Gli stroboscopi per macchine automatiche sono lo strumento con cui i reparti di produzione e manutenzione verificano il comportamento di un impianto mentre lavora, senza fermarlo. Confezionatrici, riempitrici, tappatrici e cartonatori muovono decine di organi sincronizzati a cadenze che l’occhio non riesce a seguire: a 600 cicli al minuto una leva che chiude con tre millimetri di ritardo è invisibile, ma produce scarti, inceppamenti e usura anomala. Fermare la macchina per ispezionarla non aiuta, perché il difetto esiste solo alla velocità di esercizio.
Lo stroboscopio risolve il problema illuminando la scena con lampi a frequenza regolabile: quando la frequenza dei lampi coincide con quella del movimento, l’organo appare fermo. Il tecnico osserva così, a macchina in marcia, la posizione reale di camme, leve, ugelli e ruote dentate, e ne misura contemporaneamente la velocità di rotazione. È una misura senza contatto, che non richiede sensori temporanei né modifiche all’impianto.
Due strumenti coprono la quasi totalità delle esigenze di reparto. Il modello a LED arriva a 120.000 lampi al minuto con regolazione di fase 0–359°, e consente quindi di posizionare l’osservazione in qualsiasi punto del ciclo meccanico. Il modello a lampada xenon, con corpo metallico antiurto e altissima intensità luminosa, è la scelta per le linee dove la luce ambiente è forte o i componenti da osservare sono minuti. Entrambi si sincronizzano con un segnale esterno da encoder o PLC, rendendo la verifica ripetibile nel tempo.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
Che cosa si osserva davvero: fase, corsa e velocità
Una macchina automatica non ha un solo movimento, ma una catena di movimenti legati fra loro da un rapporto di fase. Le tre grandezze che contano sono la velocità di rotazione dell’albero principale, la corsa lineare degli organi comandati e l’angolo di fase con cui ciascuno interviene rispetto al riferimento macchina. Un guasto meccanico non si manifesta quasi mai come un arresto: si manifesta come uno scostamento di pochi gradi su una di queste tre grandezze, che si traduce a valle in un prodotto fuori tolleranza. La luce lampeggiante le rende tutte e tre visibili contemporaneamente, in condizioni operative reali.
Come si esegue la verifica con gli stroboscopi per macchine automatiche
La sequenza operativa è sempre la stessa. Si parte dalla frequenza nominale della macchina e si affina la regolazione finché l’immagine si stabilizza: a quel punto la lettura in lampi al minuto coincide con la velocità dell’organo osservato. Si verifica poi di non essere su un sottomultiplo, dimezzando la frequenza e controllando che l’immagine resti unica. Stabilizzata la scena, si agisce sulla regolazione di fase per scorrere il ciclo grado per grado e fotografare il momento esatto in cui l’organo interviene. Con un segnale da encoder la procedura diventa automatica e i valori sono confrontabili fra un intervento e il successivo.
I difetti che emergono: sfasamenti, giochi, vibrazioni
L’osservazione stroboscopica mette in evidenza anomalie che nessun’altra tecnica rileva a macchina in moto. Un organo che trema attorno alla posizione di fermo apparente segnala gioco meccanico nella trasmissione. Un’immagine che deriva lentamente in una direzione indica uno slittamento della cinghia o un errore di rapporto. Un profilo che appare sdoppiato o sfocato rivela una vibrazione a frequenza propria, tipicamente una risonanza eccitata dalla velocità di esercizio. Ciascuno di questi tre quadri ha una causa diversa e una diversa urgenza di intervento: riconoscerli in tempo evita il fermo non programmato.
Camme e profili di movimento: la verifica del ciclo cinematico
Le macchine a camme richiedono una verifica periodica dei profili, perché l’usura del seguitore modifica progressivamente il diagramma di alzata senza dare alcun segnale evidente. Congelando il movimento in punti prestabiliti del profilo e leggendo l’angolo di fase corrispondente, si ricostruisce il diagramma reale e lo si confronta con quello di progetto. Lo stesso metodo si applica ai sistemi di presa e rilascio, dove conta l’istante di apertura più della corsa complessiva. Con sincronizzazione da encoder la lettura è indipendente dalla velocità di esercizio e quindi ripetibile a distanza di mesi.
Perché conviene rispetto ai metodi tradizionali
L’alternativa alla verifica stroboscopica è rallentare la macchina, montare sensori temporanei o smontare gli organi: tre strade che costano tempo, alterano le condizioni di prova e in alcuni casi espongono l’operatore. La misura ottica non richiede alcun contatto con le parti in movimento, non interrompe il ciclo produttivo e si esegue con un solo strumento portatile su tutte le macchine del reparto. Il ritorno si misura in ore di fermo evitate già al primo intervento di messa a punto.
Il quadro completo del principio fisico e dei criteri di scelta è raccolto nella pagina di catalogo Stroboscopi, mentre l’impiego come tecnica di misura è approfondito in Analisi del moto con stroboscopio.
Prodotti utilizzati in questa applicazione
Le tre card seguono l’ordine della procedura descritta sopra: lo strumento con cui si scorre il ciclo grado per grado, quello che resta montato a bordo macchina per ripetere la verifica nel tempo, e quello che riporta da solo la velocità rilevata sulla frequenza dei lampi. Tutti e tre congelano otticamente l’immagine: rendono osservabile la posizione reale degli organi, non ne misurano il livello vibratorio.

Messa a punto con sfasamento
SHIMPO DT-366
Stroboscopio portatile a LED a batteria. Il costruttore dichiara sfasamento da 0 a 359° e ritardo del lampo da 0 a 999 ms, campo da 30 a 120.000 lampi al minuto e ingresso per sensore esterno a impulsi: è la dotazione che serve per scorrere il ciclo e fissare l’istante in cui l’organo interviene. L’autonomia dichiarata di circa 12 ore copre un giro completo di reparto. Dati nella scheda.

Postazione fissa e ripetibilità
SHIMPO DT-311D
Stroboscopio allo xeno alimentato da rete, custodia metallica e filettatura integrata per il montaggio su treppiede o fisso: risponde al punto sulla verifica ripetibile a distanza di mesi, perché lo strumento resta nella stessa posizione e la frequenza gli viene imposta dal processo attraverso l’ingresso di trigger esterno dichiarato dal costruttore. Alimentazione e ingressi nella scheda.

Lettura assistita della velocità
SHIMPO ST-5100
Stroboscopio a LED con impugnatura a grilletto e laser di rilevamento del movimento: il costruttore dichiara che riporta direttamente la velocità rilevata sulla frequenza dei lampi, riducendo i tentativi manuali di aggancio. Resta a carico dell’operatore la conferma di non essere su un sottomultiplo. Campo, accuratezza e autonomia nella scheda.
Gli altri modelli a catalogo — a LED o allo xeno, da rete o a batteria, fino alla versione a luce nera per traccianti fluorescenti — stanno nella pagina Stroboscopi, con campi di lampeggio, sfasamenti e caratteristiche degli ingressi nelle singole schede.
Due precisazioni necessarie. La lettura della velocità con lo stroboscopio è soggetta ad ambiguità: l’immagine si stabilizza anche su sottomultipli e su armoniche della frequenza reale, ed è per questo che il testo qui sopra prescrive la controprova dimezzando la frequenza. E nessuno di questi strumenti è un dispositivo di sicurezza: un organo che appare fermo è in piena rotazione.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.