sensazione termica. Il controllo di qualità serve a collegare il reclamo alla grandezza che lo ha davvero prodotto.

Dove nasce il divario lungo la vita dell’edificio

Il divario fra dato e percezione si forma per gradi. In progetto si fissano categorie di ambiente e portate di rinnovo secondo la UNI 10339, calcolate su un’occupazione teorica. In cantiere cambiano l’orientamento delle bocchette, la posizione dei corpi scaldanti e le stratigrafie effettive delle superfici. Alla consegna l’edificio è vuoto, senza carichi interni e senza arredi, e le misure risultano favorevoli. Il divario emerge nei primi mesi di esercizio, quando compaiono densità di occupazione reali, postazioni addossate alle vetrate, apparecchiature che scaldano e schermature usate in modo diverso dal previsto. Una seconda fase critica arriva con il cambio di layout o di destinazione d’uso: le stesse bocchette servono ora postazioni collocate altrove, e un impianto corretto in origine produce correnti d’aria dove prima non ne esistevano.

Che cosa si rileva: PMV, PPD e i fattori di discomfort locale

L’indice PMV esprime il voto medio previsto su una scala a sette gradini e si calcola da sei grandezze: temperatura dell’aria, temperatura media radiante, umidità relativa, velocità dell’aria, resistenza termica del vestiario e attività metabolica. Il PPD ne deriva la percentuale prevista di insoddisfatti, che non scende mai sotto il cinque per cento: un ambiente perfettamente centrato lascia comunque una quota di persone scontente. Accanto agli indici globali la UNI EN ISO 7730 tratta i fattori di discomfort locale, ed è qui che si spiegano molte lamentele ad ambiente conforme: asimmetria della temperatura radiante fra soffitto e pavimento o verso una superficie vetrata, correnti d’aria valutate come grado di disturbo, differenza verticale di temperatura fra caviglia e testa, temperatura del pavimento. I criteri di accettazione si esprimono per categoria, non come valore unico.

Organizzare il rilievo: punti fissi, questionario, periodicità

Il rilievo si organizza sulle postazioni realmente occupate, non al centro geometrico del locale. Si definiscono punti fissi ripetibili, documentati a pianta, con le quote previste dalla UNI EN ISO 7726 per la sonda di temperatura e per l’anemometro; la stessa norma fissa i requisiti di accuratezza e i tempi di risposta degli strumenti, che vanno rispettati perché la temperatura media radiante e la velocità locale sono grandezze lente e instabili. La campagna copre le condizioni estreme di occupazione e di stagione, con registrazione continua sulle giornate tipo. In parallelo si somministra un questionario agli occupanti sulla sensazione termica e sulla percezione dell’aria, con le stesse scale usate dagli indici, così che i due risultati siano confrontabili. L’operatore va qualificato sul metodo e gli strumenti mantenuti in taratura presso un laboratorio, con verifica periodica registrata.

Documentare il giudizio e chiudere la lamentela

Il rapporto tiene insieme le due metà: serie strumentali con punti, quote, incertezze e condizioni al contorno, ed esiti del questionario con numero di rispondenti e distribuzione dei giudizi. Per gli inquinanti la serie UNI EN ISO 16000 definisce campionamento e metodi analitici, e le linee guida ministeriali sulla qualità dell’aria indoor forniscono i valori di riferimento; il rapporto deve dichiarare metodo e durata, perché un valore di picco e una media su otto ore non sono confrontabili. La chiusura della lamentela è un atto documentale: si registra la causa individuata, l’intervento eseguito e la verifica successiva nello stesso punto e nelle stesse condizioni.

Questa impostazione vale sia in accettazione sia nella gestione ordinaria dell’immobile, ed è ciò che rende difendibile un giudizio di conformità anche davanti a un reclamo. Per un quadro applicativo più ampio si veda la pagina dedicata a Comfort e qualità dell’aria interna.

Gli strumenti del nostro catalogo per questa verifica

Delle sei grandezze che entrano nell’indice PMV il nostro catalogo ne copre quattro: temperatura dell’aria, umidità relativa, punto di rugiada e temperatura di una superficie. Va detto con chiarezza che nessuno degli strumenti qui sotto calcola il PMV, che richiede anche la temperatura media radiante e la velocità dell’aria.

Sono quattro degli ingressi dell’indice, e le grandezze con cui si documenta il confronto fra la postazione e il giudizio degli occupanti. La temperatura del pavimento e quella della vetrata affacciata alla scrivania — due dei fattori di discomfort locale citati sopra — sono misure di superficie, con il limite che il termometro a infrarossi dipende dall’emissività e non restituisce la temperatura media radiante.

Igrometro e misuratore di umidità Tramex MRH3

Lettura alla postazione

Tramex MRH3

Umidità relativa, temperatura e punto di rugiada dell’aria su un solo display: la lettura da fare alla scrivania occupata, non al centro geometrico del locale.

Datalogger di umidità e temperatura Tramex Feedback DL-RHTA

Le giornate tipo

Tramex Feedback DL-RHTA

Registra umidità relativa e temperatura con intervallo impostabile e memoria propria: la serie continua sulla giornata tipo, da confrontare con i questionari raccolti negli stessi giorni.

Datalogger di umidità e temperatura Tramex Feedback DL-RHTX

Aria e superficie insieme

Tramex Feedback DL-RHTX

Stessa registrazione e, con la sonda di temperatura a contatto prevista dal costruttore, la temperatura di una superficie: il pavimento o la vetrata alle spalle della postazione.

Termometro a infrarossi di superficie Tramex IRT2

Superfici, rapidamente

Tramex IRT2

Termometro a infrarossi: la temperatura di vetrate, soffitti e pavimenti letta senza contatto, punto per punto. Dipende dall’emissività e non è la temperatura media radiante.

Le famiglie complete si vedono nelle pagine di catalogo dei termoigrometri ambientali, dei termometri a infrarossi e dei sistemi di monitoraggio continuo e wireless.

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