In un impianto di produzione la velocità di rotazione di un albero, di un rullo o di un ventilatore è un parametro che raramente viene misurato, e quasi sempre viene stimato. Si legge il valore impostato sull’inverter, si moltiplica per il rapporto di riduzione e si assume che il risultato corrisponda alla realtà. Quando la cinghia slitta, la frizione perde coppia o il riduttore si usura, il valore reale si discosta da quello atteso e il problema emerge soltanto a valle, sotto forma di prodotto fuori tolleranza o di fermo macchina. Capire quali tachimetri portatili ottici e a contatto come scegliere serve proprio a evitare questa catena di deduzioni.
Il principio è semplice e per questo affidabile. Nella versione ottica lo strumento emette un fascio luminoso verso un piccolo tratto di nastro catarifrangente applicato sulla parte in rotazione e conta gli impulsi di ritorno nell’unità di tempo. Nella versione a contatto un puntale conico appoggiato al centro dell’albero, oppure una ruota tachimetrica premuta su una superficie in movimento, trasmette la rotazione a un trasduttore interno che restituisce giri al minuto o metri al minuto.
I due modelli citati in questo articolo coprono entrambe le modalità. Lo Shimpo DT-2100 è la soluzione più completa, con display LCD ad alta leggibilità, memoria delle letture di massimo, minimo e ultimo valore e uscita dati verso strumentazione esterna. Lo Shimpo DT-105A è la versione essenziale della stessa famiglia, pensata per chi ha bisogno di una lettura rapida e ripetibile durante il giro di ispezione, senza funzioni di registrazione.

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Quali tachimetri portatili ottici e a contatto come scegliere: la grandezza da misurare
Il primo criterio non è il prezzo ma la grandezza che interessa davvero. Un albero, un mandrino o una girante si misurano in giri al minuto; un nastro, un filo, una lamina o un tessuto si misurano in metri al minuto, e in questo caso serve una ruota tachimetrica di circonferenza nota che converta la rotazione in avanzamento lineare. Uno strumento portatile professionale copre in genere da poche unità fino a decine di migliaia di giri al minuto in modalità ottica, con un campo più stretto in modalità a contatto perché limitato dalla resistenza meccanica del puntale. Definire in anticipo il valore minimo e quello massimo da leggere evita di acquistare uno strumento che lavora al limite del proprio campo, dove la ripetibilità della lettura peggiora sensibilmente.
Misura ottica a riflesso o misura a contatto: la procedura in campo
La procedura ottica richiede di applicare un tratto di nastro catarifrangente sulla parte in rotazione, di orientare lo strumento verso il nastro e di rimanere entro la distanza e l’angolo di lettura dichiarati: in genere da pochi centimetri fino a qualche decina di centimetri, con un disallineamento angolare contenuto. È la modalità obbligata quando l’albero è protetto da carter, quando la velocità è elevata o quando non si può toccare la macchina in movimento. La procedura a contatto prevede invece di appoggiare il puntale conico nel foro di centro dell’albero, mantenendo lo strumento coassiale e con pressione costante. Per l’avanzamento lineare si sostituisce il puntale con la ruota tachimetrica, premuta perpendicolarmente al nastro. In entrambi i casi conviene attendere la stabilizzazione del display prima di annotare il valore.
Errori di lettura e anomalie che la misura mette in evidenza
Le letture instabili raccontano quasi sempre qualcosa. Nella modalità a contatto il difetto più frequente è lo scivolamento: la ruota tachimetrica che non aderisce alla superficie, o il puntale che perde il centro, restituiscono un valore sistematicamente inferiore al reale, e l’errore cresce con la velocità. Nella modalità ottica gli errori tipici sono il nastro catarifrangente troppo lungo, che genera doppi conteggi, oppure una superficie lucida vicina al nastro che riflette e produce impulsi spuri. Una lettura che oscilla anche con strumento correttamente posizionato indica invece un problema della macchina: cinghia allentata, gioco nel riduttore, coppia irregolare del motore. Le funzioni di massimo, minimo e media servono proprio a quantificare questa oscillazione, distinguendo il disturbo di misura dalla variazione reale di velocità.
Taratura, verifica con riferimento noto e gestione dei dati
Uno strumento usato per validare un ciclo produttivo va verificato periodicamente. Il metodo più pratico consiste nel confrontare la lettura con un riferimento noto: un motore alimentato da inverter a frequenza controllata, un disco di taratura, oppure un secondo strumento con certificato di taratura tracciabile. Lo scostamento va registrato e confrontato con l’incertezza dichiarata dal costruttore, tipicamente espressa come percentuale della lettura più un numero di cifre. Quando la misura entra in un rapporto di collaudo servono la memoria interna delle letture e un’uscita dati verso computer o registratore, che eliminano la trascrizione manuale. Il tempo di aggiornamento del display, in genere frazioni di secondo, va scelto in funzione della dinamica del processo: aggiornamenti lenti mediano le variazioni rapide e le rendono invisibili.
Perché conviene rispetto alla stima indiretta della velocità
Rispetto al calcolo a partire dai dati di targa, la misura diretta con strumento portatile fornisce il valore reale sul punto che interessa, comprensivo di slittamenti e usure. Rispetto all’installazione di un encoder fisso non richiede modifiche alla macchina né fermo impianto, e lo stesso strumento serve decine di punti diversi durante il giro di manutenzione predittiva. Un’alternativa senza contatto è la misura stroboscopica, utile quando non è possibile applicare il nastro catarifrangente. Autonomia a batterie di diverse ore e corpo robusto completano un profilo d’uso pensato per l’officina.
Per il confronto completo fra le modalità di misura, gli accessori disponibili e i campi di lavoro dei singoli modelli, la pagina dedicata ai tachimetri portatili ottici e a contatto raccoglie la panoramica tecnica dell’intera gamma.
Prodotti utilizzati in questa applicazione
TACHIMETRI PORTATILI SHIMPO
Shimpo DT-2100
Tachimetro digitale portatile con misura ottica a riflesso e misura a contatto tramite puntale conico o ruota tachimetrica. Lettura in giri al minuto e in metri al minuto, display LCD, memoria di massimo, minimo e ultimo valore, uscita dati e alimentazione a batterie.
TACHIMETRI PORTATILI SHIMPO
Shimpo DT-105A
Versione essenziale della stessa famiglia, con misura a contatto e ottica, lettura in giri al minuto e in metri al minuto e funzioni di massimo, minimo e ultimo valore. Display LCD a lettura diretta, corpo robusto e autonomia a batterie per il giro di ispezione.
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