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Stroboscopia: confronto fra i metodi e le sorgenti disponibili

stroboscopi portatili a led per misure di velocità e manutenzione preventiva

Xeno o LED, frequenza libera o sincronizzazione da encoder, stroboscopio o telecamera ad alta velocita, portatile o versione da pannello: confronto fra i metodi di stroboscopia per l’analisi del moto su tessile, converting, imbottigliamento, ventilatori e organi a camme, con tabella di sintesi.

In un telaio tessile, in un gruppo di piega per il converting o in una giostra di riempimento il moto utile si svolge fra qualche centinaio e alcune migliaia di giri al minuto: a quelle velocità l’occhio percepisce soltanto una massa sfocata e i difetti di traiettoria restano invisibili finché non producono uno scarto, un filo rotto o una collisione. Fermare la macchina è spesso inutile, perché il difetto esiste solo in moto: la cinghia che oscilla, la camma che rimbalza, la testa di riempimento che arriva fuori fase rispetto al collo della bottiglia.

La soluzione si basa su un principio semplice. Una sorgente luminosa emette impulsi molto brevi a frequenza regolabile; quando la frequenza dei lampi coincide con quella del moto periodico, ogni impulso illumina l’organo sempre nella stessa posizione angolare e l’immagine appare immobile. Variando leggermente la frequenza l’immagine ruota lentamente e consente di seguire il ciclo passo per passo. Da qui l’utilità di un ragionamento sulla stroboscopia, confronto fra i metodi disponibili e fra le sorgenti luminose impiegate, perché le prestazioni cambiano in modo sensibile.

Le opzioni non sono infatti equivalenti. Cambiano la sorgente (lampada allo xeno o LED), il modo di comandare il lampo (regolazione manuale o sincronizzazione da encoder), il formato (portatile a batteria o fisso da pannello) e le tecnologie alternative, dalla telecamera ad alta velocità al tachimetro ottico. Nella gamma Shimpo la serie ST-5100 è orientata all’impiego strutturato con ingresso di sincronizzazione esterna e regolazione della fase, mentre la DT-326B adotta sorgente a LED e alimentazione a batteria per l’ispezione mobile in linea.

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Lampada allo xeno o sorgente a LED: impulso, colore e vita utile

La lampada allo xeno produce il lampo per scarica in gas: energia per impulso elevata, durata dell’ordine dei microsecondi e luce ad ampio spettro con temperatura di colore vicina alla luce diurna. È la scelta adatta a organi di grandi dimensioni, superfici scure o distanze di lavoro rilevanti, dove serve molta luce in un tempo molto breve per congelare il movimento. Il prezzo da pagare è la manutenzione: il tubo è un componente di consumo, la vita utile si misura in ore di lampeggio e il ricambio va messo a magazzino. La sorgente a LED lavora per commutazione elettronica: energia per lampo inferiore, ma durata dell’impulso controllabile con precisione, temperatura di colore stabile nel tempo e vita utile dell’ordine di decine di migliaia di ore senza sostituzioni. Su distanze brevi e superfici chiare il LED è oggi prevalente.

Frequenza regolata a mano o sincronizzazione esterna da encoder

Nel modo a frequenza libera l’operatore regola i lampi al minuto fino a fermare l’immagine: è rapido, non richiede cablaggi e fornisce contemporaneamente la lettura della velocità di rotazione. Il limite è la deriva: se la macchina accelera o rallenta l’immagine scorre e va inseguita a mano. Con la sincronizzazione esterna il lampo è comandato da un impulso di macchina, tipicamente lo zero di un encoder o l’uscita di una fotocellula: l’immagine resta stabile anche a velocità variabile, perché il riferimento è il ciclo stesso e non un valore impostato. Il vantaggio più utile è lo sfasamento controllato: introducendo un ritardo regolabile fra impulso di trigger e lampo si ottiene un moto apparente lento e continuo, che permette di percorrere tutto il ciclo e individuare il punto esatto in cui nasce l’anomalia.

Confronto con la telecamera ad alta velocità: costo e informazione

La telecamera ad alta velocità registra migliaia di fotogrammi al secondo e restituisce un filmato analizzabile a posteriori, con misura di spostamenti, velocità e traiettorie fotogramma per fotogramma. È lo strumento corretto per fenomeni non periodici, transitori e urti, ma richiede illuminazione dedicata, spazio per il posizionamento, gestione dei dati e competenze di analisi; il costo di impianto è superiore di uno o due ordini di grandezza. Lo stroboscopio non registra nulla: offre un’osservazione diretta e immediata del moto periodico, a occhio nudo, con costo contenuto e allestimento di pochi minuti. I due strumenti si collocano quindi in fasi diverse del lavoro: lo stroboscopio per la diagnosi rapida su macchina e per il controllo di routine, la telecamera per l’indagine approfondita di un fenomeno già localizzato.

Tachimetro ottico o stroboscopio: contare i giri o vedere il moto

Se l’obiettivo è solo il numero di giri il tachimetro ottico è più diretto: una tacca riflettente sull’albero, un puntamento e la lettura appare senza interpretazione da parte dell’operatore, con incertezza dichiarata e buona ripetibilità. Richiede però accesso all’albero e applicazione del catarifrangente, non sempre possibile su organi incassati o rotanti dentro carter. Lo stroboscopio misura la velocità senza contatto e senza preparare il pezzo, ma va usato con attenzione ai sottomultipli: anche a metà o a un terzo della frequenza reale l’immagine appare ferma. La differenza sostanziale è un’altra: lo stroboscopio serve soprattutto a vedere il moto, non solo a contarlo. Rende visibili vibrazioni, giochi, slittamenti di cinghia e rimbalzi di camma che un valore di giri corretto non rivela in alcun modo.

Stroboscopia confronto metodi: portatili a batteria e versioni da pannello

Il formato decide l’impiego. Il modello portatile a batteria è uno strumento di diagnosi: si porta sulla macchina, si punta dove serve e si usa per la messa a punto di un telaio tessile, per la verifica di un gruppo a camme o per il controllo dell’equilibratura di un ventilatore. La versione fissa da pannello serve al controllo continuo: montata sul carter di una linea di converting o su una riempitrice, illumina sempre la stessa zona con frequenza agganciata alla macchina e permette di sorvegliare il velo, la piega o il collo della bottiglia durante la produzione. Sintesi operativa: LED sincronizzato da encoder per il controllo continuo in linea, xeno portatile a frequenza libera per la diagnosi occasionale su organi grandi o distanti.

La tabella riassume le opzioni per informazione ottenuta, costo e casi d’uso.

Per il quadro completo della tecnologia, dei campi di frequenza e delle modalità di sincronizzazione rimandiamo alla pagina dedicata alla Stroboscopia.

OpzioneInformazione ottenutaCostoCasi d’uso tipici
Xeno a frequenza liberaMoto apparente fermo e velocità di rotazione, con molta luce su organi grandiMedioVentilatori, alberi di trasmissione, organi distanti o scuri
LED a frequenza liberaMoto apparente fermo e velocità, impulso breve e colore stabileBassoTelai tessili, gruppi di piega, ispezione mobile in linea
LED sincronizzato da encoderImmagine stabile a velocità variabile e sfasamento controllato del cicloMedioConverting, imbottigliamento, organi a camme, controllo continuo
Telecamera ad alta velocitàFilmato misurabile e analisi a posteriori di transitori e urtiAltoCollaudo, ricerca guasti complessi, sviluppo di cinematismi
Tachimetro otticoSolo numero di giri, con incertezza dichiarataBassoVerifica rapida della velocità su albero accessibile

Prodotti utilizzati in questa applicazione

Stroboscopio industriale Shimpo ST-5100 per l’analisi del moto su macchina

STROBOSCOPI SHIMPO

Shimpo ST-5100

Stroboscopio per impiego strutturato su macchina: frequenza di lampeggio regolabile su ampio campo, ingresso per la sincronizzazione esterna da encoder o fotocellula, regolazione della fase per ottenere il moto apparente lento e lettura diretta dei lampi al minuto.

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Stroboscopio portatile a LED Shimpo DT-326B alimentato a batteria

STROBOSCOPI SHIMPO

Shimpo DT-326B

Stroboscopio portatile con sorgente a LED e alimentazione a batteria: temperatura di colore stabile, vita utile molto superiore a quella della lampada a scarica e nessun tubo da sostituire. Adatto all’ispezione mobile di telai, cinghie e gruppi rotanti in linea.

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