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Misurare lo spessore su superficie sabbiata: come si esegue correttamente

Sabbiatura operatore tuta protettiva

Su superficie sabbiata la sonda appoggia sulle creste del profilo, mentre il rivestimento riempie anche le valli: la lettura risulta più alta dello spessore reale. La procedura corretta prevede azzeramento sul substrato o correzione da norma, scelta dei punti e regola statistica di accettazione.

Su una superficie preparata a getto abrasivo la misura dello spessore di rivestimento non è mai immediata come su una lamiera liscia. La sabbiatura crea un profilo irregolare, fatto di creste e valli, e la sonda dello spessimetro appoggia inevitabilmente sulle prime. Se non si tiene conto di questo effetto, il valore letto risulta sistematicamente più alto dello spessore reale presente sopra le creste, con il rischio di dichiarare conforme un rivestimento che in realtà è più sottile del previsto nei punti più critici.

La misura spessore su superficie sabbiata richiede quindi un metodo di azzeramento coerente con il profilo effettivo, oltre a una sequenza di rilievi definita a priori: numero di letture, punti da evitare, regola statistica per accettare o respingere l’area controllata. Non è un dettaglio tecnico secondario: è la differenza fra un controllo che descrive davvero il rivestimento applicato e uno che restituisce solo un numero ottimistico.

Questo articolo descrive la procedura corretta: dalla preparazione del substrato di riferimento fino alla registrazione dei dati, passando per la scelta del metodo di azzeramento e per il criterio di accettazione statistico previsto dalla norma. Il tema del profilo in sé e della relazione fra i suoi parametri è trattato in altri approfondimenti dedicati, richiamati dove utile.

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Come la superficie sabbiata influenza la misura dello spessore

Il getto abrasivo non lascia una superficie piana: crea un profilo di ancoraggio con creste e valli di ampiezza variabile, funzionale all’adesione del rivestimento successivo. La sonda magnetica o a induzione, per costruzione, tende ad appoggiare sui punti più alti del profilo, cioè sulle creste. Il rivestimento, invece, riempie anche le valli sottostanti. Il risultato è uno scostamento sistematico fra il dato letto e lo spessore effettivamente presente sopra le creste, che può essere significativo quando il profilo è pronunciato. Ignorare questo effetto porta a sovrastimare lo spessore reale del rivestimento, con conseguenze dirette sulla protezione anticorrosiva prevista dal capitolato. La norma ISO 19840 descrive proprio questo fenomeno e fornisce il quadro per gestirlo correttamente durante la misura su substrati rugosi.

Azzeramento sul substrato reale o correzione da norma

Per compensare l’effetto del profilo esistono due strade, entrambe previste dalla prassi normativa. La prima consiste nell’azzerare lo strumento direttamente sul substrato sabbiato non verniciato, prima dell’applicazione del rivestimento: in questo modo lo zero dello strumento incorpora già l’offset introdotto dal profilo reale, ed è il metodo più affidabile perché specifico per quella superficie. La seconda strada, utilizzabile quando l’azzeramento sul substrato non è praticabile, consiste nell’applicare un valore di correzione tabellato in funzione del profilo misurato, secondo quanto indicato dalla ISO 19840. In nessun caso l’azzeramento va eseguito su un provino liscio di riferimento: darebbe uno zero non rappresentativo e vanificherebbe l’intera procedura, restituendo letture sistematicamente errate.

Scelta dei punti e numero di letture

Una volta impostato l’azzeramento, la sequenza di rilievo segue regole precise. I punti di misura vanno scelti evitando spigoli, saldature, angoli e zone dove la geometria altera la lettura indipendentemente dal profilo. Per ogni area di riferimento, tipicamente definita in metri quadrati secondo la ISO 19840, si eseguono più letture singole distribuite in modo rappresentativo; con quelle letture si calcola un numero adeguato di rilievi puntuali attorno a ciascuna posizione, la cui media costituisce il dato di area. La regola statistica di accettazione confronta poi il valore medio e i valori minimi con i limiti dichiarati dal capitolato o dalla UNI EN ISO 12944-7 per i controlli in corso d’opera. Il numero di letture non è discrezionale: un campionamento troppo scarso non è rappresentativo, uno eccessivo appesantisce il controllo senza benefici proporzionali.

Interpretazione del dato e criterio di accettazione

Il dato finale non è la singola lettura, ma il valore di area ottenuto dalla media dei rilievi puntuali, già corretto tramite l’azzeramento sul substrato o tramite il fattore di correzione applicato. Questo valore va confrontato con lo spessore nominale specificato, tenendo conto delle tolleranze ammesse: la regola dei tre terzi prevista dalla ISO 19840, largamente adottata nel settore anticorrosivo, ammette una quota limitata di letture sotto la soglia minima purché non scendano oltre un margine definito e la media resti conforme. La UNI EN ISO 2178, riferimento per il metodo magnetico su substrati ferromagnetici, e la UNI EN ISO 2808 per i metodi di misura in generale, completano il quadro dei riferimenti da citare nel rapporto. Un dato non corretto, anche se numericamente superiore alla soglia, non garantisce la conformità reale del rivestimento sopra le creste del profilo.

Registrazione, tracciabilità e ripetizione del controllo

Ogni controllo va registrato con tre informazioni indispensabili, oltre ai valori misurati: il profilo di ancoraggio rilevato, il metodo di azzeramento adottato e l’eventuale correzione applicata. Senza questi tre dati il valore di spessore non è confrontabile con controlli successivi, né verificabile da terzi in fase di collaudo. La procedura di azzeramento e verifica va ripetuta ogni volta che cambia il grado di preparazione superficiale o l’abrasivo impiegato per la sabbiatura, perché entrambi modificano il profilo e quindi l’offset da compensare. Lo strumento stesso richiede una verifica periodica su campioni riferibili, secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025, indipendentemente dalla frequenza dei controlli in cantiere o in officina. Per approfondire le famiglie di strumenti idonee a questo tipo di controllo, consulta la pagina Spessimetri magnetici e induttivi per ferrosi e non ferrosi.

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