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Controllo ultrasonoro delle strutture aeronautiche e rotabili

Linea produzione tubi metallici

Su strutture aeronautiche e rotabili ferroviari che non si possono smontare, l’esame a ultrasuoni individua cricche di fatica, delaminazioni e corrosione interna. Che cosa si cerca, quando si esamina, come si scelgono sonda, frequenza e taratura, e come si documenta il risultato secondo ISO 9712 ed EN 4179.

Le strutture aeronautiche e i rotabili ferroviari condividono un problema: sono insiemi saldati, rivettati o forgiati che non si possono smontare a ogni scadenza né sacrificare per un esame di laboratorio. Longheroni, carrelli, assili, ruote, telai di cassa e giunzioni saldate devono essere giudicati integri mentre restano al loro posto. Per questo il controllo ultrasonoro delle strutture è diventato il riferimento del controllo qualità in entrambi i comparti: un fascio acustico attraversa il materiale, si riflette sulle discontinuità e restituisce posizione e ampiezza dell’eco senza alterare il pezzo.

Il principio è semplice, l’applicazione meno. Un trasduttore piezoelettrico genera un impulso a frequenza compresa in genere fra 0,5 e 15 MHz; l’onda si propaga nel metallo, viene riflessa dal fondo e da ogni interfaccia interna, e torna alla sonda che la riconverte in segnale elettrico. Il tempo di volo dà la profondità, l’ampiezza dell’eco dà un’indicazione della dimensione apparente del difetto. Fra sonda e pezzo serve un accoppiante, perché un velo d’aria di pochi micrometri riflette quasi integralmente l’energia.

Quello che segue non è un manuale di esecuzione, ma la logica con cui si costruisce un esame ultrasonoro difendibile: che cosa si cerca, in quale momento della vita del componente lo si cerca, come si imposta e si tara l’apparecchiatura, chi è autorizzato a firmare l’esito e come si conserva la prova di ciò che è stato visto. Sono i cinque punti su cui, nella pratica, si gioca l’accettazione da parte del committente.

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Che cosa cerca il controllo ultrasonoro delle strutture nel controllo qualità

Le famiglie di difetto rilevanti sono poche e ricorrenti. Le cricche di fatica nascono nei punti di concentrazione delle tensioni — raccordi, sedi di calettamento, piedi di cordone — e crescono ciclo dopo ciclo: sono la ragione principale per cui assili e attacchi strutturali vengono riesaminati a scadenze fisse. Le delaminazioni e le mancanze di adesione fra strati o fra riporto e substrato producono echi intermedi netti a profondità costante. La corrosione interna e la riduzione di spessore, tipiche di serbatoi, condotti e lamiere di cassa esposte, si leggono come uno spostamento progressivo dell’eco di fondo verso tempi più brevi. A queste si aggiungono i difetti di origine metallurgica o di saldatura: inclusioni, porosità raggruppate, mancata fusione al lembo, incollature. Riconoscerne la natura, e non solo la presenza, è ciò che distingue un esame utile da una segnalazione generica.

Quando si esamina: accettazione, dopo lavorazione, in servizio

L’esame non è un evento isolato ma tre momenti distinti con criteri diversi. All’accettazione del semilavorato — barra, billetta, lamiera, fucinato, getto — si verifica la sanità interna del materiale prima di investirvi ore di macchina: qui interessano soprattutto inclusioni, cavità e segregazioni assiali. Dopo lavorazione o dopo saldatura si controllano le zone che il processo ha modificato: cordoni, trattamenti termici, raccordi ricavati, accoppiamenti forzati; la geometria finita cambia i percorsi acustici e spesso impone sonde angolate. In servizio, infine, l’ispezione periodica confronta lo stato attuale con quello dell’ultimo controllo e cerca l’evoluzione, non la presenza assoluta. Le tre fasi hanno soglie di accettabilità diverse: un’indicazione tollerata su un semilavorato può essere inaccettabile sullo stesso punto dopo diecimila ore di esercizio.

Come si imposta l’esame: sonda, frequenza, accoppiante e taratura

La scelta della sonda precede tutto. Frequenze alte danno risoluzione fine ma poca penetrazione e forte attenuazione nei grani grossolani; frequenze basse attraversano spessori elevati e materiali attenuanti a scapito del dettaglio. Le sonde normali servono per spessori e difetti paralleli alla superficie, quelle angolate per cricche e difetti di saldatura orientati trasversalmente, le doppio cristallo per spessori residui ridotti e superfici corrose. L’accoppiante — gel, olio, acqua — va scelto compatibile con il materiale e mantenuto costante, perché influisce sull’ampiezza degli echi. La taratura si esegue su blocchi di riferimento con difetti artificiali di geometria nota, dello stesso materiale e trattamento del pezzo, costruendo curve DAC o valutando con il metodo DGS per compensare l’attenuazione con la distanza. Le indicazioni di riferimento sono la ISO 16810 per i principi generali e la ISO 16811 per la regolazione della sensibilità e del campo di misura.

L’organizzazione: qualificazione del personale, procedure e ripetibilità

Un esame ultrasonoro vale quanto vale chi lo esegue. La qualificazione del personale segue la ISO 9712 per livelli — il livello 1 esegue secondo istruzioni, il livello 2 imposta e valuta, il livello 3 approva procedure e metodi — mentre in ambito aerospaziale il riferimento è la EN 4179, che aggiunge la responsabilità del datore di lavoro nella certificazione interna e negli esami pratici su pezzi rappresentativi. In ambito ferroviario la ISO 22163 inquadra il controllo non distruttivo dentro il sistema di gestione, chiedendo processi speciali validati e personale nominato. Perché il risultato sia difendibile serve una procedura scritta approvata: apparecchiatura, sonde, accoppiante, blocchi di taratura, schema delle scansioni e criteri di accettazione. È questa che rende confrontabili due ispettori diversi, o lo stesso ispettore su turni diversi.

Referto, archiviazione delle scansioni e confronto storico

L’esame produce un documento, non un’opinione. Il referto riporta identificazione del pezzo, procedura applicata, strumentazione e sonde con i relativi certificati, blocco di taratura usato, mappa delle zone esaminate, indicazioni rilevate con posizione, profondità e ampiezza rispetto al riferimento, esito rispetto ai criteri di accettazione, firma e livello dell’operatore. Le apparecchiature attuali salvano A-scan, B-scan e mappe C-scan complete dei parametri di regolazione: archiviarle non è burocrazia, è ciò che permette al controllo successivo di stabilire se un’indicazione è stabile o sta crescendo. La tendenza nel tempo è spesso più informativa del singolo valore assoluto. Per un quadro completo del metodo, delle configurazioni di sonda e dei criteri di valutazione rimandiamo alla pagina dedicata al Controllo ultrasonoro delle strutture.

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