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Marcatura e stampa sulla guaina: controllo qualità della scritta sul cavo

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La scritta sulla guaina è l’unico modo per identificare un cavo dopo la posa. Contenuto obbligatorio della marcatura, prova di durabilità allo sfregamento, contrasto sulla guaina colorata e passo di ripetizione: come si imposta il controllo in linea e come si documenta l’esito lungo la filiera.

Un cavo elettrico esce dalla linea di estrusione con una scritta stampata o incisa sulla guaina, e quella scritta è l’unico elemento che permetterà di riconoscerlo fra dieci anni, quando sarà posato dentro una canalina e nessuno avrà più la bobina di provenienza. Per questo la marcatura e stampa sulla guaina controllo qualità non è una questione estetica ma un requisito di identificazione permanente, richiesto dalle norme di prodotto e verificato in accettazione dal cliente.

Il contenuto di quella marcatura non è libero. La sigla di designazione, la sezione nominale dei conduttori, il riferimento al fabbricante, la classe di reazione al fuoco quando prevista e la metratura progressiva sono informazioni che le norme impongono di rendere leggibili sul cavo stesso, non solo sull’etichetta della bobina. Se la scritta si cancella, il cavo posato diventa un componente anonimo: in fase di collaudo, di modifica dell’impianto o di verifica dopo un incendio, l’assenza di identificazione è un problema documentale prima ancora che tecnico.

Le variabili in gioco sono poche ma tutte critiche: il contrasto della scritta sulla guaina colorata, l’aderenza dell’inchiostro al polimero, la resistenza allo sfregamento e la regolarità del passo di ripetizione lungo la lunghezza prodotta. Sono grandezze che si controllano in linea, mentre il cavo corre, e si riverificano a campione sul prodotto finito. Questo articolo descrive come impostare quel controllo nel settore dei cavi, dei fili e delle trafilerie, e come documentarne l’esito lungo la filiera.

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Marcatura e stampa sulla guaina nel controllo qualità dei cavi

Nel settore dei cavi la marcatura è un obbligo di identificazione, non un accessorio grafico. La IEC 62491 stabilisce i criteri con cui cavi e conduttori vanno identificati; le sigle di designazione seguono la CEI UNEL 35016, mentre per i cavi armonizzati in PVC la IEC 60227 richiama i requisiti di prodotto a cui la scritta rimanda. Dove si applica il regolamento sui prodotti da costruzione, la EN 50575 impone che la classe di reazione al fuoco sia riconducibile al cavo mediante marcatura e documentazione di accompagnamento. Sbagliare questo dato non significa produrre un cavo brutto: significa immettere sul mercato un prodotto che il cliente non può dimostrare conforme. In un cantiere, un cavo che non si riesce a identificare viene contestato e, nei casi peggiori, rimosso e riposato a carico del fornitore.

Dove nasce l’esigenza lungo il ciclo di vita del cavo

L’esigenza nasce a valle dell’estrusione, quando la guaina è ancora calda e la superficie non ha raggiunto le condizioni definitive di adesione. È il momento in cui inchiostro o incisione vengono applicati, ed è anche quello in cui si decidono contrasto e durabilità. Ma il requisito si manifesta molto più tardi: al collaudo dell’impianto, quando l’installatore deve dichiarare quale cavo ha posato; durante una modifica, quando si apre una canalina e si legge quel che c’è; in una verifica dopo un evento, quando serve risalire al lotto. Fra la stampa e la lettura possono passare anni di posa in cavidotto, trazione durante il tiro, contatto con oli, sfregamento contro bordi metallici. Il controllo va quindi impostato pensando alla fine del ciclo di vita, non al momento della produzione.

Che cosa si verifica sulla scritta e con quali criteri di accettazione

Le verifiche sono quattro. La prima riguarda il contenuto: presenza e correttezza di sigla, sezione, identificazione del fabbricante, classe di reazione al fuoco quando applicabile e metratura progressiva. La seconda è la durabilità: la prova di sfregamento descritta nella IEC 60811 verifica che la marcatura resti leggibile dopo la sollecitazione prevista dalla norma di prodotto; il criterio di accettazione è la leggibilità residua, non l’assenza di alterazione. La terza è il contrasto fra scritta e guaina, che su fondi colorati o scuri è il fattore che più spesso rende inutilizzabile una stampa formalmente corretta: si valuta con misure di colore e luminanza, definendo una soglia interna. La quarta è la regolarità del passo di ripetizione, il cui valore è fissato dalla norma di prodotto o dalla specifica di fornitura e va verificato rispetto a quella, non stimato a occhio.

Come si organizza il controllo in linea e a campione

In produzione il controllo si articola su due livelli. In linea, un sistema ottico sorveglia in continuo la presenza della scritta, il contrasto rispetto alla guaina e la costanza del passo, segnalando la deriva prima che diventi scarto di bobina: sono i punti fissi, posizionati subito dopo l’unità di marcatura e prima dell’avvolgimento. Fuori linea, su campioni prelevati secondo un piano di campionamento tipo ISO 2859-1, si eseguono la verifica del contenuto e la prova di durabilità allo sfregamento, che richiede tempo e non può essere continua. La periodicità va legata al cambio di ricetta, di colore della guaina o di lotto di inchiostro, perché sono quelli gli eventi che spostano il risultato. L’operatore che giudica la leggibilità residua va qualificato e le condizioni di osservazione — illuminamento, distanza, fondo — vanno fissate per iscritto, altrimenti il criterio diventa soggettivo.

Documentazione e accettazione lungo la filiera

La marcatura è il punto in cui il prodotto fisico e il fascicolo documentale devono coincidere. Ciò che è scritto sulla guaina deve corrispondere alla dichiarazione di prestazione, all’etichetta della bobina e ai rapporti di prova del lotto: una discordanza fra sigla stampata e sigla dichiarata è sufficiente a bloccare l’accettazione presso il distributore o in cantiere. Per questo i registri di controllo devono riportare lotto, ricetta di guaina, riferimento dell’inchiostro, esito della prova di sfregamento e valori di contrasto rilevati, conservati per il periodo richiesto dalla specifica di fornitura.

Chi acquista dovrebbe includere nella specifica i criteri di accettazione della scritta, non darli per impliciti: contenuto atteso, prova di durabilità applicabile e soglia di leggibilità residua. Un approfondimento sui controlli applicati a questa fase di processo è disponibile nella pagina dedicata a Marcatura e stampa sulla guaina.

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