
Induzione magnetica e correnti parassite · Substrati ferrosi
Come funziona l’induzione magnetica per lo spessore dei rivestimenti
La misura per induzione magnetica dello spessore dei rivestimenti sfrutta il modo in cui un substrato ferromagnetico interagisce con il campo generato dalla bobina contenuta nella sonda. Quanto più lo strato non magnetico interposto è spesso, tanto più la sonda resta distante dal metallo e tanto più debole risulta l’accoppiamento magnetico: da questa variazione lo strumento ricava lo spessore. Il metodo presuppone quindi due condizioni, un substrato di ferro o acciaio e un rivestimento non magnetico. Per una misura corretta l’induzione magnetica per lo spessore dei rivestimenti richiede azzeramento sul substrato nudo e verifica con lamine di riferimento.
L’induzione magnetica è il principio più usato per misurare lo spessore di un rivestimento non magnetico applicato su un substrato ferroso, come la vernice o lo zinco su acciaio. È un metodo non distruttivo: appoggiando una sonda sulla superficie si legge lo spessore dello strato senza tagliarlo né rovinarlo. Il principio sfrutta il fatto che un rivestimento non magnetico allontana la sonda dal metallo ferroso sottostante, e questa distanza si traduce in una variazione misurabile del campo magnetico. Capire come funziona l’induzione magnetica aiuta a usarla correttamente, a sapere su quali materiali si applica e a evitare gli errori di misura più comuni nel controllo dei rivestimenti.
Questa pagina spiega il principio del campo magnetico, perché funziona solo su substrati ferrosi, e come si tara lo strumento. È una guida per il tecnico che controlla lo spessore dei rivestimenti.
Il principio del campo magnetico
La sonda a induzione magnetica contiene una bobina che genera un campo magnetico. Quando la sonda si appoggia su un substrato ferroso, il metallo, essendo magnetico, concentra e chiude le linee di campo, e la sonda misura l’intensità di questo accoppiamento magnetico. Se tra la sonda e l’acciaio c’è uno strato di rivestimento non magnetico, la sonda viene tenuta a una certa distanza dal metallo: più spesso è il rivestimento, più la sonda è lontana dall’acciaio, e più debole è l’accoppiamento magnetico. Lo strumento misura questa variazione e la converte in spessore del rivestimento. In pratica non misura direttamente lo strato, ma la distanza a cui il rivestimento tiene la sonda dal ferro sottostante. È un principio semplice, robusto e molto usato nel controllo della verniciatura e della zincatura.

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Perché solo su substrati ferrosi
L’induzione magnetica funziona solo se il substrato è ferromagnetico, cioè acciaio o ferro, perché il metodo si basa sull’accoppiamento del campo magnetico con il metallo. Il rivestimento, invece, deve essere non magnetico: vernici, plastiche, zinco, cromo, smalti e simili. In questa configurazione, substrato ferroso e rivestimento non magnetico, il metodo dà il meglio, ed è la situazione più comune nell’industria, dove si controlla lo spessore della vernice sull’acciaio o della zincatura. Se il substrato non è ferroso, per esempio alluminio o rame, l’induzione magnetica non si applica e si usa invece il principio delle correnti parassite. Molti strumenti moderni combinano i due principi e riconoscono automaticamente il tipo di substrato, ma è importante sapere che l’induzione magnetica è la tecnica dedicata ai substrati ferrosi.
| Elemento | Requisito |
|---|---|
| Substrato | Ferroso (acciaio, ferro) |
| Rivestimento | Non magnetico (vernice, zinco) |
| Grandezza misurata | Distanza sonda-metallo = spessore |
Taratura e condizioni d’uso
Perché la misura sia corretta lo strumento va tarato sul materiale reale. Si azzera sul substrato nudo, senza rivestimento, e si verifica con lamine di spessore noto, dette spessori campione, poste sul metallo. La taratura tiene conto delle proprietà del substrato, perché acciai diversi e trattamenti diversi possono influire leggermente sulla lettura. Contano poi alcune condizioni d’uso: la curvatura della superficie, perché su pezzi molto curvi la misura cambia e va tarata sulla stessa geometria; la rugosità, che introduce dispersione; la vicinanza ai bordi; e la pulizia della superficie. Appoggiare la sonda in modo stabile e perpendicolare, ripetere le misure e mediarle migliora l’affidabilità. Con una buona taratura e attenzione alle condizioni, l’induzione magnetica dà misure di spessore del rivestimento accurate e ripetibili.
- Usare l’induzione magnetica su substrati ferrosi.
- Verificare che il rivestimento sia non magnetico.
- Azzerare sul substrato nudo e tarare su spessori campione.
- Tarare sulla stessa curvatura del pezzo.
- Appoggiare la sonda stabile e perpendicolare.
Affidabilità della misura
L’induzione magnetica è un metodo maturo e affidabile, ma la sua accuratezza dipende dalla taratura e dal rispetto delle condizioni. Errori tipici nascono da una taratura fatta su un substrato diverso, da superfici curve o rugose non considerate, o da misure troppo vicine ai bordi. Verificare periodicamente la taratura su un riferimento e ripetere le letture riduce questi rischi. Documentare substrato, taratura e punti di misura rende i controlli confrontabili nel tempo, utile per collaudi e verifiche di qualità. Usata con metodo, l’induzione magnetica è lo strumento standard per controllare in modo rapido e non distruttivo lo spessore dei rivestimenti sull’acciaio.
Dalla tecnologia allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Induzione magnetica e correnti parassite del ramo Tecnologie e principi di misura, ed è collegato alle correnti parassite su substrati non ferrosi. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo la misura di spessore dei rivestimenti fa capo agli spessimetri magnetici e induttivi per ferrosi e non ferrosi, nella famiglia spessimetri di rivestimento e finitura superficiale. Se devi misurare lo spessore di vernice o zinco su acciaio, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti a induzione magnetica per substrati ferrosi
Sul piano degli strumenti, il principio descritto in questa pagina prende la forma di sonde che si appoggiano al rivestimento e leggono l’accoppiamento con l’acciaio sottostante. Gli spessimetri DeFelsko si distinguono per il modo in cui la sonda è realizzata: sonde intercambiabili separate dal corpo, sonda integrata nello strumento, oppure una sonda meccanica che lavora senza alimentazione.

Sonde intercambiabili
DeFelsko PosiTector 6000
Spessimetro per rivestimenti su metallo con sonde F, N e FN intercambiabili: le sonde F lavorano a induzione magnetica sui substrati ferrosi. Campo e accuratezza sono dichiarati dal costruttore sonda per sonda; corpo disponibile nelle versioni Standard o Advanced.
→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nella pagina di catalogo Spessimetri magnetici e induttivi per ferrosi e non ferrosi, nella famiglia Spessimetri di rivestimento e finitura superficiale.
Domande frequenti
La sonda genera un campo magnetico che si accoppia con il substrato ferroso. Se tra sonda e acciaio c’è un rivestimento non magnetico, la sonda è tenuta a distanza dal metallo: più spesso è il rivestimento, più debole è l’accoppiamento magnetico. Lo strumento misura questa variazione e la converte in spessore. In pratica misura la distanza a cui il rivestimento tiene la sonda dal ferro sottostante.
Perché il metodo si basa sull’accoppiamento del campo magnetico con un metallo ferromagnetico: solo acciaio e ferro concentrano le linee di campo nel modo richiesto. Il rivestimento invece deve essere non magnetico, come vernice, zinco, cromo o smalto. Se il substrato non è ferroso, per esempio alluminio o rame, l’induzione magnetica non si applica e si usa il principio delle correnti parassite.
Si azzera sul substrato nudo senza rivestimento e si verifica con lamine di spessore noto poste sul metallo. La taratura tiene conto delle proprietà del substrato, perché acciai e trattamenti diversi influiscono sulla lettura, e va fatta sulla stessa curvatura del pezzo. Contano anche rugosità, vicinanza ai bordi e pulizia della superficie; appoggiare la sonda stabile e perpendicolare e mediare le letture migliora l’affidabilità.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
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