Home —» Misura ottica e sistemi di visione: la procedura di impostazione e misura

Misura ottica e sistemi di visione: la procedura di impostazione e misura

Ispezione componente elettronico

La procedura completa per la misura ottica bidimensionale: pulizia e posizionamento ripetibile del pezzo, scelta dell’ingrandimento, retroilluminazione o luce radente, taratura del fattore di scala pixel-millimetro, criterio di rilevamento del bordo e valutazione della ripetibilità fra operatori.

In officina la misura ottica entra in gioco quando il pezzo non si può toccare: una guarnizione sottile che si deforma sotto il tastatore, una pista serigrafata, un foro tranciato su lamiera da tre decimi. Il problema, in questi casi, non è la risoluzione dello strumento ma la disciplina del metodo: due operatori che misurano lo stesso profilo con due illuminazioni diverse ottengono due quote diverse, e la discussione con il cliente si sposta dal pezzo al modo in cui è stato misurato. Sapere come misurare misura ottica e sistemi di visione significa quindi fissare una sequenza ripetibile, non solo accendere una telecamera.

Il principio è semplice e proprio per questo insidioso. Il sistema non tocca il pezzo: proietta la sua ombra o la sua superficie su un sensore di imaging, il software individua la transizione di luminanza che chiamiamo bordo e converte la distanza fra due bordi in millimetri attraverso un fattore di scala noto. Ogni anello di questa catena — ottica, illuminazione, messa a fuoco, criterio di rilevamento del bordo, taratura — introduce un contributo di incertezza che si somma agli altri.

La procedura che segue riguarda solo la misura bidimensionale su immagine: preparazione della stazione, scelta dell’illuminazione, taratura del fattore di scala, esecuzione con valutazione della ripetibilità, registrazione e verifica periodica. I riferimenti normativi utili sono la ISO 1 per la temperatura di riferimento, la ISO 10360-7 per la verifica dei sistemi con sensore di imaging e la ISO 14253-1 per la regola di decisione nel giudizio di conformità.

Banner supporto tecnico richiesta assistenza

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?

Come misurare misura ottica e sistemi di visione: preparare la stazione

La prima parte della procedura non richiede software. Si pulisce l’ottica e il piano di appoggio con panno privo di fibre e alcol isopropilico: una traccia di grasso sul vetro produce un alone che sposta il bordo rilevato di diversi micrometri. Si porta il pezzo in temperatura, perché la ISO 1 fissa il riferimento a 20 °C e su un particolare in lega leggera da 200 mm ogni grado vale circa cinque micrometri. Poi si definisce un posizionamento ripetibile: battute meccaniche, maschere di appoggio o un semplice riscontro a squadra, purché il pezzo torni sempre nella stessa posizione, senza forzature che lo deformino. Infine si sceglie l’ingrandimento in funzione della tolleranza da verificare: l’inquadratura deve contenere l’intera feature e lasciare al bordo un numero di pixel sufficiente, indicativamente almeno dieci volte più fine della tolleranza in gioco.

L’illuminazione, la vera variabile del metodo

È il passaggio che distingue una misura ottica affidabile da una lettura approssimativa. La retroilluminazione, con la sorgente dietro il pezzo, genera una silhouette a forte contrasto ed è la scelta obbligata per profili, sagome, larghezze e interassi: il bordo è netto e poco sensibile alla finitura superficiale. L’illuminazione episcopica o anulare, dal lato dell’osservatore, serve invece quando la feature sta sulla superficie — una serigrafia, una fresatura, un incavo — e non produce ombra utile. La luce radente, quasi tangente al piano, esalta gli spigoli e i piccoli rilievi ma tende a dilatare il bordo dal lato illuminato. Il punto critico è questo: cambiando illuminazione cambia il livello di transizione che il software interpreta come contorno, e con esso la quota. Per questo l’intensità e il tipo di illuminazione vanno annotati nel programma di misura come parametri, non lasciati alla sensibilità dell’operatore di turno.

Taratura e fattore di scala pixel-millimetro

Il sistema misura pixel; per restituire millimetri serve un fattore di scala noto. La taratura si esegue con un vetrino graduato o un campione certificato con incertezza dichiarata e riferibilità documentata, posto sullo stesso piano e alla stessa distanza di lavoro del pezzo. Si acquisisce l’immagine, si misura la distanza nota e si calcola il rapporto pixel-millimetro per l’ingrandimento in uso: il fattore vale per quella configurazione ottica e va ricalcolato a ogni cambio di obiettivo o di distanza. La verifica va poi ripetuta su due direzioni ortogonali, perché un sensore non quadrato o una lieve distorsione dell’ottica producono scale diverse lungo X e lungo Y. Conviene infine controllare il campione in posizioni diverse del campo inquadrato: se la lettura cambia spostandosi verso i bordi, la distorsione è significativa e va corretta o compensata limitando l’area utile.

Esecuzione della misura e valutazione della ripetibilità

Con stazione preparata, illuminazione fissata e scala verificata, l’esecuzione diventa meccanica. Si mette a fuoco sul piano della feature, non sul corpo del pezzo, perché una messa a fuoco approssimativa allarga la sfumatura del bordo. Si sceglie il criterio di rilevamento — tipicamente la soglia al 50% della transizione di luminanza — e lo si mantiene per tutte le misure della stessa caratteristica. La misura si ripete almeno cinque volte riprendendo e riposizionando il pezzo, non limitandosi a rifare il clic sulla stessa immagine: solo così la dispersione include il contributo del posizionamento. Il passaggio successivo è la prova incrociata fra due o tre operatori sullo stesso particolare: uno scostamento sistematico fra persone segnala quasi sempre un criterio di bordo o una regolazione di luce lasciati liberi. Il risultato si confronta con la tolleranza applicando la regola di decisione della ISO 14253-1.

Registrazione dei dati, programma di misura e verifica periodica

Una misura non registrata non è una misura. Per ogni caratteristica si annotano ingrandimento, tipo e intensità di illuminazione, criterio di bordo, fattore di scala e data dell’ultima taratura: sono i dati che permettono di ripetere il controllo a distanza di mesi ottenendo lo stesso numero. Il programma di misura va gestito come un documento controllato, con revisione e responsabile, perché una modifica silenziosa dei parametri invalida lo storico. La verifica periodica del sistema segue la ISO 10360-7 per gli errori di indicazione con sensore di imaging, con controlli intermedi più frequenti sul campione di riferimento.

Per il quadro completo degli strumenti, dei campi di applicazione e dei criteri di scelta, la pagina di approfondimento dedicata è Misura ottica e sistemi di visione.

Categorie di prodotto correlate

Ispezione dimensionale di un componente elettronico con sistema ottico

CATALOGO · METROLOGIA DIMENSIONALE

Macchine di misura a coordinate e sistemi di visione

La categoria raccoglie i sistemi di misura con sensore di imaging e le stazioni di visione dimensionale: il riferimento naturale quando la quota va estratta da un’immagine e il metodo deve restare tracciabile e ripetibile fra operatori diversi.

→ Vai alla categoria

Osservazione al microscopio di una scheda elettronica di controllo

CATALOGO · STRUMENTI DA LABORATORIO

Microscopi digitali e sistemi ottici

Qui trovano posto microscopi digitali, ottiche e accessori di illuminazione: la parte della stazione che determina il contrasto del bordo e quindi, in misura ottica, il valore stesso della quota letta a schermo.

→ Vai alla categoria

Maggiori informazioni e contatti

Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin

Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.

Scopri di più da INNOVACHECK

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere