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Termoresistenze Pt100 e NTC: confronto fra le due famiglie

Ispezione componente elettronico

Pt100 e termistori NTC misurano la temperatura sfruttando la variazione di resistenza, ma si comportano in modo molto diverso. Il confronto passa da linearita della curva, campo di misura, classi di tolleranza, stabilita, intercambiabilita, tempo di risposta e costo, con un capitolo sul collegamento a 2, 3 e 4 fili.

Nei reparti di produzione alimentare, nei laboratori di controllo e nelle linee di processo la temperatura è la grandezza misurata più spesso, e quasi sempre con un sensore resistivo. Chi deve specificare una sonda si trova però davanti a due famiglie che si somigliano solo in apparenza: per questo un ragionamento su termoresistenze Pt100 e NTC, confronto fra metodi di misura diversi, vale più di qualsiasi tabella di prezzi. Una scelta sbagliata non si manifesta come guasto: si manifesta come scostamento sistematico di qualche decimo di grado che nessuno nota fino all’audit.

Il principio fisico è lo stesso solo a livello di enunciato: in entrambi i casi la temperatura si legge attraverso la variazione di resistenza elettrica di un elemento sensibile. Nella termoresistenza al platino la resistenza cresce con la temperatura in modo quasi lineare e prevedibile, descritto da una relazione polinomiale normalizzata. Nel termistore NTC la resistenza cala al crescere della temperatura, e lo fa in modo fortemente non lineare, con una pendenza molto più ripida.

Da questa differenza discende tutto il resto: campo di misura utile, accuratezza dichiarabile, stabilità nel tempo, possibilità di sostituire il sensore senza ritarare la catena, tempo di risposta, costo del componente e costo dell’elettronica che lo legge. Il confronto serve a capire quale delle due famiglie regge il compito, e dove invece nessuna delle due è la risposta giusta.

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Che cosa misura davvero un sensore resistivo di temperatura

Un sensore resistivo non misura la temperatura: misura la propria resistenza, e restituisce la temperatura del proprio elemento sensibile, non quella del mezzo in cui è immerso. La differenza fra le due è l’errore di accoppiamento termico, e dipende da immersione, contatto, conducibilità della guaina e portata del fluido. La termoresistenza al platino sfrutta la relazione fra resistività del platino e temperatura: un elemento a 100 ohm a 0 °C varia di circa 0,385 ohm per grado, con una curva che si allontana poco dalla retta su tutto il campo utile. Il termistore NTC è invece un semiconduttore ceramico la cui resistenza può cambiare di alcuni punti percentuali per grado: molto sensibile, ma su un intervallo ristretto. Capire questa asimmetria è il punto di partenza di ogni specifica seria.

Termoresistenze Pt100 e NTC: confronto fra metodi di misura in campo

Il confronto si regge su sette criteri. Linearità: la Pt100 è quasi lineare e la sua curva è normalizzata, quindi qualunque trasmettitore la interpreta allo stesso modo; l’NTC richiede una linearizzazione, tipicamente con una relazione esponenziale a tre parametri o una tabella. Campo: la Pt100 copre in pratica da circa -200 °C a 600 °C e oltre, l’NTC lavora bene fra circa -50 °C e 150 °C. Accuratezza: la Pt100 è dichiarata per classi normalizzate, l’NTC per tolleranza sul valore nominale a 25 °C. Stabilità e deriva: il platino invecchia poco e in modo prevedibile, la ceramica dell’NTC deriva di più se stressata termicamente. Intercambiabilità: una Pt100 si sostituisce senza ritarare la catena, un NTC quasi mai. Tempo di risposta: l’NTC, più piccolo, è più rapido. Costo: l’NTC vince sul componente, la Pt100 sull’intero ciclo di vita della misura.

Collegamento a due, tre e quattro fili e autoriscaldamento

Su una Pt100 la resistenza dei conduttori non è un dettaglio impiantistico: è un errore di misura vero e proprio, perché si somma alla resistenza dell’elemento e lo strumento non ha modo di distinguerla. Con il collegamento a due fili qualche ohm di cavo si traduce in vari gradi di errore, e l’errore cresce con la lunghezza e con la temperatura ambiente della linea. Il collegamento a tre fili compensa la caduta assumendo che i conduttori siano identici; quello a quattro fili elimina il problema, perché la corrente di eccitazione scorre su una coppia e la tensione si legge sull’altra, dove non passa corrente. Resta l’autoriscaldamento: la corrente di eccitazione dissipa potenza nell’elemento e lo scalda rispetto al mezzo. Si contiene mantenendo la corrente bassa e verificando l’effetto in aria ferma, la condizione peggiore.

Classi di tolleranza e norme di riferimento

Le termoresistenze al platino sono normalizzate dalla IEC 60751, che definisce sia la curva caratteristica sia le classi di tolleranza AA, A, B e C, in ordine di accuratezza decrescente e con una tolleranza che cresce allontanandosi da 0 °C. Ogni classe vale inoltre su un campo di temperatura dichiarato, più ristretto per le classi migliori: specificare una classe AA su tutto il campo di una sonda è una richiesta priva di senso. I termistori NTC ricadono nella IEC 60539, che ne definisce prove e caratterizzazione, ma senza una curva unica di riferimento: ogni costruttore dichiara i propri parametri, ed è questa la ragione tecnica della scarsa intercambiabilità. Nella pratica del controllo qualità questa differenza pesa: una catena di misura tracciabile si documenta molto più facilmente con un sensore la cui curva è definita da una norma.

Quando conviene il sensore resistivo rispetto alla termocoppia

Rispetto alla termocoppia, che genera una tensione legata alla differenza fra giunto di misura e giunto di riferimento, entrambi i sensori resistivi offrono accuratezza e stabilità superiori nel campo industriale ordinario e non richiedono cavi di compensazione dedicati. La termocoppia resta insostituibile alle alte temperature e dove serve un sensore molto piccolo e robusto, ma paga in ripetibilità e deriva. Fra le due famiglie resistive, la Pt100 è la scelta quando contano accuratezza dichiarabile, ampiezza del campo e sostituibilità senza ritaratura; l’NTC quando contano sensibilità, rapidità e costo su un intervallo ristretto e noto, come il monitoraggio di celle e vetrine refrigerate.

Per la scelta dell’elemento sensibile, dei collegamenti e delle classi di tolleranza si può approfondire la pagina dedicata alle Termoresistenze Pt100 e NTC.

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