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Clima e punto di rugiada in cantiere navale: la finestra per poter verniciare

Misuratore di umidità per scafi Tramex Skipper 5 SMM5, controllo degli scafi in cantiere navale

In cantiere navale la verniciatura si ferma per un numero: il delta fra temperatura della lamiera e punto di rugiada. Soglie, finestra operativa e registri con gli strumenti Tramex.

In un cantiere navale la verniciatura non si ferma quasi mai per la pioggia: si ferma per un numero. Clima e punto di rugiada in cantiere: il controllo qualità di questi due parametri decide se una mano di ciclo protettivo può essere applicata oppure se il turno va rinviato, con tutto quello che comporta in termini di occupazione del bacino e di programma di consegna.

La condizione fisica è semplice: quando la temperatura della lamiera scende sotto il punto di rugiada dell’aria che la circonda, sul metallo si forma un velo d’acqua invisibile. Applicare su quel velo significa compromettere l’adesione del primo strato, spesso senza che il difetto sia rilevabile a occhio nel giorno stesso. La contestazione arriva mesi dopo, quando il rivestimento si stacca a placche.

Il cantiere navale aggiunge due complicazioni che l’officina non ha: gli spazi chiusi dello scafo, dove l’aria è ferma e satura e va trattata con deumidificazione forzata, e la vicinanza al mare, che deposita sali igroscopici capaci di trattenere umidità anche quando i numeri ambientali sembrano in regola. Per questo la finestra operativa si costruisce sul substrato metallico, non sul bollettino meteo.

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Clima e punto di rugiada in cantiere: il controllo qualità che apre o chiude il turno

In cantiere navale il costo dello sbaglio non è il barattolo di vernice: è il bacino. Un ciclo applicato in condizioni non conformi va rimosso e rifatto, e la rimozione avviene quando la nave dovrebbe già essere in acqua. Il committente e l’ente di classificazione non discutono l’aspetto del film, discutono i registri ambientali del giorno di applicazione. Se quei registri mancano o mostrano un delta insufficiente fra temperatura del metallo e punto di rugiada, l’applicazione è formalmente non accettabile anche quando la superficie è visivamente perfetta. La ISO 12944-7 stabilisce le condizioni di applicazione dei cicli, mentre la ISO 8502-4 fornisce il criterio per stimare la probabilità di condensa sul substrato. Sono due riferimenti che il capitolato richiama quasi sempre insieme, e che spostano la decisione dal buon senso del capo squadra a un valore misurato e firmato.

Dove nasce l’esigenza: dal bacino di carenaggio ai tank di zavorra

L’esigenza compare in tre momenti distinti della commessa. Il primo è il bacino a cielo aperto, dove la carena viene sabbiata e riverniciata sotto un tendaggio che ripara dalla pioggia ma non controlla l’aria: qui la lamiera si raffredda di notte e resta più fredda dell’aria fino a metà mattina, ed è proprio in quella fascia oraria che si rischia la condensa. Il secondo è l’interno dei tank e delle casse di zavorra, ambienti chiusi in cui l’umidità prodotta dall’idrolavaggio non ha via d’uscita e va estratta con deumidificazione forzata a essiccatore, con canalizzazioni che raggiungano i fondi e i cassoni. Il terzo è il rimontaggio dei blocchi in scalo, dove zone già verniciate e zone nude convivono. Ogni momento ha una finestra operativa diversa, e vanno pianificate separatamente.

Che cosa si rileva sul substrato metallico e con quali soglie

Le grandezze sono quattro e vanno lette insieme: temperatura dell’aria, umidità relativa, punto di rugiada calcolato e temperatura della superficie metallica. La quarta è quella che conta davvero, perché la condensa si forma sull’acciaio e non a mezz’aria: va rilevata con sonda a contatto sulla lamiera, nel punto più freddo della zona da trattare, tipicamente in ombra o a contatto con l’acqua. Il criterio ricorrente nei capitolati navali chiede un delta di almeno 3 °C fra temperatura del substrato e punto di rugiada, con umidità relativa sotto la soglia dichiarata dal produttore del ciclo; le prescrizioni IMO PSPC per le casse di zavorra richiamano lo stesso impianto. La seconda condizione al contorno è la salinità residua, valutata con il metodo Bresle secondo ISO 8502-6 e ISO 8502-9: sali oltre limite rendono critica anche una giornata asciutta.

Come si organizza la sorveglianza ambientale durante il turno

Un solo rilievo a inizio giornata non documenta nulla: le condizioni cambiano con il sole, con la marea e con l’accensione degli essiccatori. La pratica consolidata prevede una misura prima dell’inizio, una ogni due ore durante l’applicazione e una alla fine, ripetute in punti fissi definiti sul piano di verniciatura, distinti per zona: opera viva, opera morta, interni dei tank, ciascuno con il proprio punto più sfavorevole. Nei volumi deumidificati si aggiunge il controllo della resa dell’impianto, perché una canalizzazione staccata annulla il trattamento in un compartimento intero senza segnali evidenti. Gli operatori che eseguono i rilievi vanno nominati e formati sull’uso della sonda di contatto, e gli strumenti devono avere taratura in corso di validità, eseguita da un laboratorio, con verifica intermedia periodica. In presenza di ispettore di rivestimento, i punti e la frequenza sono concordati prima dell’apertura del fronte di lavoro.

Registri ambientali e accettazione del lavoro lungo la commessa

Il registro giornaliero delle condizioni ambientali è il documento che accompagna il rapporto di applicazione e, insieme alle misure di spessore eseguite secondo ISO 19840, forma il fascicolo tecnico del rivestimento. Deve riportare data e ora di ogni rilievo, zona e punto, le quattro grandezze, il delta calcolato, lo strumento usato con il suo identificativo e la firma di chi ha misurato. Le sospensioni del lavoro vanno annotate come i periodi di applicazione: un buco orario non spiegato è il primo appiglio in caso di contestazione.

La conservazione segue la commessa e non il turno: i registri restano disponibili per tutta la garanzia del ciclo e vengono richiamati alle survey successive, quando si valuta il degrado rispetto alle condizioni di posa. Per un quadro d’insieme delle esigenze di misura ambientale nei cantieri e delle grandezze coinvolte, si veda la pagina dedicata a Clima e punto di rugiada in cantiere.

Gli strumenti di questa misura

Il post chiede tre cose diverse allo stesso turno: il numero dell’aria da cui si ricava il punto di rugiada, la temperatura della lamiera nel punto più freddo della zona, e una registrazione che copra le due ore fra un rilievo e l’altro su opera viva, opera morta e interni dei tank. Gli strumenti sono divisi qui per queste tre destinazioni d’uso. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Una precisazione sugli avvisi: per il TREMS-10 il costruttore dichiara che la piattaforma può notificare le condizioni avverse. In nessun caso si tratta di un sistema di allarme di sicurezza: la sospensione del lavoro la decide chi legge il dato.

Igrometro e misuratore di umidità Tramex MRH3

Aria del cantiere

Tramex MRH3

Umidità relativa, temperatura e punto di rugiada dell’aria su un solo display: è il valore da cui si ricava il margine rispetto alla lamiera, zona per zona.

Termometro a infrarossi di superficie Tramex IRT2

Temperatura del supporto

Tramex IRT2

Termometro a infrarossi: legge senza contatto la temperatura dello scafo, utile per cercare il punto più freddo. Dipende dall’emissività e sui metalli lucidi non è attendibile senza correzione.

Datalogger di umidità e temperatura Tramex Feedback DL-RHTX

Il registro del turno

Tramex Feedback DL-RHTX

Registra aria e punto di rugiada con intervallo impostabile e, con la sonda di temperatura a contatto prevista dal costruttore, aggiunge temperatura di contatto e delta: le curve da allegare al rapporto.

Kit Tramex Feedback DataLogger con datalogger, sonda e cavo di interfaccia

Un punto fisso, pronto

Kit Feedback DataLogger

In valigetta il datalogger, la sonda di umidità relativa, il cavo di interfaccia, il treppiede e il supporto a parete: un punto documentato dentro un tank o sotto il tendaggio del bacino.

Sistema di monitoraggio ambientale remoto Tramex TREMS-10

Più zone insieme

Tramex TREMS-10

Dieci sensori e una stazione, letti da browser su una sola pagina: opera viva, opera morta e interni, senza girare a mano fra i compartimenti. Il costruttore dichiara che la piattaforma può notificare le condizioni avverse; non è un sistema di allarme di sicurezza.

Le famiglie complete si vedono nelle pagine di catalogo dei termoigrometri ambientali, dei termometri a infrarossi e dei sistemi di monitoraggio continuo e wireless.

Tramex su INNOVACHECK

Gli strumenti Tramex per questa applicazione

Tramex Skipper 5 SMM5

Tramex Skipper 5 SMM5

Controllo complementare dell’umidità degli scafi in legno e vetroresina prima del ciclo protettivo.

Vedi la scheda →

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