Uno strumento di misura dà numeri affidabili solo se è tarato con regolarità, ma il luogo in cui questa taratura viene eseguita non è un dettaglio secondario. Taratura in laboratorio accreditato confronto metodi: la scelta fra laboratorio accreditato, laboratorio interno con campione riferibile e taratura in campo sullo strumento installato cambia in modo sostanziale l’incertezza ottenibile e il riconoscimento del risultato.
Le tre soluzioni non sono equivalenti né intercambiabili a piacere. Un laboratorio accreditato pubblica un campo di accreditamento con l’incertezza minima raggiungibile per ogni grandezza e ogni intervallo; un laboratorio interno lavora con campioni riferibili ma senza quella dichiarazione formale; la taratura in campo evita di spostare lo strumento, ma lo fa in condizioni ambientali meno controllate. Ognuna di queste condizioni si riflette direttamente sul numero finale riportato in certificato.
Questo articolo confronta i tre approcci sugli stessi criteri: incertezza raggiungibile, condizioni ambientali, tempo di fermo dello strumento e costo per punto tarato. Non esiste un’opzione sempre migliore: esiste una scelta coerente con la grandezza misurata, con la delicatezza dello strumento e con chi dovrà leggere il certificato.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
Perché la taratura non ha un unico luogo possibile
Ogni certificato di taratura descrive un confronto fra lo strumento e un campione di riferimento, ma quel confronto può avvenire in tre contesti fisici molto diversi. Il laboratorio accreditato lavora in ambiente controllato, con temperatura e umidità stabilizzate e un sistema di gestione della qualità verificato da un ente terzo. Il laboratorio interno usa gli stessi principi metrologici ma senza il riconoscimento formale del campo di accreditamento. La taratura in campo porta il campione dove si trova lo strumento, accettando condizioni ambientali meno stabili in cambio di zero fermo macchina. Non esiste un contesto intrinsecamente sbagliato: esiste una coerenza da verificare fra il contesto scelto e l’incertezza richiesta dall’applicazione, prima ancora di guardare il costo.
Il laboratorio accreditato: campo di accreditamento e incertezza dichiarata
Un laboratorio accreditato secondo UNI CEI EN ISO/IEC 17025 non è accreditato in assoluto, ma per grandezze e intervalli specifici, elencati nel proprio campo di accreditamento pubblico. Per ogni combinazione grandezza-intervallo dichiara una CMC, la migliore capacità di misura raggiungibile, che rappresenta l’incertezza minima ottenibile in quelle condizioni. Il certificato che ne deriva è riconosciuto a livello internazionale grazie agli accordi di mutuo riconoscimento fra gli enti di accreditamento. Il rovescio della medaglia è logistico: lo strumento va spedito o consegnato, resta fermo per il tempo dell’intervento e va reintegrato con cura nel flusso produttivo al rientro, senza dimenticare il trasporto stesso come fonte di sollecitazione per strumenti delicati.
Taratura in campo, laboratorio interno o accreditato: il confronto fra i metodi
Il laboratorio interno colma parte della distanza fra le due soluzioni estreme: usa campioni riferibili a un centro accreditato, applica procedure documentate e mantiene lo strumento in azienda, ma non può dichiarare una CMC accreditata e il risultato non entra negli accordi di mutuo riconoscimento internazionale. La taratura in campo va oltre: il tecnico porta il campione di riferimento presso lo strumento installato, spesso già collegato al processo, e ottiene un valore rappresentativo delle condizioni reali di utilizzo. Il limite è ambientale: temperatura, vibrazioni e campi elettromagnetici del sito non sono equiparabili a quelli di un laboratorio, e l’incertezza stimata cresce di conseguenza rispetto a quella dichiarata su banco.
Incertezza, tempi e riconoscimento a confronto
La tabella riassume i quattro criteri che più incidono sulla scelta: l’incertezza raggiungibile, il controllo ambientale disponibile, il fermo dello strumento e il riconoscimento formale del certificato. Sono gli stessi elementi che un audit di cliente o un ente di certificazione verificherà per primi, quindi vale la pena valutarli insieme e non uno alla volta.
| Criterio | Laboratorio accreditato | Laboratorio interno | Taratura in campo |
|---|---|---|---|
| Incertezza raggiungibile | Minima, CMC dichiarata | Media, non certificata formalmente | Maggiore, condizionata dal sito |
| Condizioni ambientali | Controllate e stabilizzate | Parzialmente controllate | Reali, non controllate |
| Fermo strumento | Giorni, con trasporto | Ore, senza trasporto | Minimo, nessun trasporto |
| Riconoscimento del certificato | Internazionale, mutuo riconoscimento | Interno all’azienda | Interno, va motivato in audit |
Quando conviene ciascuna soluzione
Il laboratorio accreditato è la scelta obbligata quando il certificato deve reggere un audit di seconda o terza parte, un contenzioso o un requisito contrattuale esplicito, come previsto in molti capitolati IATF 16949 o nei sistemi di gestione conformi a UNI EN ISO 10012. Il laboratorio interno funziona bene per il controllo quotidiano di strumenti numerosi e poco critici, dove la tracciabilità interna basta a soddisfare UNI EN ISO 9001 §7.1.5. La taratura in campo è preferibile quando lo strumento è integrato nel processo, difficile da rimuovere, o quando la condizione operativa reale è parte essenziale del valore da tarare, come per sensori installati su linee continue. Nei casi limite, come strumenti che lavorano in ambienti estremi, conviene combinare le soluzioni: taratura accreditata periodica come riferimento assoluto e verifica in campo più frequente come controllo intermedio, seguendo la Guida ISO/IEC 98-3 (GUM) per l’espressione coerente dell’incertezza. Per un quadro completo su questi tre approcci, la pagina Taratura in laboratorio accreditato raccoglie i criteri e i riferimenti citati in questo confronto.
Categorie di prodotto correlate
CALIBRATORI E RIFERIMENTI
Calibratori e strumenti di riferimento
Campioni e calibratori usati come riferimento nelle verifiche interne e nelle tarature in campo, per confrontare strumenti di misura con un valore noto e riferibile prima dell’invio a un laboratorio accreditato.
BLOCCHETTI E CAMPIONI
Blocchetti pianparalleli e campioni di riferimento
Campioni dimensionali certificati usati come riferimento primario nella taratura di calibri e micrometri, sia in laboratorio accreditato sia come base di confronto per le verifiche interne periodiche.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.








Devi effettuare l'accesso per postare un commento.