In una segheria che spedisce lastre di rovere, in un cantiere che deve posare un parquet su massetto e in un laboratorio che accetta un lotto di pannelli, la stessa domanda torna sempre: quanta acqua c’è ancora dentro il materiale? Sbagliare la risposta di due o tre punti percentuali significa ritiri, imbarcamenti, distacchi di collante e contestazioni che si pagano molto più della misura stessa. Il problema è che l’acqua non è distribuita in modo uniforme: superficie e cuore possono trovarsi su condizioni molto diverse, soprattutto dopo un ciclo di essiccazione o dopo un’esposizione alla pioggia.
Il metodo resistivo sfrutta un fatto elettrico semplice: la resistenza di un materiale poroso cala di diversi ordini di grandezza quando il contenuto d’acqua aumenta, perché l’acqua adsorbita e i sali disciolti creano cammini conduttivi fra i due elettrodi. Lo strumento non legge percentuali, legge una resistenza fra due punti e la converte con una curva empirica; tutto ciò che sta fra i due elettrodi contribuisce alla lettura.
Da qui nasce il tema di questo articolo: il confronto fra resistenza elettrica a puntali e a infissione, confronto metodi che a parità di strumento restituiscono numeri diversi. Puntali superficiali, elettrodi corti, elettrodi profondi isolati sul gambo, elettrodi a martello e sonde a chiodo cementate in foro indagano volumi differenti; la lettura non invasiva rappresenta l’alternativa quando il pezzo non può essere forato.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
Che cosa misura davvero uno strumento resistivo
Lo strumento applica una tensione continua fra due elettrodi e misura una resistenza che, sul legno, spazia indicativamente da qualche megaohm a diverse migliaia di megaohm nel campo utile compreso fra circa il 6% e il 30% di umidità. Sopra il punto di saturazione delle fibre la curva si appiattisce e la lettura perde significato quantitativo; sotto il 6% la resistenza diventa così alta da avvicinarsi ai limiti di isolamento dello strumento e dei cavi. La grandezza restituita non è quindi una misura diretta di massa d’acqua, ma il risultato di una conversione. Il volume interessato dalla misura è quello del cammino di minor resistenza fra i due elettrodi: qualunque considerazione sulla profondità indagata parte da questo punto e non dalla lunghezza nominale della punta.
Puntali di contatto, elettrodi a infissione e sonde in foro
I puntali a contatto superficiale si appoggiano senza forare e leggono i primi millimetri: sono rapidi, non lasciano segni e servono per lo screening di grandi quantità. Gli elettrodi a infissione corti, da 8 a 12 mm, entrano nello strato periferico; gli elettrodi a martello con puntali da 40–60 mm raggiungono il cuore di tavole e travi. Gli elettrodi profondi isolati sul gambo sono il caso più interessante: poiché solo la punta è conduttiva, la lettura si riferisce a una quota definita e non alla media dell’intero spessore attraversato. Sui materiali da costruzione si usano sonde a chiodo cementate in foro, che restano in opera e permettono letture ripetute nello stesso punto. La ripetibilità dipende dal contatto: infissione perpendicolare alla fibra, pressione costante e profondità sempre uguale.
Gradiente fra superficie e cuore: quando le letture si contraddicono
Dopo un ciclo di essiccazione la superficie è più asciutta del cuore e i puntali superficiali segnalano un materiale pronto quando l’interno è ancora umido; dopo un’esposizione all’acqua accade l’opposto e la lettura superficiale allarma su un pezzo sostanzialmente sano. È il motivo per cui misure a profondità diverse sullo stesso punto sono più informative di una singola lettura: la differenza fra quota superficiale e quota profonda descrive il gradiente residuo e quindi il rischio di deformazione futura. Altre anomalie sono riconoscibili: valori improvvisamente bassi e instabili indicano un film d’acqua o un contatto in condensa, letture che salgono a ogni ribattitura segnalano una punta allentata, valori fuori scala verso l’alto sono spesso un cavo interrotto più che un materiale asciutto.
EN 13183-2, ASTM D4442 e UNI 11085: cosa chiedono le norme
La EN 13183-2 descrive il metodo resistivo per la determinazione dell’umidità del legname segato e ne fissa le condizioni: posizione della misura lontano da nodi ed estremità, profondità di infissione pari a circa un quarto dello spessore, correzione per la specie legnosa e per la temperatura del materiale. La ASTM D4442 inquadra i metodi diretti e indiretti per legno e derivati, con il metodo gravimetrico in stufa come riferimento per la taratura delle curve. La UNI 11085 tratta il contenuto d’acqua dei materiali inorganici porosi per via gravimetrica ed è il termine di paragone quando la lettura resistiva su malte e intonaci va validata. Tutte convergono su un punto: la conversione è specifica del materiale e va dichiarata insieme al risultato, perché sali disciolti, trattamenti e temperatura la spostano in modo non trascurabile. L’applicazione di una norma al caso concreto resta valutazione del tecnico che firma il documento.
Criteri di scelta e confronto con la lettura non invasiva
Il confronto si chiude su quattro criteri. Profondità realmente indagata: solo gli elettrodi isolati sul gambo e le sonde in foro la definiscono, puntali ed elettrodi corti restituiscono un valore periferico. Invasività: il metodo resistivo lascia fori da uno a due millimetri, inaccettabili su superfici a vista e irrilevanti su legname grezzo. Ripetibilità: cementare la sonda in foro elimina la variabile del contatto e rende confrontabili misure a distanza di settimane. Sensibilità ai disturbi: sali disciolti e temperatura alterano la curva di conversione e vanno compensati.
Il metodo non invasivo occupa la posizione complementare: nessun foro, lettura rapida su un volume superficiale esteso, ma nessuna informazione sulla quota e forte dipendenza dalla densità del materiale. Sugli strumenti che trattiamo i costruttori lo chiamano misura di impedenza elettrica, ed è il nome che si trova sulle schede. In pratica si usa per mappare e si conferma con la misura resistiva o con la sonda in foro nei punti sospetti. Per il quadro completo del metodo, delle configurazioni di elettrodi e dei campi di impiego rimandiamo alla pagina dedicata alla Resistenza elettrica a puntali e a infissione.
Gli strumenti delle due letture
Le configurazioni descritte nell’articolo, a catalogo, si riducono a tre gesti: la lettura a contatto con i puntali, la lettura appoggiata che non lascia segni e la sonda lasciata nel foro. Gli strumenti del nostro catalogo sono pensati per i materiali da costruzione; sul legno vale la scala dichiarata dal costruttore del CMEX5. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Lettura a puntali
Tramex MEX5
Ingressi per puntali e per sonde di umidità relativa in situ accanto alla lettura non invasiva: le due letture del confronto sullo stesso strumento.

Lettura a puntali
Tramex CMEX5
Con le sonde previste dal costruttore diventa igrometro per l’umidità relativa in situ e misuratore per il legno, oltre alla lettura sulla soletta.

Lettura a puntali
Tramex MRH3
Igrometro con ingresso per la sonda a puntali: la lettura a contatto accanto a umidità relativa, temperatura e punto di rugiada dell’aria.

Lettura senza fori
Tramex ME5
Doppia profondità e cinque scale di sensibilità su quadrante analogico: la mappatura da fare prima di decidere dove infiggere.

Lettura senza fori
Tramex CME5
Quadrante analogico a tre scale, una per il calcestruzzo e una per i massetti in anidrite: trova le zone umide della soletta senza forare.
Le famiglie complete si vedono nelle pagine di catalogo dei misuratori di umidità per edilizia e murature, dei misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa e dei termoigrometri ambientali.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.








Devi effettuare l'accesso per postare un commento.