Home —» Attività dell’acqua nei prodotti: controllo qualità e stabilità in shelf life

Attività dell’acqua nei prodotti: controllo qualità e stabilità in shelf life

Stabilimento alimentare lavorazione

Due prodotti con la stessa umidità totale possono avere stabilità opposte: conta l’acqua disponibile. L’articolo spiega perché l’attività dell’acqua è critica nel comparto alimentare, che cosa si misura secondo ISO 18787 e ISO 21807, come si organizza il controllo e quali evidenze servono in filiera.

Nell’industria alimentare due prodotti con la stessa umidità totale possono comportarsi in modo opposto: uno resta stabile per mesi, l’altro sviluppa muffe in poche settimane. La differenza non sta nella quantità di acqua presente, ma nella quota di acqua realmente disponibile per le reazioni chimiche e per la crescita microbica. Per questo l’attività dell’acqua nei prodotti, controllo qualità e definizione della shelf life sono argomenti che viaggiano insieme.

L’attività dell’acqua, indicata con aw, è un valore adimensionale compreso fra 0 e 1 che esprime il rapporto fra la pressione di vapore dell’acqua nel prodotto e quella dell’acqua pura alla stessa temperatura. All’equilibrio corrisponde all’umidità relativa dell’aria a contatto con il campione, divisa per cento. È una grandezza termodinamica, non una percentuale di composizione: dipende da come l’acqua è legata alla matrice, dagli zuccheri e dai sali in soluzione, dalla struttura del prodotto.

Chi produce alimenti secchi, prodotti da forno, salumi, formaggi stagionati, integratori o preparati in polvere lavora ogni giorno con questo parametro, spesso senza formalizzarlo. Questo articolo affronta il tema dal punto di vista del comparto: perché sbagliare la valutazione dell’acqua disponibile costa caro, dove nasce l’esigenza lungo il ciclo di vita, che cosa si misura, come si organizza il controllo in stabilimento e quali evidenze servono lungo la filiera.

Banner supporto tecnico richiesta assistenza

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?

Attività dell’acqua nei prodotti: controllo qualità e rischio microbiologico

Nel settore alimentare l’acqua disponibile è il fattore che governa la conservabilità. Sotto 0,91 la crescita della maggior parte dei batteri patogeni si arresta; sotto 0,86 si blocca anche Staphylococcus aureus; sotto 0,60 nessun microrganismo noto prolifera. Il regolamento (CE) 2073/2005 sui criteri microbiologici utilizza proprio questa soglia per distinguere gli alimenti che non supportano la crescita di Listeria monocytogenes. Sbagliare la valutazione significa classificare male il prodotto, impostare una shelf life non sostenibile e trovarsi con lotti alterati sul mercato. Le conseguenze non sono solo sanitarie: irrancidimento, imbrunimento non enzimatico, perdita di croccantezza e migrazione di umidità fra componenti diversi dello stesso prodotto nascono tutte da un valore di aw fuori specifica.

Dove nasce l’esigenza lungo il ciclo di vita del prodotto

L’esigenza compare già in sviluppo, quando si definisce la formulazione: la scelta degli umettanti, la quantità di zuccheri e di sale e il grado di essiccazione fissano il valore di equilibrio che il prodotto potrà raggiungere. Nella fase di industrializzazione il parametro diventa criterio di processo, perché asciugatura, stagionatura e cottura devono portare la matrice al valore stabilito in modo ripetibile. In produzione il controllo si sposta sul lotto e sui punti in cui la variabilità è maggiore. Infine, in confezionamento e stoccaggio, la barriera all’umidità dell’imballaggio decide se quel valore resta stabile: un film permeabile riporta in poche settimane un prodotto secco fuori specifica, anche se all’uscita di linea era conforme.

Che cosa si misura e con quali criteri di accettazione

La misura si esegue portando il campione all’equilibrio in una cella chiusa termostatata e leggendo l’umidità relativa dell’aria sovrastante: è il principio descritto dalla ISO 18787 e ripreso dalla ISO 21807 per la valutazione microbiologica, con il metodo AOAC 978.18 come riferimento analitico consolidato. La temperatura va dichiarata insieme al risultato, perché il valore ne dipende. Il criterio di accettazione si scrive come intervallo, non come limite unico: un valore minimo tutela la resa e la consistenza, un valore massimo tutela la stabilità. Accanto alla misura puntuale è utile costruire l’isoterma di sorbimento del prodotto, che lega umidità e acqua disponibile e permette di prevedere quanto la matrice si sposta assorbendo o cedendo vapore.

Come si organizza il controllo in stabilimento

Il piano di campionamento si costruisce sui punti in cui la variabilità è reale: fine essiccazione, uscita dalla cella di stagionatura, prima del confezionamento e sul prodotto finito a magazzino. Su matrici disomogenee servono più prelievi per lotto, prelevati in posizioni fisse e sempre le stesse. Il campione va prelevato e chiuso rapidamente, per evitare scambi con l’aria di reparto, e portato alla temperatura di prova prima della lettura. La periodicità si definisce per famiglia di prodotto e si stringe quando cambiano ricetta, fornitore o stagione. L’operatore va qualificato con prove ripetute su campione noto, e la cella di misura va verificata a intervalli regolari con soluzioni saline sature di riferimento, registrando lo scostamento rilevato.

Documentazione, shelf life e accettazione lungo la filiera

Il valore di aw entra nella scheda tecnica del prodotto, nello studio di shelf life e nella valutazione dei pericoli del piano di autocontrollo. Va registrato con lotto, data, temperatura di prova, identificativo dello strumento ed esito rispetto all’intervallo di accettazione: senza questi elementi il dato non è difendibile davanti a un audit di cliente o dell’autorità. Nei rapporti di fornitura il parametro compare come specifica di accettazione delle materie prime e dei semilavorati, con la stessa logica applicata a monte.

Le verifiche periodiche dello strumento, i certificati delle soluzioni di riferimento e i record di qualifica dell’operatore completano il fascicolo. Per un quadro applicativo più ampio è disponibile la pagina dedicata all’attività dell’acqua nei prodotti, con gli scenari d’uso tipici del comparto.

Categorie di prodotto correlate

Operatore alimentare durante la lavorazione del formaggio

ATTIVITÀ DELL’ACQUA

Strumenti per attività dell’acqua e umidità alimentare

La categoria raccoglie gli strumenti dedicati alla misura dell’acqua libera e dell’umidità nei prodotti alimentari, con celle di misura termostatate e sonde per il laboratorio qualità. È il riferimento diretto per chi deve verificare le soglie di stabilità descritte in questo articolo.

→ Vai alla categoria

Analizzatore automatico da laboratorio

UMIDITÀ TOTALE

Bilance termogravimetriche e camere di essiccazione

Qui si trovano gli apparecchi per la determinazione dell’umidità totale per perdita di peso, con riscaldamento controllato e criterio di fine prova. Servono a completare il quadro analitico, perché umidità e acqua disponibile sono due grandezze distinte e complementari.

→ Vai alla categoria

Maggiori informazioni e contatti

Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin

Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.

Scopri di più da INNOVACHECK

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere