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Controllo del tensionamento delle cinghie: quando e come si verifica

Nastro trasportatore curvo industriale

Il tensionamento di una cinghia non si controlla una volta sola: si assesta dopo il primo avviamento e deriva con l’usura. Come si costruisce il programma di verifica, con quale cadenza, quali criteri di accettazione e quando conviene sostituire il set invece di riserrare.

Nelle linee di produzione e nei gruppi motopropulsori la trasmissione a cinghia è l’organo che si dà per scontato finché non si ferma. Un tiro sbagliato non produce un guasto immediato: produce una deriva lenta, fatta di slittamenti impercettibili, di temperature dei cuscinetti leggermente più alte del normale, di rendimento che scende senza che nessuno se ne accorga. Per questo il controllo del tensionamento delle cinghie: controlli ricorrenti va inserito in un piano di manutenzione scritto, non lasciato alla sensibilità del singolo manutentore.

Il tema di questo articolo non è come si esegue materialmente la misura, né quali errori commette chi legge male uno strumento: sono argomenti già trattati altrove sul sito. Qui interessa l’altro lato del problema, quello organizzativo: quando programmare le verifiche, con quale cadenza, chi le esegue, come si decide fra riserraggio e sostituzione, che cosa si scrive nel registro della macchina.

Le trasmissioni a cinghia trapezoidale sono normate da ISO 1081 per la terminologia e la geometria, con ISO 5287 per le prove sulle cinghie a sezione stretta e DIN 7753 per le dimensioni; le trasmissioni sincrone fanno riferimento a ISO 9563. Sul piano della sicurezza, ogni intervento presuppone ripari conformi a ISO 14120 e macchina in condizione di arresto sicuro. Nelle pagine che seguono queste norme di settore vengono richiamate insieme ai criteri di metodo che rendono confrontabile un rilievo con quello precedente.

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Perché un tiro fuori specifica costa più di quanto sembra

Una cinghia poco tesa slitta sulle gole della puleggia: l’attrito radente sostituisce l’aderenza, la temperatura del fianco sale, il fianco si vetrifica e la trasmissione perde coppia proprio quando serve. In un impianto automatizzato questo si traduce in cicli fuori tempo e in scarti; su un gruppo ausiliario si traduce in un accessorio che gira sotto giri. Il difetto opposto, una cinghia troppo tesa, scarica un carico radiale permanente sui cuscinetti dell’albero condotto e ne accorcia la vita in modo silenzioso: il guasto si manifesta a valle, sul supporto, e viene attribuito al cuscinetto invece che alla trasmissione. In entrambi i casi il costo non è il ricambio, che vale poco, ma la fermata non programmata della linea e la diagnosi sbagliata che la segue.

Controllo del tensionamento delle cinghie: controlli lungo la vita della trasmissione

L’esigenza nasce in tre momenti distinti del ciclo di vita, e il piano di manutenzione deve prevederli tutti. Il primo è il montaggio: una cinghia nuova si assesta, le fibre di trazione si distendono e nelle prime ore di funzionamento perde una quota significativa del tiro iniziale. Per questo dopo il primo avviamento serve una verifica ravvicinata, tipicamente entro le prime ore di marcia a regime, e una seconda a distanza di qualche giorno. Il secondo momento è la vita utile, dove la deriva è lenta e la cadenza può allargarsi. Il terzo è ogni intervento che smonta o allenta il gruppo, anche se fatto per altre ragioni: sostituzione di un supporto, spostamento del motore sulle asole, pulizia. In quel caso il controllo non è periodico ma di rientro in servizio.

Che cosa si verifica e quali criteri di accettazione applicare

Il criterio di accettazione non si inventa: è il valore di tiro prescritto dal costruttore della trasmissione per quella sezione, quel passo e quell’interasse, espresso come forza statica o come frequenza propria del ramo libero. Il piano deve fissare per ogni macchina il valore nominale e la banda di tolleranza, e stabilire due soglie: una di attenzione, che apre un intervento da programmare, e una di intervento immediato. Accanto al tiro si registrano gli indizi che ne spiegano l’andamento: usura del fianco, fondo gola lucido, tracce di gomma sulle protezioni, crepe trasversali sul dorso, allungamento residuo delle asole di registro. Su trasmissioni multiple si verifica che tutte le cinghie del set lavorino con tiro coerente, perché una sola cinghia lasca carica le altre.

Come si organizza la verifica in azienda

L’organizzazione parte da un censimento: ogni trasmissione riceve un identificativo, un punto di rilievo fisso sul ramo libero e una scheda con i dati nominali. Rilevare sempre nello stesso punto è ciò che rende confrontabili due letture a mesi di distanza. La cadenza si gradua sulla criticità della macchina secondo la logica di UNI EN 13306: linee a ciclo continuo con verifiche più frequenti, gruppi ridondanti con cadenza più larga. Va fissata anche la condizione di rilievo, perché una trasmissione controllata a caldo dopo ore di marcia dà un valore diverso da quella controllata a freddo: il piano sceglie una delle due e la rispetta. L’operatore deve essere formato sul singolo strumento e sul criterio di lettura, e il compito va assegnato nominalmente, non al turno.

Documentazione, decisione di sostituzione e tracciabilità

Ogni rilievo va registrato con data, macchina, punto, valore letto, condizione termica e strumento impiegato, così da costruire il trend. È il trend, non il singolo numero, a distinguere un assestamento fisiologico da un allungamento permanente: se dopo due riserraggi ravvicinati il tiro torna a scendere con la stessa pendenza, la decisione corretta non è un terzo riserraggio ma la sostituzione del set completo, insieme alla verifica dello stato delle gole. Sostituire una sola cinghia in un gruppo è una falsa economia. Lo strumento di misura va a sua volta tenuto sotto controllo con verifiche periodiche documentate, perché un registro alimentato da uno strumento derivato è peggio di nessun registro.

Chiuso l’intervento, la scheda macchina riporta l’esito e la data della verifica successiva, e il riparo viene rimontato prima del riavvio. Per inquadrare il tema nel contesto applicativo e vedere gli altri approfondimenti collegati, si può consultare la pagina dedicata al controllo del tensionamento delle cinghie.

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