Home —» Campionamento e condizionamento del gas: confronto fra estrattivo e in situ

Campionamento e condizionamento del gas: confronto fra estrattivo e in situ

Camino industriale impianto

Il campionamento e condizionamento del gas nelle emissioni convogliate confronta prelievo estrattivo a freddo, a caldo, diluizione e misura in situ: principi, limiti reali e criteri di scelta secondo le norme UNI EN 15259, UNI EN 14181 e UNI EN ISO 16911-1 sulle emissioni industriali convogliate.

Nelle emissioni convogliate il dato che finisce nel referto non nasce dall’analizzatore, ma dal percorso che il gas compie prima di raggiungerlo. Il campionamento e condizionamento del gas: confronto fra estrattivo e in situ riguarda proprio questo tratto invisibile: sonda, linea, filtri, eventuale rimozione dell’umidità. Ogni scelta lungo questo percorso può alterare la composizione del campione prima che arrivi al sensore.

Il problema non è solo strumentale: componenti solubili come SO2 e NH3 si perdono nella condensa, altri aderiscono alle pareti della linea, il tempo di trasporto ritarda la lettura rispetto al fenomeno reale. Per questo esistono famiglie di soluzioni diverse — estrattivo a freddo, estrattivo a caldo, diluizione, misura in situ — ciascuna con un compromesso specifico fra fedeltà del dato, complessità impiantistica e manutenzione.

Questo articolo confronta i principi, non i prodotti: aiuta a capire perché un impianto sceglie una catena di prelievo piuttosto che un’altra, e quali criteri normativi e operativi guidano la decisione secondo UNI EN 15259 e UNI EN 14181.

Banner supporto tecnico richiesta assistenza

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?

Il campionamento delle emissioni: perché la catena di prelievo conta più dell’analizzatore

Un analizzatore certificato secondo UNI EN 15267 misura correttamente solo il gas che riceve: se il campione è già alterato, l’accuratezza dello strumento non serve a niente. Nel condotto convogliato coesistono componenti acidi, umidità satura e particolato fine, e ciascuno interagisce diversamente con la linea di trasporto. Per questo la norma UNI EN 15259 non si limita a prescrivere lo strumento, ma definisce anche il sito, la sezione di misura e le condizioni di prelievo. Non esiste un metodo unico perché non esiste un solo tipo di misurando: gas secchi e stabili si prestano a soluzioni semplici, componenti solubili o reattivi richiedono catene più controllate. La scelta fra estrattivo e in situ nasce dal comportamento chimico-fisico del gas atteso, non da una preferenza impiantistica, e va rivista quando cambia il processo monitorato o il parametro da misurare in continuo.

Il prelievo estrattivo: principio, condizionamento e limiti reali

Nel metodo estrattivo il campione viene aspirato dal condotto tramite sonda e portato all’analizzatore attraverso una linea dedicata. Nella variante a freddo il gas viene raffreddato in un chiller: il vapore acqueo condensa e il dato viene riferito a secco, ma componenti solubili come SO2, NH3 e HCl si perdono nella condensa insieme all’acqua. Nella variante a caldo l’intera linea, riscaldata sopra il punto di rugiada, mantiene il gas in fase gassosa fino all’analizzatore, preservando i componenti solubili ma richiedendo tracciatura elettrica, manutenzione dei filtri e controllo costante della temperatura. In entrambe le varianti il tempo di transito nella linea introduce un ritardo fra evento reale e lettura, un aspetto rilevante quando il dato deve seguire transitori di processo rapidi e non solo un valore medio su intervalli lunghi previsti da UNI EN 14181.

In situ e diluizione: le alternative al prelievo estrattivo

La misura in situ posiziona il sensore direttamente nel condotto o lo affaccia attraverso una sonda a percorso ottico che attraversa il flusso: non esiste linea di trasporto, quindi non esiste condensa né adsorbimento sulle pareti, e il tempo di risposta è quasi immediato. Il limite è l’ambiente estremo in cui lavora lo strumento, esposto a temperatura, vibrazioni e particolato senza la mediazione di un condizionamento a monte. La diluizione, terza via, preleva il campione e lo miscela con aria secca in rapporto controllato: la diluizione abbassa il punto di rugiada evitando la condensa senza rimuovere fisicamente l’acqua, e consente di usare analizzatori meno robusti perché il gas che li raggiunge è già molto meno concentrato e meno aggressivo, a scapito della sensibilità alle basse concentrazioni.

Campionamento del gas e condizionamento: il confronto fra i metodi

I tre approcci vanno confrontati sugli stessi criteri: comportamento con i componenti solubili, tempo di risposta, complessità di manutenzione e robustezza ambientale. La tabella seguente riassume le differenze più rilevanti ai fini della scelta impiantistica, coerenti con i requisiti di velocità e portata di UNI EN ISO 16911-1 e con la determinazione del vapore acqueo secondo UNI EN 14790.

CriterioEstrattivo (freddo/caldo)In situ / diluizione
Componenti solubiliA rischio a freddo, preservati a caldoPreservati (in situ); attenuati dalla diluizione
Tempo di rispostaRitardato dal transito in lineaQuasi immediato (in situ)
Robustezza ambientaleAnalizzatore protetto, fuori dal condottoSensore esposto a temperatura e vibrazioni
ManutenzioneFiltri, pompe e tracciatura della lineaPulizia ottica o del punto di miscelazione
Confronto sintetico fra le soluzioni descritte.

Nessun metodo domina su tutti i criteri: l’estrattivo a caldo massimizza la fedeltà chimica, l’in situ minimizza il ritardo, la diluizione semplifica l’analizzatore a costo della sensibilità.

Quando scegliere estrattivo, in situ o diluizione

L’estrattivo a caldo è la scelta più robusta quando il parametro monitorato include componenti solubili in continuo, come richiesto dai sistemi di assicurazione qualità di UNI EN 14181. L’estrattivo a freddo resta adeguato quando il misurando è poco sensibile alla condensa, con un risparmio impiantistico rispetto alla linea riscaldata. L’in situ conviene dove il transitorio di processo è rapido e non tollera ritardi di lettura, a patto che l’ambiente del condotto non superi i limiti dello strumento. La diluizione trova impiego dove si accetta una minore sensibilità in cambio di un analizzatore più semplice da gestire in campo. In tutti i casi la sezione di misura va scelta secondo UNI EN 15259 e la manutenzione della catena di prelievo va programmata come parte integrante del sistema di misura, non come attività accessoria. Per approfondire i criteri di progettazione della catena di prelievo consulta la pagina dedicata al campionamento e condizionamento del gas.

Categorie di prodotto correlate

Impianto riciclaggio rifiuti

EMISSIONI E FUMI INDUSTRIALI

Sistemi per misura emissioni e fumi industriali

Strumentazione per il monitoraggio continuo e periodico delle emissioni convogliate, dalle sonde di prelievo ai sistemi di condizionamento del campione fino agli analizzatori certificati.

→ Vai alla categoria

Canna fumaria acciaio inox

ANALIZZATORI DI COMBUSTIONE

Analizzatori di combustione

Strumenti per la verifica dei parametri di combustione e dei gas esausti, complementari alla catena di campionamento nelle verifiche di rendimento ed efficienza degli impianti termici.

→ Vai alla categoria

Maggiori informazioni e contatti

Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin

Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.

Scopri di più da INNOVACHECK

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere