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Come scegliere fonometri e strumenti per il rumore: classe e accessori

Complesso industriale veduta aerea

Guida ai criteri di scelta dei fonometri e degli strumenti per il rumore: classe di precisione secondo IEC 61672-1, fonometro integratore o dosimetro personale, ponderazioni e parametri, analisi in bande di ottava, calibratore acustico, accessori, gestione dei dati e verifica periodica.

La misura del rumore in ambiente di lavoro non è un rilievo qualsiasi: il numero che esce dallo strumento entra in un documento di valutazione del rischio e può determinare obblighi di sorveglianza sanitaria, di formazione e di fornitura di dispositivi di protezione. Per questo la domanda su fonometri e strumenti per il rumore come scegliere non si risolve confrontando due schede tecniche, ma partendo da che cosa dovrà sostenere il dato una volta raccolto.

Chi acquista si trova davanti a famiglie di apparecchi che sembrano simili e che invece rispondono a esigenze diverse: strumenti da collaudo interno per capire dove intervenire, apparecchi destinati a misure con valore documentale, dispositivi indossati dalla persona per ricostruire l’esposizione lungo un turno. A monte di tutto c’è una classificazione metrologica precisa, definita dalla IEC 61672-1, che divide gli strumenti in due classi di prestazione e che in molti casi decide da sola quali apparecchi possono essere presi in considerazione.

Questa guida mette in fila i criteri di scelta: classe di precisione, tipo di strumento, parametri e ponderazioni da calcolare, analisi in frequenza, calibratore e accessori, gestione del dato, verifica periodica e costo complessivo della catena. Resta fermo un punto: lo strumento supporta la valutazione del rischio prevista dal D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII Capo II, ma non la sostituisce, e la responsabilità tecnica del rilievo e della sua interpretazione rimane di chi lo esegue.

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Fonometri e strumenti per il rumore come scegliere: si parte dalla destinazione del dato

Prima di guardare qualunque caratteristica conviene chiarire a che cosa servirà la misura, perché scenari diversi portano a strumenti diversi. Un rilievo interno per orientare una scelta impiantistica, una verifica dell’esposizione dei lavoratori secondo la ISO 9612 e un controllo del rumore emesso verso l’esterno hanno esigenze metrologiche e documentali che non coincidono.

Nel primo caso può bastare uno strumento semplice, purché se ne conoscano i limiti e il dato non venga usato come prova. Negli altri due il valore deve reggere un confronto con un limite di legge o di capitolato, e questo restringe subito il campo. Definire la destinazione del dato prima dell’acquisto evita l’errore più costoso: comprare uno strumento adeguato all’uso occasionale e scoprire poi che non è ammissibile per la verifica che serviva davvero.

Classe di precisione, strumento integratore e dosimetro personale

Il primo filtro è la classe di precisione secondo la IEC 61672-1: la classe 1 ha tolleranze più strette e un campo di frequenza più esteso della classe 2. La distinzione non è solo qualitativa, perché per diverse verifiche di legge la classe 2 non è ammessa e la scelta va fatta guardando alla norma applicabile, non al listino.

Il secondo filtro riguarda il tipo di apparecchio. Un fonometro base restituisce il livello istantaneo; un fonometro integratore calcola il livello continuo equivalente su un intervallo definito, che è la grandezza su cui si ragiona quasi sempre in ambito occupazionale. Quando la persona si sposta, alterna lavorazioni o è esposta a sorgenti discontinue, la misura in postazione fissa perde rappresentatività e serve un dosimetro personale indossato per la durata del turno.

Ponderazioni, parametri calcolati e analisi in frequenza

Lo strumento deve poter applicare le ponderazioni in frequenza necessarie: la A per i livelli riferiti alla risposta dell’orecchio, la C per i valori di picco e per la verifica dei protettori auricolari, la Z quando serve la risposta non ponderata. Vanno considerate anche le costanti di tempo, con le risposte lenta e veloce e la rilevazione degli impulsi.

Sul piano dei parametri, conviene verificare che l’apparecchio calcoli e memorizzi almeno il livello continuo equivalente ponderato A, il livello di picco ponderato C e i livelli percentili utili a descrivere la variabilità del rumore. Un capitolo a sé è l’analisi in bande di ottava e di terzo d’ottava, con filtri conformi alla IEC 61260: senza contenuto spettrale si può certificare un livello, ma non si può impostare una bonifica né scegliere in modo motivato un materiale fonoassorbente o un protettore.

Calibratore acustico, accessori e gestione dei dati

Il calibratore acustico non è un accessorio facoltativo: la verifica del funzionamento va eseguita prima e dopo la sessione di misura, e il calibratore deve essere conforme alla IEC 60942 con classe compatibile con quella del fonometro. Un apparecchio di classe 1 abbinato a un calibratore di classe inferiore vanifica in partenza la prestazione pagata.

Vanno poi valutati il microfono e i suoi adattatori, la cuffietta antivento, le prolunghe per allontanare l’operatore dal punto di misura e il treppiede, che riduce le riflessioni dovute al corpo. Sul fronte del dato contano la capienza di memoria, la possibilità di registrare l’audio degli eventi anomali per identificarne la sorgente e il software di elaborazione, che deve esportare i risultati in un formato riutilizzabile nella relazione tecnica senza trascrizioni manuali.

Verifica periodica, costo della catena e criteri di acquisto

Il costo dello strumento è solo una parte della spesa. Fonometro e calibratore sono soggetti a verifica periodica secondo la IEC 61672-3 e la IEC 60942, con una periodicità che in molti casi è imposta dalla normativa applicabile e non lasciata alla discrezione dell’utilizzatore: quel costo ricorrente, insieme ai fermi macchina per l’invio in laboratorio, va messo in conto fin dall’inizio.

Rientrano nel calcolo anche i ricambi del microfono, gli aggiornamenti del software, la formazione di chi esegue i rilievi e la disponibilità di assistenza nel tempo. Il criterio di acquisto più solido resta la coerenza dell’intera catena, dal microfono al report, con l’uso previsto e con le norme che quel dato dovrà soddisfare.

Per confrontare le soluzioni disponibili e capire quali configurazioni rispondono alle diverse esigenze di misura, è possibile consultare la categoria dedicata ai fonometri e strumenti per il rumore.

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