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Maglieria circolare e conteggio del filo: che cosa segnala una deriva

Assemblaggio compressore a pistoni

In maglieria circolare il consumo di filo per rango è l’indicatore che anticipa il difetto sul tubolare. Come si imposta il valore di riferimento, quali criteri di accettazione usare, come si organizzano campionamento, taratura del contafilo e registrazioni.

In maglieria circolare la quantità di filo consumata da ogni alimentatore per completare un rango è la grandezza che racconta meglio come sta lavorando la macchina. Non è un dato di laboratorio: si legge in reparto, sul telaio in movimento, e cambia prima che il difetto diventi visibile sul tubolare. Per questo maglieria circolare e conteggio del filo controlli non descrive una prova di collaudo, ma una sorveglianza continua che accompagna la produzione dal montaggio del pezzo fino allo scarico.

Il tubolare che esce da una macchina circolare è il risultato di decine di alimentatori che lavorano in parallelo sullo stesso giro. Se uno di essi eroga qualche centimetro in più o in meno per rango, la maglia cambia lunghezza locale, il tessuto assume una compattezza diversa e la grammatura finale si sposta. Il difetto raramente si presenta come rottura: si presenta come riga, come banda più chiara, come pezza che non rientra nella tolleranza di peso concordata.

Il vantaggio del conteggio del filo è che anticipa. Una deriva progressiva sul consumo segnala un guidafilo che si sta consumando, un freno che perde taratura, un alimentatore positivo che slitta, molto prima che il controllo visivo sul finito trovi qualcosa da contestare. La terminologia della maglieria è fissata dalla ISO 4921, mentre il conteggio dei fili per unità di lunghezza segue la ISO 7211-2 e le prove di condizionamento la ISO 139: sono i riferimenti che rendono confrontabili i numeri raccolti in reparto con quelli del laboratorio.

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Perché il consumo di filo è un indicatore di processo

Sbagliare il consumo di filo per rango non produce uno scarto immediato, e questo è esattamente il motivo per cui il parametro va sorvegliato. Il tubolare continua a uscire, la macchina non si ferma, ma la maglia formata ha una lunghezza diversa da quella prevista: cambia la mano del tessuto, cambia l’allungamento, cambia la resa al taglio. Quando il difetto emerge, di solito in confezione o al controllo di accettazione del cliente, sono già stati prodotti metri di tessuto non recuperabili. La grandezza ha inoltre un effetto economico diretto, perché il filo è la voce di costo dominante: un consumo medio superiore di pochi punti percentuali si traduce in tonnellate di materia prima sull’anno. Il conteggio, letto per alimentatore e non solo come media di macchina, permette di distinguere fra un problema sistematico di regolazione e un guasto localizzato.

Dove nasce l’esigenza lungo il ciclo di lavorazione

L’esigenza compare già al montaggio del pezzo, quando si passa da un articolo all’altro e si ricalcolano le regolazioni degli alimentatori positivi in funzione del titolo e della finezza. È in quel momento che si fissa il valore di riferimento del consumo, e da quel valore si misurano tutte le derive successive. Il secondo punto sensibile è il cambio di lotto di filato: partite diverse dello stesso titolo hanno attrito e ripresa igroscopica differenti, e la macchina reagisce. Il terzo è l’usura degli organi di guida e dei freni, che agisce lentamente e sposta il consumo di un solo alimentatore. Infine il clima di reparto: la ISO 139 fissa l’atmosfera normale di condizionamento perché umidità e temperatura modificano la scorrevolezza del filo e quindi il dato letto in linea.

Maglieria circolare e conteggio del filo: controlli e criteri di accettazione

Si controllano tre famiglie di dati. La prima è il consumo per rango di ciascun alimentatore, espresso in millimetri o centimetri di filo, con la dispersione fra alimentatori come indicatore sintetico: una banda di tolleranza percentuale sul valore nominale è il criterio di accettazione più usato. La seconda è la densità della maglia, ranghi e colonne per centimetro, verificata sul tubolare condizionato secondo la ISO 139 e contata con il metodo della ISO 7211-2. La terza riguarda le proprietà del tessuto finito: comportamento a trazione secondo la ISO 13934 e recupero elastico secondo la UNI EN 14704 per gli articoli con elastomero. Il criterio di accettazione va scritto sulla scheda di articolo, non lasciato all’esperienza del capo reparto, e deve indicare valore nominale, tolleranza e azione da intraprendere al superamento.

Come si organizza la sorveglianza in reparto

Il piano di controllo si costruisce su punti fissi. All’avvio del pezzo si verifica il consumo su tutti gli alimentatori e si registra il valore di riferimento; durante la produzione si campiona a intervalli definiti, tipicamente a ogni cambio turno e a ogni cambio di partita di filato. Sulle macchine dotate di contafilo elettronico la lettura è continua e il controllo diventa la sorveglianza della soglia di allarme, che va impostata in coerenza con la tolleranza di articolo e non lasciata al valore di fabbrica. La taratura del contafilo, sul diametro effettivo della puleggia o della ruota di misura, è una verifica periodica da calendarizzare. La qualifica dell’operatore conta: chi legge il dato deve saper distinguere una deriva progressiva, che indica usura, da un salto improvviso, che indica un guasto o un errore di infilaggio.

Documentazione e accettazione lungo la filiera

Ogni pezzo dovrebbe uscire dal reparto con una registrazione che colleghi il numero di macchina, l’articolo, la partita di filato, il valore di consumo di riferimento e le letture effettuate durante la produzione. È questo insieme che rende difendibile il tubolare quando il cliente contesta un peso al metro fuori tolleranza: senza il dato di processo restano solo le prove sul finito, più lente e più costose. Le norme citate vanno richiamate esplicitamente sul rapporto, indicando la ISO 4921 per la terminologia impiegata e la ISO 139 per le condizioni di prova, così che chi riceve il materiale possa ripetere la verifica nelle stesse condizioni.

La tracciabilità ha valore anche verso monte: se il consumo si sposta a ogni cambio di partita, il dato diventa un argomento tecnico nel rapporto con il filatore. Per un quadro completo degli aspetti applicativi e degli strumenti impiegati in questo controllo si può consultare la pagina dedicata a Maglieria circolare e conteggio del filo.

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